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Couche-Tard rinuncia a Carrefour dopo il «no» di Parigi?

Decisivo il no del governo francese nonostante le rassicurazioni del gruppo canadese.

Carrefour – Couche-Tard

L’opposizione del governo francese al cambio di proprietà dei supermercati Carrefour sortisce il suo effetto: Couche-Tard, il gruppo canadese che ha presentato un’offerta da 16,2 miliardi di euro per rilevare il Carrefour, avrebbe deciso di interrompere le trattative.

A rivelarlo sono il Financial Times  e Bloomberg.

Alain Bouchard

Ieri il presidente di Couche-Tard, Alain Bouchard, ha incontrato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire per cercare di convincerlo a dare il suo benestare all’operazione.

Bouchard, scrive il quotidiano economico britannico, avrebbe manifestato, in particolare, la volontà del gruppo di effettuare un investimento di 3 miliardi di euro nei prossimi 5 anni e di non toccare ai livelli occupazionali per due anni.

Inoltre, secondo Bloomberg, Bouchard propone anche le quotazioni del titolo sia in Canada che in Francia.

La posizione assunta dal governo francese di Emmanuel Macron, scrive il Financial Times, “è in contrasto con l’immagine favorevole alle imprese che da tempo cercava di proiettare“.

Ma con le elezioni presidenziali in arrivo il prossimo anno, è troppo rischiosa un’operazione che prevedrebbe l’acquisto da parte di un gruppo straniero del più grande datore di lavoro del settore privato in Francia.

Secondo una fonte vicino al dossier citata dal Financial Times il governo francese “indebolito dalle critiche sulla gestione della pandemia e della crisi economica sta reagendo in modo difensivo.

È un calcolo puramente politico.

Sempre secondo Financial Times i tre maggiori azionisti di Carrefour (Bernard Arnault, la famiglia Moulin e il gruppo Galeries Lafayette), che insieme controllano circa il 23% del capitale, erano disponibili a vendere le loro quote per facilitare l’accordo.

Secondo fonti francesi lo scenario è quello rappresentato nella foto che segue (favorevoli e contrari)

Chi è Alain Bouchard ?

Alain Bouchard è figlio di un piccolo imprenditore del Québec, guarda caso, la regione del Canada in cui si parla un francese talvolta bizzarro, prodotto di una grammatica e di una pronuncia che risalgono ai secoli in cui il Grande Nord era battuto da cacciatori di pellicce e pescatori di salmoni arrivati dalla Bretagna.

Alain Bouchard di Laval, 71 anni, quattro figli e – scrivono i giornali d’Oltreoceano – una timidezza che nasce da un limite: ancora oggi Bouchard non si sente a proprio agio con l’inglese ed evita le interviste nella lingua di Shakespeare.

Questo gap non gli ha impedito di diventare, già un paio d’anni fa, “mister 5 miliardi” di dollari, grazie al controllo di un impero della grande distribuzione che si estende dagli Stati Uniti a Hong Kong, passando dall’Irlanda, dalla Scandinavia e dalla Polonia: 130mila dipendenti in 27 Paesi.

Niente male per l’ex garzone di bottega costretto presto a rimboccarsi le maniche, dopo il fallimento dell’impresa di papà.

Aveva solo nove anni, ma anche un paio di idee cresciute con lui alla periferia di Montréal.

La prima: non sono fatto per campare sotto un padrone.

Una lezione imparata osservando le umiliazioni del padre, camionista per necessità.

La seconda, un’intuizione che si rivela preziosa: sviluppare il business dei dépanneur, ovvero le stazioni di servizio che sorgono nell’immensa natura canadese, dove, quando ti fermi per fare il pieno, è saggio fare provviste o mangiare un boccone, perché non sai qual che ti aspetta.

Il re dei minimarket

A 24 anni Alain Bouchard approda come garzone di bottega in una stazione di servizio.

Cerca di coinvolgere il titolare del suo chiosco nell’acquisizione di 50 negozi, ma il padrone di Provisoir si tira indietro.

E allora fa da solo: prima un chiosco, poi un un altro, acquistato con i proventi del secondo lavoro, l’agente immobiliare.

A quel punto lo aiuta la fortuna di vivere in una terra di opportunità, a un passo dal sogno americano.

Trova i soldi per inaugurare una piccola catena da 11 esercizi, cresciuti al fianco dei distributori di benzina aperti 24 ore su 24 che vendono i prodotti essenziali: dal pane alle sigarette, fino al quotidiano della sera che ti sei dimenticato di comprare perché sei “Couche-Tard”, come Alain Bouchard battezza la mini-catena (un termine francese simile al nostro “nottambulo” … un “tira tardi”). 

Couche-Tard Logo

Certo, vista con gli occhi di oggi, sembra una banalità.

Ma anche in Italia, all’epoca, non era così facile procurarsi un pacchetto di sigarette, o tanto meno un quotidiano.

A quel tempo non c’erano internet e lo streaming.

L’ascesa di Alain Bouchard

È questa l’idea di business da cui, mattoncino dopo mattoncino, è cresciuta, con un’ossessiva attenzione al cliente e forti incentivi ai dipendenti, l’impresa di monsieur Bouchard.

Uno per cui – terza regola – chi lavora in settori come la grande distribuzione deve comportarsi come un ciclista: quando smetti di pedalare, rischi di cadere.

Di qui una lunga serie di acquisizioni.

Perché, come si legge nella sua autobiografia, “in un’impresa non esiste il surplace: o si va avanti, o si torna indietro. È sempre necessario cambiare, trasformarsi, innovare”.

Si spiega così la sua marcia, spesso trionfale: nel 1999 compra Silcorp, una catena di 98 punti vendita in Ontario.

Nel 2003 sbarca a New York con l’acquisto di Circle K, raddoppiando così il fatturato.

Nel 2012 attraversa l’oceano per comprare la catena di distributori di Statoil, la compagnia petrolifera di Stato norvegese (oggi Equinor).

Intanto guarda all’Asia, partendo da Circle Hong Kong, e si concede una catena di fast food in patria.

Entra anche in un mercato assai promettente: quello della cannabis, legale da quelle parti, attraverso l’etichetta Fire & Flowers.

Bouchard Carrefour

A fine dicembre Alain Bouchard si è messo in testa di risvegliare Carrefour.  

Una preda all’apparenza troppo grossa, ma guai a sottovalutare l’ex garzone che ha costruito un gruppo con 9.200 punti vendita, di cui 8mila stazioni di servizio.

Più piccolo, certo, rispetto al gigante francese, per giro d’affari (48,6 miliardi di euro contro 80,7) e per dimensioni (130 mila dipendenti contro 320mila), ma capace di guadagnare assai di più: 2 miliardi contro 1,3.

Tanto da vantare una capitalizzazione di 30 miliardi di euro, contro soli 12,7 di Carrefour.

La proposta ed i tentativi però hanno trovato l’opposizione del governo francese e pare quindi che il nostro ardito bottegaio rinunci all’affare.

Couche-Tard è il leader nel settore dei minimarket canadesi. Negli Stati Uniti, è il più grande operatore indipendente di minimarket in termini di numero di negozi gestiti dall'azienda. In Europa, Couche-Tard è leader nella vendita al dettaglio di carburanti per minimarket e trasporti stradali nei paesi scandinavi (Norvegia, Svezia e Danimarca), nei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), nonché in Irlanda, e ha un presenza importante in Polonia.

All'11 ottobre 2020, la rete di Couche-Tard comprendeva 9.261 negozi di alimentari in tutto il Nord America, inclusi 8.085 negozi con erogazione di carburante per il trasporto su strada. La sua rete nordamericana è composta da 18 unità operative, di cui 14 negli Stati Uniti che coprono 47 stati e 4 in Canada che coprono tutte le 10 province. Circa 109.000 persone sono impiegate in tutta la sua rete e negli uffici di servizio in Nord America.

In Europa, Couche-Tard gestisce un'ampia rete di vendita al dettaglio in Scandinavia, Irlanda, Polonia, Paesi Baltici e Russia attraverso 10 unità aziendali. A partire dall'11 ottobre 2020, la rete di Couche-Tard comprendeva 2.722 negozi, la maggior parte dei quali offre carburante per il trasporto su strada e prodotti pronti, mentre gli altri sono stazioni di rifornimento automatizzate senza personale che offrono solo carburante per il trasporto su strada. Couche-Tard offre anche altri prodotti, tra cui carburante per aviazione ed energia per motori stazionari. Includendo i dipendenti dei negozi in franchising di marca, circa 22.000 persone lavorano nella sua rete di vendita al dettaglio, nei terminali e negli uffici di servizio in tutta Europa.
Inoltre, in base ad accordi di licenza, più di 2.220 negozi sono gestiti con il banner Circle K in altri 15 paesi e territori (Cambogia, Egitto, Guam, Guatemala, Honduras, Hong Kong, Indonesia, Giamaica, Macao, Messico, Mongolia, Nuova Zelanda , Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Vietnam), che porta la rete totale mondiale a oltre 14.200 negozi.
(fonte Couche-Tard annuncio accordo per acquisto azioni Carrefour)
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Walmart si unisce alla tendenza del eCommerce live streaming con TikTok

Walmart TikTok

Walmart investe molto in innovazione allo scopo di creare esperienze coinvolgenti per i suoi clienti. 

Nell’ultimo anno Walmart è stato molto impegnato sul fronte Social, dove ha continuato a far crescere la sua presenza creando post e sfide con specifici hashtag su tutte le principali piattaforme.

Su TikTok ha già oltre 551.000 followers e oltre 3 milioni di “mi piace” e pubblica costantemente contenuti. 

In collaborazione con questo social, Walmart a fine anno, ha creato il primo evento “live streaming di vendita” con TikTok negli Stati Uniti.

Cosa significa per i clienti? 

In un momento in cui il coronavirus ha portato un numero record di consumatori online anziché al centro commerciale, il live streaming sta riempiendo il vuoto sociale.

Durante il live streaming di Walmart, la comunità di TikTok ha potuto acquistare articoli di moda Walmart presenti nei contenuti di alcuni dei creatori più famosi dell’app direttamente dalla piattaforma.

I 10 creatori di TikTok, tra cui Michael Le ( @justmaiko ), un ballerino con 43 milioni di follower, hanno dato vita ad uno spettacolo chiamato “Holiday Shop-Along Spectacular”.

Gli artisti hanno condiviso le loro preferenze di moda ed hanno sfoggiato i look che possono essere trovati su Walmart e che erano immediatamente acquistabili sulla piattaforma. 

I marchi presentati includevano Champion, Jordache, Kendall + Kylie e marchi del distributore Walmart, tra cui Free Assembly, Scoop e Sofia Jeans.

Man mano che i prodotti venivano visualizzati sullo schermo, comparivano dei pin che i clienti potevano toccare per aggiungere l’articolo al loro carrello. 

I Clienti venivano quindi indirizzati a completare l’esperienza con un pagamento mobile. 

In alternativa, i clienti potevano scegliere di toccare un segnaposto del carrello alla fine dell’evento per esaminare tutti gli articoli presenti e selezionare ciò che desiderano acquistare.

“Siamo entusiasti di avere l’opportunità di essere in prima linea in questa innovazione in un live streaming shoppable – il primo su TikTok negli Stati Uniti” (dichiarano da Walmart)

“Questa attività ci offre un nuovo modo di interagire con i Clienti e raggiungere potenziali nuovi clienti… “

L’ eCommerce live streaming accorcia la distanza dall’ispirazione all’acquisto, rendendo più smart l’acquisto stesso.

Sono ormai molte le soluzioni che vanno in questa direzione e molte le aziende che utilizzano “presentazioni live” per la vendita di prodotti. 

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NRF2021 quest’anno raddoppia

UN MONDO CHE OGNI SECONDO CAMBIA

RICHIEDE UN SECONDO SPETTACOLO

NRF2021 Banner

Il grande evento del Retail (Retail Big Show) che si svolge ogni anno a New York, organizzato dalla National Retail Federation (NRF), quest’anno raddoppia.

Uno spettacolo virtuale a Gennaio e uno spettacolo di persona a New York City a Giugno.

Da sempre il Retail Big Show è il luogo dove chi opera nel Retail può vedere le novità del settore, cogliere le prospettive, fare networking e valutare a quali cose dare maggiore attenzione. 

Ma oggi il mondo e il mondo della vendita al dettaglio, sono cambiati radicalmente. 

Per stare al passo con la nuova velocità del cambiamento diventa importante incontrarsi più spesso, prestare maggiore attenzione ed essere più “veloci”.

Ecco perché nel 2021, invece di avere un solo grande evento per il Retail, ne avremo due. 

Questo secondo evento a Giugno è anche una scommessa sulla ripresa e sul futuro dei vaccini e delle relazioni.

Gli appuntamenti quindi sono due, il primo sarà un grande network virtuale il secondo un expo che si spera rappresenti il momento della ripartenza per tutti.

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Tutto nell’attesa dell’evento di Giugno 2021

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Proroga a data da destinarsi per la lotteria degli scontrini

Proroga Lotteria Scontrini

L’attesa di informazioni in merito alla “lotteria degli scontrini” ha trovato una risposta “parziale”.

Oggi si legge sul sito www.lotteriadegliscontrini.gov.it un comunicato che “rimanda a data da destinarsi la NUOVA DATA di inizio della lotteria degli scontrini

ECCO il comunicato:

Slitta di qualche settimana l’avvio della lotteria: lo schema di decreto mille proroghe affida la definizione della data di avvio a un provvedimento a doppia firma dei vertici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dell’Agenzia delle entrate.

Chi vende avrà così qualche settimana in più per adeguare il software del registratore di cassa telematico e chi compra avrà più possibilità di partecipare alla lotteria.

dal Sito Lotteria degli scontrini del Governo
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Lotteria degli scontrini spostata al 1 febbraio ?

Milleproroghe proroga anche la lotteria degli scontrini

Stando al SOLE 24 ORE nel decreto milleproroghe approvato d’urgenza nel Consiglio dei ministri del 23 dicembre è stata inserita una mini proroga della lotteria degli scontrini.

Al momento la partenza della lotteria degli scontrini sarebbe stata spostata al 1° febbraio 2021 così da concedere qualche settimana in più agli esercenti per adeguare i registratori di cassa.

In questa direzione va letta anche l’altro mini differimento al 1° marzo 2021 per il via alle segnalazioni al Fisco da parte dei contribuenti di quegli degli esercenti che non rilasceranno lo scontrino impedendo ai cittadini di partecipare alle estrazioni settimanali, mensili e annuali.

Non è escluso però che in queste ultime ore che separano il testo del decreto legge approvato il 23 dicembre in Cdm e il suo approdo sulla Gazzetta Ufficiale, ora fissato al 30 dicembre 2020, quel termine del 1° febbraio possa anche diventare 1° marzo 2021 e a seguire il via delle segnalazioni possa slittare ancora più avanti al 1° aprile 2021. 

Aggiornamento al 1 gennaio 2021: “posticipata a data da destinarsi l’inizio della lotteria degli scontrini”

vedi dettagli al link
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Proroga per il nuovo tracciato xml del registratore telematico

Più tempo per adeguarsi: l’utilizzo esclusivo slitta al primo aprile

C’è tempo fino al primo aprile per adeguarsi al nuovo tracciato telematico per l’invio dei dati dei corrispettivi giornalieri (versione XML 7.0 del giugno 2020).

Fino a quella data sarà possibile trasmettere i dati attraverso la versione precedente (6.0).

A stabilirlo è il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate firmato ieri 23 Dicembre 2020, che differisce di tre mesi la data di efficacia del tracciato più recente, tenendo in debito conto le difficoltà legate all’attuale situazione emergenziale segnalate dalle associazioni di categoria. (phttps://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/-/comunicato-stampa-del-23-dicembre-2020-proroga-corrispettiv)

Possibile slittamento anche della lotteria degli scontrini, in questo caso per un provvedimento che sarebbe stato inserito nel Decreto Milleproroghe approvato in Consiglio dei Ministri ieri 23 dicembre 2020.

Ad annunciarlo è quotidiano Il Sole 24 Ore, ma manca ancora il testo ufficiale.

Aggiornamento al 1 gennaio 2021: “posticipata a data da destinarsi l’inizio della lotteria degli scontrini”

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Auguri

Finisce un anno difficile, complicato, imprevedibile.

Nulla sarà più come prima !

Come persone siamo tornate ad apprezzare gesti e luoghi che sembravano trascurati, come mondo retail abbiamo percorso 5 anni in un attimo e nuove modalità di acquisto e nuove aspettative condizioneranno il nostro futuro.

Mai come oggi “sopravvivrà chi saprà adattarsi meglio e più velocemente”

Grandi sfide e importanti opportunità ci aspettano.

Ci possano guidare l’entusiasmo e la passione.

Come persone spero che tutti abbiate potuto godere delle emozioni che nascono dalle piccole cose, dell’importanza della reciprocità e della solidarietà.

Auguri per un NATALE sereno e gioioso.

Buona Feste

Andrea Roagna

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Ristorazione aliquota iva del 10% solo se c’è somministrazione non per ordini con APP.

Parere negativo dell’Agenzia delle entrate all’ IVA 10% per ordini via APP nei punti vendita della ristorazione. Non c’è somministrazione !

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello numero 581 del 14 dicembre 2020.

IVA ristorazione, aliquota del 10% per ordini via app? 

Solo se ci sono tutti i presupposti per stabilire che si tratta di una somministrazione, altrimenti è necessario applicare l’aliquota ordinaria del 22% o comunque specifica del prodotto per la vendita di cibi e bevande. .

bottles of wine in wooden box arranged on table
Photo by Hernán Santarelli on Pexels.com

Vengono ribadite e chiarite nel dettaglio le regole da seguire per il giusto trattamento IVA da applicare ai servizi di ristorazione, ma non c’è alcun riferimento alla possibilità di procedere con un’aliquota unica del 10% in questo periodo di emergenza coronavirus, così come chiarito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze lo scorso 18 novembre 2020 durante le interrogazioni a risposta immediata presso la Commissione Finanze della Camera.

L’eccezione alla regola che permette di prevedere un’IVA ridotta anche per asporto e consegna a domicilio da parte dei ristoranti nasce in seguito alle restrizioni imposte dalla seconda ondata di contagi che limitano le attività di bar e ristoranti sia per quanto riguarda l’orario che per quanto riguarda le modalità.

Ma l’Agenzia delle Entrate sembra non considerare in nessun modo questa possibilità !!!

La richiesta all’Agenzia delle Entrate

L’attenzione sull’IVA ristorazione, tema controverso, si riaccende con la richiesta di chiarimenti che arriva dall’Agenzia delle Entrate da parte di una società che gestisce diversi ristoranti sotto un unico marchio.

In questo periodo di emergenza coronavirus, è stata introdotta un’applicazione per la gestione dei tempi di attesa in coda da remoto e l’effettuazione degli ordini.

L’app funziona come segue:

  • il cliente sceglie uno dei ristoranti tra quelli disponibili;
  • dopodiché indica i prodotti alimentari e le bevande da ordinare, con eventuale personalizzazione;
  • sceglie, poi, la modalità di ritiro dei prodotti selezionati:
    • consegna alla cassa del ristorante;
    • servizio al tavolo del ristorante;
  • procede con il pagamento dell’ordine mediante strumenti di pagamento elettronici.

Alla luce di questa innovazione introdotta, la società si rivolge all’Agenzia delle Entrate per verificare se all’ordine tramite app può essere applicata l’aliquota del 10% prevista per la somministrazione dei cibi e bevande o bisogna considerare l’aliquota ordinaria del 22% o comunque specifica del prodotto.

Dipende, si legge nei chiarimenti forniti con la risposta all’interpello numero 581 del 14 dicembre 2020:

“Nei casi di consumo dei prodotti presso i locali dell’Istante a seguito dell’ordine effettuato tramite l’Applicazione, si ritiene che l’operazione possa essere qualificata come una somministrazione di alimenti e bevande con applicazione dell’aliquota ridotta del 10 per cento prevista dal n. 121), della Tabella A, parte III, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633.

Diversamente, nei casi di asporto dei prodotti, qualora il consumo non avvenga presso i locali dell’Istante, le cessioni degli alimenti e delle bevande devono essere valutate separatamente dal punto di vista dell’applicazione dell’IVA e assoggettate ciascuna all’aliquota propria (ridotta o ordinaria), dovendosi altresì escludere che una delle cessioni di beni inserite nella confezione configuri un’operazione principale, agli effetti dell’IVA, rispetto alle altre cessioni”.

Differenza tra somministrazione e vendita

Si tocca un punto controverso della normativa IVA: in alcuni casi il confine tra somministrazione e vendita è sottile e, come sottolinea la risposta all’interpello numero 581 del 14 dicembre 2020, “nell’ordinamento fiscale nazionale non esiste una compiuta definizione di somministrazione di alimenti e bevande che consente di individuare incontrovertibilmente tale tipologia di prestazioni di servizi”.

Sul punto l’Agenzia delle Entrate si è espressa con il principio di diritto numero 9 del 22 febbraio 2019 per sottolineare la differenza tra cessione e somministrazione, che in linea generale presuppone la presenza dell’utilizzatore finale e uno spazio per il consumo di ciò che si acquista.

Il nuovo documento con i chiarimenti sull’aliquota iva da applicare alla ristorazione con ordini via app riporta anche alcune indicazioni della Corte di Giustizia UE:

In particolare, la Corte ha giudicato l’operazione di ristorazione come una prestazione di servizi solo se caratterizzata da una serie di elementi e di atti, dei quali la cessione di cibi rappresenta soltanto una parte e nel cui ambito risultano predominanti ampiamente i servizi, diversamente dal caso di un’operazione di mera cessione avente ad oggetto “alimenti da asportare non accompagnata da servizi volti a rendere più piacevole il consumo in loco in un ambiente adeguato”.

Di seguito alcuni elementi che possono essere determinanti per stabilire che si tratta di una somministrazione di cibi e bevande e non di una semplice cessione:

  • cottura dei cibi;
  • consegna materiale su un sostegno;
  • infrastruttura che comprende tanto una sala di ristoro con servizi annessi (come, ad esempio, quello di guardaroba) quanto arredi e stoviglie;
  • eventuale presenza di personale addetto ad apparecchiare i tavoli a consigliare il cliente, a fornirgli spiegazioni sulle vivande o sulle bevande proposte, a servire a tavola tali prodotti e infine a sparecchiare dopo il consumo.

Al contrario elementi basilari, come semplici banchi per il consumo, non sono determinanti per stabilire che si tratta di una somministrazione e che è possibile applicare un’IVA ridotta del 10% nell’ambito dei servizi di ristorazione.

Ci sono elementi che vanno considerati come prestazioni accessorie minime e non sono tali da modificare il carattere predominante della prestazione principale, cioè quello di una cessione”.

In sintesi, l’Agenzia delle Entrate chiarisce:

“Si rileva, pertanto, che al fine di qualificare un’operazione come un servizio di ristorazione, secondo il citato regolamento di esecuzione, deve essere preponderante la componente relativa ai servizi di supporto che consentono al consumatore finale il consumo immediato.

In base a quanto esposto, la sola fornitura di cibi e bevande nell’ambito dei servizi di ristorazione è considerata dal diritto comunitario, così come dalla prassi interna dell’Amministrazione finanziaria, una cessione di beni”.

concentrated asian couple using smartphones on bench
Photo by Samson Katt on Pexels.com

Nessuna eccezione nel periodo di emergenza coronavirus?

I chiarimenti che riguardano l’IVA da applicare agli ordini via app forniscono dettagli utili a orientarsi nella normativa di riferimento e nessuna sorpresa sulle regole che riguardano l’imposta sul valore aggiunto nell’ambito della ristorazione: aliquota ridotta al 10% per la somministrazione, ordinaria o comunque specifica del bene ceduto per la semplice cessione.

Ma la risposta all’interpello numero 581 del 14 dicembre 2020 ha una lacuna importante, che somiglia a una presa di posizione: non c’è alcun riferimento all’eccezione alla regola su cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato il via libera per questo periodo di emergenza coronavirus.

Durante interrogazioni a risposta immediata presso la Commissione Finanze della Camera del 18 novembre 2020, il sottosegretario al MEF Alesso Mattia Villarosa ha chiarito:

“Allo stato attuale, tenuto conto della riduzione dei coperti per il rispetto degli ingenti vincoli igienico sanitari per la somministrazione in loco degli alimenti, la vendita da asporto e la consegna a domicilio rappresentano modalità integrative mediante le quali i titolari dei suddetti esercizi possono svolgere la loro attività anche se dotati di locali, strutture, personale e competenze astrattamente caratterizzanti lo svolgimento dell’attività di somministrazione abitualmente svolta dagli stessi.

Alla luce di quanto suesposto entrambe le ipotesi possono rientrare nell’applicazione delle aliquote ridotte”.

Mattia Villarosa

Il silenzio dell’Agenzia delle Entrate su questo aspetto nell’esposizione delle regole IVA da applicare agli ordini via app nell’ambito della ristorazione fa supporre una posizione diversa rispetto al MEF.

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Conad si consolida al Nord ma paga il prezzo dell’integrazione con Auchan

Conad si consolida al Nord ma paga il prezzo dell’integrazione con Auchan. Margherita Distribuzione perde 700 milioni in 16 mesi.

di Luigi Rubinelli

Luigi Rubinelli
Luigi Rubinelli

GIORNALISTA E ESPERTO DI RETAIL E DI CONSUMI, LAUREATO IN LETTERE. È STATO IL DIRETTORE RESPONSABILE DI RETAILWATCH.IT. IN PRECEDENZA E’ STATO FINO A MAGGIO DEL 2011 DIRETTORE RESPONSABILE DEL MENSILE MARK-UP CHE HA CONTRIBUITO A FONDARE NEL 1994.

I dati di questo articolo sono stati presentati da Francesco Pugliese, ad di Conad, in parte in forma scritta nella presentazione alla conferenza stampa di fine anno, in parte a voce.

Margherita Distribuzione è la società controllata al 51% da Conad e al 49% da Wrm di Raffaele Mincione.

Questo l’andamento delle perdite subite da Margherita Distribuzione:

2019                             300 milioni di euro

2020                             400 milioni di euro

I punti di vendita ex Auchan sono, erano 301:

  • 182 sono stati assorbiti dalla rete delle cooperative Conad
  • 101 sono passati ad altri operatori
  • 18 pdv sono in predicato di passare ad altri operatori nei prossimi mesi
Regione AbruzzoN° pdv 4Mq di vendita 6.303
Calabria1500
Emilia Romagna64.483
Friuli Venezia G12.900
Lazio3040.222
Lombardia64112.969
Marche4366.175
Piemonte823.970
Puglia317.776
Sardegna417.940
Sicilia317.735
Umbria12.855
Veneto1437.596
Totale182351.424

L’ acquisizione ha incrementato la presenza di Conad nelle sue aree di debolezza: Lombardia, Marche, Veneto, Friuli e Piemonte (130 pdv su 182).

Gli investimenti

  1. 120 milioni di euro sono stati destinati nel 2020 al “piano di uscite su base volontaria e incentivata
  2. 50 milioni di euro sono stati stanziati per interventi di ricollocazione diretta e indiretta
  3. 180 milioni di euro sono stati investiti per la ristrutturazione dei pdv della ex rete Auchan, adesso Conad.

Le persone

  • ‘Ridurre gli esuberi da 6.200 unità a meno di 1.000, a fine 2020’ – organico MD al 31/7/19 (ndr: nella slide di Pugliese la data indicata è 31/7/10, probabilmente un errore): 16.200)
  • Persone integrate nella rete Conad o in quelle di altri operatori: 11.115 (di cui 8.490 in Conad, con ricollocazione «diretta» per 1.115)
  • Persone che hanno aderito alla mobilità (volontaria/incentivata): 2.464(di cui 1.720 della rete e 744 delle sedi). Il costo per Margherita Distribuzione dovrebbe essere stato di 120 milioni di euro. Francesco Pugliese ha detto che circa il 35% delle persone oggetto della mobilità hanno già trovato un’altra occupazione.
  • Persone ricollocate (Conad/altri) o in PdV in via di sistemazione: 2.121(di cui 460 in PDV per i quali si stanno definendo dettagli passaggio). Il costo per Margherita Distribuzione dovrebbe essere stato di 50 mio di euro.
  • Persone per le quali stiamo ancora lavorando: 500
  • Ex lavoratori Auchan che sono diventati soci Conad: 40
  • Persone che hanno aderito alla mobilità volontaria/incentivata: 2.464(di cui 1.720della rete e 744delle sedi)
  • Persone ricollocate (Conad/altri) o in turnover: 3.236
  • Persone per le quali Conad sta ancora lavorando: 500

Il ruolo della cassa integrazione.

La Cigs è stata pagata dalle imprese e in parte dai lavoratori. La Cig Covid ha avuto una incidenza del 4%.

Cosa comporterà l’integrazione di Auchan

Al termine del 2020 il Sistema Conad, con l’integrazione di Auchan, svilupperà un fatturato complessivo di 15,7 miliardi di euro, con un incremento sul 2019 del 10,2%.

Questi i numeri forniti da Pugliese. Bisognerebbe riscontrarli con il bilancio di Margherita Distribuzione. Ma il bilancio 2019 non è ancora disponibile.

La comunicazione e il purpose e il payoff

Gli investimenti pubblicitari sono passati da:

Anno milioni di euro
2019 40
2020 42,5

Conad ha a disposizione il miglior network di agenzie di pubblicità e di pubbliche relazioni, WPP.
Parlare di comunicazione diventa difficile, perché la terminologia lascia spesso spazio a diverse interpretazioni. Ma proviamo lo stesso a fare chiarezza.
Il payoff rappresenta da sempre la promessa del brand, l’impegno che esso prende nei confronti dei propri stakeholder.
Il purpose è un concetto nato in tempi più recenti per rispondere a una necessità dei consumatori, che sempre più vogliono sapere cosa c’è dietro un brand o un’insegna. Oggi, soprattutto per un pubblico più giovane, conta infatti più come si raggiungono i risultati economici e finanziari che i risultati stessi. Con il purpose le aziende sono chiamate a raccontare in trasparenza la loro vera ragion d’essere e il come intendono contribuire al benessere della società civile. Quindi è chiaro il payoff di Conad, meno il suo purpose.
Purtroppo la purpose di Conad quest’anno ha dovuto affrontare l’integrazione di Auchan, con la complicazione per giunta del #coronavirus.

Tuttavia: Conad poteva fare di più rispetto ai numeri mostrati da Pugliese?
Probabilmente sì se avesse:
• Avuto contraddittori nelle diverse sedi nelle quali l’operazione Auchan è stata svolta, che francamente non ci sono stati
• Sviluppato un ascolto profondo e continuo delle persone Auchan coinvolte
• Se avesse esaltato le professionalità delle persone Auchan coinvolte
• Se avesse sviluppato con più tenacia la strada delle ricollocazioni esterne, soprattutto con l’appoggio di enti pubblici (ma ci rendiamo conto delle grande difficoltà di questa strada, peraltro accennata da Pugliese solo all’inizio).

Si conclude in questo modo, non di certo appassionante, l’integrazione Auchan in Conad. Speriamo che il mercato dei consumi tenga e che i negozi e i lavoratori coinvolti nella maxi operazione non subiscano contraccolpi.

Contributo di Luigi Rubinelli – Giornalista e esperto di Retail e di consumi, laureato in Lettere.

In evidenza

Lotteria e “XML 7.0” la scadenza si avvicina.

In questi giorni si parla molto dell’aggiornamento dei Registratori Telematici per renderli compatibili alla Lotteria degli Scontrini.

Aggiornamento 01/01/2021: Proroga a data da destinarsi della lotteria degli scontrini

vedi link

L’argomento è diventato “caldo” da quando i Clienti, sollecitati dalla pubblicità della lotteria degli scontrini, hanno cominciato a chiedere informazioni nei punti vendita ed alle casse.

Entro il 31 dicembre però i produttori di registratori telematici, le software house che producono Front End ed i concessionari di registratori telematici devono aggiornare nei punti vendita anche le informazioni che inoltrato all’Agenzia delle Entrate.

Tale aggiornamento riguarda il formato ed i contenuti inviati dai registratori telematici all’Agenzia delle Entrate, che dal 1 gennaio 2021 cambiano e il nuovo layout scontrini.

Vediamo quindi alcuni cambiamenti un po’ più nel dettaglio.

Lotteria degli scontrini

La Lotteria Nazionale degli scontrini è il nuovo concorso a premi collegato allo scontrino elettronico.

codice lotteria

Modalità:

  • ogni euro speso dà diritto ad 1 biglietto virtuale
  • prima dell’emissione dello scontrino il cliente può chiedere di inserire il CODICE LOTTERIA che viene introdotto tramite tastiera ( modalità lenta e soggetto ad errori, non essendoci controllo ) o tramite lettore di codice a barre (se il Cliente si porta dietro tale codice).
  • Lo scontrino viene elettronicamente spedito all’Ag. Delle Dogane, gestore della Lotteria.

Il Cliente parteciperà alle estrazioni settimanali, mensili e una annuale con un premio da 5 milioni di euro per il consumatore e di 1 milione per l’esercente. (maggiori dettagli delle vincite)

Link al portale per iscriversi

Riscuotere i premi

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli darà notizia formale della vincita:

  1. all’indirizzo di posta elettronica certificata del vincitore se disponibile nell’area riservata del portale (modalità non utilizzabile nel caso in cui l’indirizzo di posta elettronica certificata non risulti attivo o la casella risulti piena);
  2. tramite raccomandata con avviso di ricevimento all’ultimo indirizzo di residenza del vincitore disponibile nell’ANPR – Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente ovvero in Anagrafe Tributaria (per il vincitore che non ha segnalato un indirizzo di posta elettronica certificata o che, pur avendolo segnalato, ha un indirizzo di posta elettronica certificata che non risulta attivo o che ha la casella di posta elettronica piena).

Link Come riscuotere i premi

Premi

Adeguamento XML 7.0 entro il 31 dicembre 2020

Oggi i dispositivi installati non sono adatti a trasmettere le informazioni nel nuovo tracciato richiesto dall’Agenzia delle Entrate, ne a stampare gli scontrini secondo la normativa (non solo per il codice lotteria) e necessitano di intervento tecnico da remoto o in alcuni casi on site per essere aggiornati .

Al momento di scrivere questo Post non sono previste ulteriori proroghe, quindi il termine ultimo per aggiornare i registratori telematici è il 31 dicembre 2020.

Lo stesso termine vale per coloro che lo devono mettere in funzione perché non ancora installato.

Dopo tale data l’Agenzia delle Entrate non accetterà più l’invio dei corrispettivi nell’attuale formato XML 6.0.

Cosa cambia con XML 7.0

xml Agenzia delle Entrate

Questo nuovo tracciato è stato ideato sostanzialmente per gestire la dichiarazione annuale dell’IVA (“precompilata IVA”) e per evitare il pagamento doppio dell’IVA quando si emettono sia ricevute e scontrini che fatture.

Le modifiche principali del nuovo tracciato 7.0 sono:

  • Corrispettivi non riscosso (ad esempio evita il raddoppio di imposta in caso di scontrino a cui segue la fattura)
  • Buoni Pasto o Ticket
  • Buoni Uso e Multiuso
  • Omaggi
  • Non riscosso servizio sanitario
  • Gestione Acconti
  • Acquisizione del “codice lotteria” per partecipare alla “Lotteria degli Scontrini”

Alcuni dettagli

La principale modifica da prendere in considerazione nel nuovo tracciato è l’elemento <Importo Parziale> (4.1.6 del nuovo tracciato) in cui il registratore telematico va a memorizzare l’importo complessivo dell’ammontare totale imponibile da assoggettare ad Iva, al lordo dei corrispettivi non riscossi per cessioni di beni consegnati e al netto dei seguenti valori:

• resi (4.1.7 );
• annulli (4.1.8 );
• corrispettivi non riscossi in caso di cessione di beni in sospeso non consegnati (4.1.9 );
• corrispettivi non riscossi in caso di prestazioni di servizi (4.1.10 );
corrispettivi non riscossi per i quali, al documento commerciale è collegata una fattura (4.1.11 );
corrispettivi derivanti dalle fatture emesse tramite il medesimo Rt (4.1.12 );
• corrispettivi non riscossi in caso di «Distinta contabile riepilogativa Ssn», da indicare solo per gli Rt configurati per il sistema Tessera sanitaria (4.1.13 ).
Tali valori (da 4.1.7 a 4.1.13), non sono compresi nell’elemento 4.1.6 in quanto non generano debito di Iva nel periodo di riferimento (mese o trimestre).

Già cosi è un grande passo avanti …

In particolare, poi, per quanto riguarda i corrispettivi indicati negli elementi da 4.1.9 a 4.1.13, essi concorreranno alla liquidazione Iva:


• nel momento dell’emissione della relativa fattura (elementi 4.1.11 e 4.1.12);
• nel momento della consegna del bene al cliente (elemento 4.1.9) o del pagamento del servizio (4.1.10), cui però usualmente si accompagna emissione della fattura o di ulteriore corrispettivo;
• nel momento del pagamento della fattura emessa dalla farmacia alla Asl (4.1.13).

L’elemento 4.1.14 contiene invece l’ammontare (al netto dell’Iva) dei corrispettivi non riscossi per omaggi, da assoggettare ad Iva insieme all’imponibile di cui al campo 4.1.6 .

L’analisi di tutti i campi citati rende possibile la registrazione automatica dei corrispettivi veri e propri e permette una più evoluta gestione ed integrazione con i sistemi informativi amministrativi.

Le informazioni contenute nei campi presenti all’interno del nodo 4.2 , relative ai documenti commerciali emessi e alle modalità di pagamento utilizzate, risultano invece utili per la generazione automatica delle scritture contabili di incasso, per soggetti passivi in contabilità ordinaria.

In particolare:
• l’elemento 4.2.2 <pagato in contanti> permette di impostare in modo certo il conto «Cassa»
•l’elemento 4.2.3 <pagato elettronico> permette di impostare il conto della «Banca», chiaramente nel caso vi siano più conti per bancomat, carte di credito, ecc…, tale importo dovrà poi comunque essere ripartito con riferimento alle informazioni reperibili sull’estratto conto bancario e/o dai software di pagamento elettronico.
• l’elemento 4.2.4 <sconto a pagare> permette di impostare il conto degli «Abbuoni» o sconti applicati in fase di pagamento
• l’elemento 4.2.5.1 <pagato ticket> permette una più semplice riconciliazione contabile con gli incassi delle fatture emesse nei confronti delle società di gestione dei ticket restaurant o buoni pasto.

Grandi opportunità

Ovviamente si arriva sempre lunghi e bisogna correre per adeguarsi.

Vorrei però sottolineare come queste novità permettono grandi miglioramenti ed efficientamenti dei sistemi informativi ed amministrativi, standardizzando e regolando il flusso di tutte le informazioni dei Front End e delle attività di cassa.

Dopo la fatturazione elettronica, la digitalizzazione di tutto il sistema di front end con soluzioni standard, porterà molte opportunità per chi non le vivrà solo in maniera passiva.

Buon lavoro

Per approfondire l’argomento link dell’Agenzia delle Entrate  link.

Logo Agenzia delle Entrate

Aggiornamenti possibili con la legge di Bilancio 2021

Diversi emendamenti alla legge di Bilancio tendono a prorogare del tutto o in parte la suddetta scadenza. (in parte significherebbe rimandare solo l’adozione del XML 7.0 )

A premere per posticipare vi sono anche le associazioni Confcommercio e Confesercenti che lamentano un ritardo nella disponibilità delle soluzioni e soprattutto un aggravio di costi non sostenibile in un periodo già molto tormentato per gli esercenti.

In evidenza

Bancomat zero commissioni per pagamenti sotto i 5 euro

Bancomat, dal 1 Gennaio eliminate le commissioni per pagamenti fino a 5 euro

In Italia i pagamenti elettronici effettuati nei negozi rappresentano una bassissima percentuale.

Quelli al di sotto dei 5 euro, sono ancor più bassi: solo il 2,3% delle transazioni totali.

Spesso sono gli stessi clienti a non pensarci, dato che nel nostro Paese semplicemente non ci siamo abituati, ma ancor più spesso sono gli esercenti a fare di tutto per non accettare questo tipo di pagamento per piccolissime cifre come, ad esempio, per un caffè ed il motivo è piuttosto semplice: le commissioni bancarie.

Il comunicato di Bancomat SpA

In data 4 dicembre 2020 Bancomat S.p.A. ha emesso un comunicato che sottolinea un momento storico di svolta, che pare voler avvicinare l’Italia al resto dell’Unione Europea, in cui l’usanza di pagare praticamente tutto tramite carta è ormai diffusa da molto tempo.

La società Bancomat Spa ha finalmente scelto di azzerare le commissioni per tutti i pagamenti di importi piccoli, inferiori ai 5 euro (nei confronti delle Banche).

“A partire dal 1 gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2023, le transazioni effettuate sul circuito PagoBANCOMAT per pagamenti con importo fino a 5 euro saranno a zero commissioni pagate dalle Banche.

Fonte comunicato stampa Bancomat S.p.A.

È importante tenere a mente alcune differenze: Bancomat, Visa e Mastercard, tanto per citare i più famosi nel nostro Paese, sono tre circuiti differenti e numerosissime carte che operano sugli ultimi due circuiti citati, non offrono la possibilità di operare sul primo.

Per assicurarvi che la vostra carta consenta all’esercente di accettare il pagamento, senza ulteriori commissioni a suo carico, dovrete quindi semplicemente accertarvi che riporti il logo “PagoBancomat”.

Insieme alla Lotteria degli scontrini, al cashback di Natale ed al cashback di Stato, questa novità rappresenta un passo più che significativo verso un avanzamento tecnologico e di mentalità, sperando che questo spiani ancor di più la strada per la lotta all’evasione fiscale e soprattutto garantisca una sicurezza sempre maggiore per i cittadini, che non hanno (o quantomeno non dovrebbero avere) più l’obbligo di girare col contante in tasca, anche per una piccola spesa.

white ceramic mug with brown liquid
Photo by Callum Hilton on Pexels.com

I NUMERI BANCOMAT DEL 2020

 34 milioni di CARTE IN CIRCOLAZIONE

1,45  miliardi di PAGAMENTI per un valore di circa 84 miliardi di euro

Oltre 650 milioni di PRELIEVI per un valore di 143 miliardi di euro

46,5 mila terminali ATM

2,1 milioni di terminali POS

BANCOMAT S.p.A.

BANCOMAT S.p.A. gestisce i circuiti di prelievo e pagamento più diffusi e conosciuti in Italia, identificati dai marchi BANCOMAT®, PagoBANCOMAT® e BANCOMAT Pay®.

Con una quota di mercato di circa l’80% è il leader del mercato dei pagamenti con carta di debito in Italia, con circa 2,5 miliardi di operazioni di pagamento e prelievo per un valore di oltre 252 miliardi di euro su base annua e circa 34 milioni di carte in circolazione.

È partecipata da 125 banche italiane, che fanno parte delle oltre400 che utilizzano i suoi servizi.

In evidenza

Violazioni alla privacy Carrefour France sanzionata

L’autorità per la protezione dei dati francese ha sanzionato CARREFOUR FRANCE per 2.250.000 euro e CARREFOUR BANQUE per 800.000 euro.

Dopo aver ricevuto diversi reclami nei confronti del gruppo CARREFOUR, la CNIL ha effettuato controlli tra maggio e luglio 2019 presso le società CARREFOUR FRANCE (settore retail) e CARREFOUR BANQUE (settore bancario). 

Durante questi controlli la CNIL ha rilevato carenze nel trattamento dei dati dei clienti e dei potenziali utenti. 

Il presidente della CNIL ha quindi deciso di avviare un procedimento sanzionatorio nei confronti di queste società.

Al termine di tale procedura, il comitato ristretto – l’organo competente per la pronuncia delle sanzioni della CNIL – ha effettivamente ritenuto che le società avessero violato alcuni obblighi previsti dal GDPR.


La Commission nationale de l’informatique et des libertés o CNIL è un’autorità amministrativa indipendente francese incaricata di assicurare l’applicazione della legge sulla tutela dei dati personali nei casi in cui si effettuino raccolte, archiviazioni ed elaborazioni di dati personali.

Le sanzioni

La CNIL ha quindi sanzionato la società CARREFOUR FRANCE con una multa di 2.250.000 euro e la società CARREFOUR BANQUE con un’ammenda di 800.000 euro. 

D’altro canto, non ha emesso un’ingiunzione quando ha rilevato che sforzi significativi avevano consentito di conformare tutte le violazioni individuate.

Vediamo le anomalie segnalate, che possono essere MOLTO UTILI per le valutazioni di ognuno di NOI


Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati in sigla RGPD (o GDPR in inglese General Data Protection Regulation), ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679

Violazione dell’obbligo di informazione (art. 13 GDPR)

Le informazioni fornite agli utenti dei siti carrefour.fr e carrefour-banque.fr nonché alle persone che desideravano aderire al programma fedeltà o alla carta Pass non erano facilmente accessibili (accesso alle informazioni troppo complicato), né facilmente comprensibili (informazioni scritte in termini generali e imprecisi, talvolta utilizzando formulazioni inutilmente complicate). 

Inoltre, era incompleto per quanto riguarda la durata della conservazione dei dati.

Per quanto riguarda il sito carrefour.fr, le informazioni erano insufficienti anche per quanto riguarda i trasferimenti di dati al di fuori dell’Unione europea e la base giuridica per l’elaborazione (file).

Su questo punto, le società hanno modificato le proprie informative e siti web durante la procedura per renderle conformi.

Violazioni relative ai cookie (articolo 82 della legge sulla protezione dei dati)

La CNIL ha notato che, quando un utente si collega al sito carrefour.fr o al sito carrefour-banque.fr, diversi cookie sono stati automaticamente inseriti sul suo terminale, prima di qualsiasi azione da parte sua. 

Poiché molti di questi cookie vengono utilizzati per la pubblicità, il consenso dell’utente dovrebbe essere stato raccolto prima dell’archiviazione.

Le società hanno modificato il modo in cui funzionano i loro siti web durante la procedura. 

Nessun cookie pubblicitario viene ora depositato prima che l’utente abbia fornito il proprio consenso.

Cookies Policy

Mancato rispetto dell’obbligo di limitazione del periodo di conservazione dei dati (art. 5.1.e del GDPR)

La società CARREFOUR FRANCE non ha rispettato i periodi di conservazione dei dati che aveva stabilito. 

I dati di oltre ventotto milioni di clienti rimasti inattivi da cinque a dieci anni sono stati quindi conservati nell’ambito del programma fedeltà. 

Lo stesso valeva per 750.000 utenti del sito carrefour.fr che erano rimasti inattivi da cinque a dieci anni.

Inoltre, nel caso di specie, il comitato ristretto ritiene eccessivo un periodo di conservazione di 4 anni per i dati dei clienti dopo il loro ultimo acquisto. 

Tale durata, infatti, inizialmente adottata dall’azienda, supera quanto appare necessario nel campo della grande distribuzione, tenendo conto delle abitudini di consumo dei clienti che effettuano prevalentemente acquisti regolari. 

Durante il procedimento, la società CARREFOUR FRANCE ha impegnato risorse significative per apportare le modifiche necessarie per renderlo conforme al GDPR. 

In particolare, tutti i dati troppo vecchi sono stati cancellati.

Una violazione dell’obbligo di agevolare l’esercizio dei diritti (art. 12 GDPR)

La società CARREFOUR FRANCE ha richiesto, salvo opposizione alla prospezione commerciale, un documento d’identità per qualsiasi richiesta di esercizio dei diritti. 

Questa richiesta sistematica non era giustificata poiché non c’erano dubbi sull’identità delle persone che esercitavano i loro diritti. 

La società, inoltre, non ha potuto dar corso a più richieste per l’esercizio dei diritti entro i termini previsti dal GDPR.

Su questi due punti l’azienda ha modificato le proprie pratiche durante il procedimento. 

In particolare, ha messo a disposizione significative risorse umane e organizzative per rispondere a tutte le richieste pervenute entro un periodo inferiore a un mese.

Mancato rispetto dei diritti (articoli 15, 17 e 21 del RGPD e L34-5 del Codice postale e delle comunicazioni elettroniche)

Prima di tutto, la società CARREFOUR FRANCE non ha risposto a diverse richieste di persone che desideravano accedere ai propri dati personali. 

L’azienda ha contattato tutte le persone interessate durante la procedura.

Successivamente, in diversi casi, l’azienda non ha proceduto alla cancellazione dei dati richiesti da più persone quando avrebbe dovuto farlo. 

Anche su questo punto l’azienda ha accolto tutte le richieste durante il procedimento.

Infine, la società non ha tenuto conto di diverse richieste di persone che si sono opposte alla ricezione di pubblicità tramite SMS o e-mail, in particolare a causa di errori tecnici occasionali. 

L’azienda è diventata conforme durante la procedura anche su questo punto.

Una violazione dell’obbligo di trattare i dati in modo corretto (articolo 5 del GDPR)

Quando una persona che si abbona alla carta Pass (carta di credito che può essere allegata all’account fedeltà) desiderava aderire al programma fedeltà, doveva spuntare una casella indicando che accettava che CARREFOUR BANQUE avrebbe comunicato il proprio nome a “Carrefour loyalty”, il loro nome e indirizzo e-mail. 

carta Carrefour Pass

CARREFOUR BANQUE ha esplicitamente indicato che non erano stati trasmessi altri dati. 

La CNIL ha tuttavia osservato che sono stati trasmessi altri dati, come l’indirizzo postale, il numero di telefono e il numero dei suoi figli, sebbene la società si sia impegnata a non trasmettere altri dati.

Su questo punto, l’azienda ha cambiato le sue pratiche durante la procedura. 

Ha completamente rinnovato la sua procedura di abbonamento online per la carta Pass e le persone sono ora informate di tutti i dati trasmessi a CARREFOUR FRANCE.

titolo originale dal sito CNIL

FONTE: AUTORITA’ PER LA PROTEZIONE DEI DATI DELLA FRANCIA – CNIL

Mi auguro che questo post possa essere di aiuto e stimolo ad una verifica se i dati che i Clienti ci forniscono sono correttamente conservati e resi disponibili.

Ricordandoci che “i dati non si possono conservare in eterno” …

In evidenza

Tutti pazzi per gli abbonamenti, ecco Hy-Vee Plus Premium

presentazione Membership

Sempre più retailers lanciano programmi di abbonamento (sulla scia di quanto fatto a suo tempo da Amazon) e cercherò di fare una serie di post sull’argomento.

Cominciamo dallo storico retailer americano Hy-Vee, che ha recentemente introdotto l‘abbonamento premium Hy-Vee Plus, per i suoi clienti, allo scopo di fidelizzarli con ulteriori risparmi, vantaggi e servizi esclusivi in tutti i negozi ed online.

L’iscrizione al programma costa $ 99 all’anno.

L’abbonamento premium Hy-Vee Plus conferirà vantaggi esclusivi come offerte mensili e coupon selezionati; consegna gratuita di generi alimentari Hy-Vee Aisles Online (un risparmio di $ 9.95 per ordine); pick-up espresso gratuito Hy-Vee Aisles Online di due ore (un risparmio di $ 9.95 per ordine).

fonte Hy-Vee
esempio di risparmio con abbonamento premium

Tanti vantaggi esclusivi

alcuni vantaggi per i membri premium

Oltre al risparmio per il costo della consegna (ordine minimo però 30 dollari) altri vantaggi iniziali dell’abbonamento premium Hy-Vee Plus sono:

  • Risparmio sul costo del carburante presso le loro pompe di benzina
  • Prelievo espresso gratuito di due ore: i membri hanno gratuitamente il ritiro in store entro due ore dall’ordine fatto Online.
  • Servizio di accesso/concierge red line: i membri avranno accesso esclusivo a “Red Line”, un numero di telefono a cui risponde personale esperto e servizio con funzioni di personal shopper per supportare gli acquisti on-line.
  • Offerte e offerte mensili esclusive: ogni mese, i membri godono di offerte esclusive
    • Ad esempio, a dicembre, i membri ottengono sconti del 20% sulle calzature DSW (Designer Shoe Warehouse), sull’abbigliamento Joe Fresh, sugli acquisti floreali e altro ancora. I membri riceveranno anche un articolo selezionato gratuito ogni mese; a dicembre, i membri ricevono un bouquet floreale stagionale gratuito.

Per diventare un membro, il cliente deve avere un account Hy-Vee attivo.

Hy-Vee

Chi è Hy-Vee

Hy-Vee  è una catena di supermercati del Midwest degli Stati Uniti, con 240 punti vendita in otto stati del Midwest, tra cui Illinois, Iowa, Kansas, Minnesota, Missouri, Nebraska, South Dakota e Wisconsin. (fonte sito Hy-Vee)

90 anni di Hy-Vee

Hy-Vee è stata fondata nel 1930 da Charles Hyde e David Vredenburg a Beaconsfield Iowa, in un piccolo edificio in mattoni noto come Beaconsfield Supply Store, che è elencato nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici.

l’edificio del primo punto vendita Hy-Vee

Nel 1975 ha aperto il suo 100 ° negozio che fu anche il primo a utilizzare registratori di cassa elettronici.

I punti vendita più grandi di Hy-Vee sono supermercati con servizio completo panetteria, gastronomia, corner floreali, sala da pranzo, assortimenti di vino e liquori, corner farmaceutico, ed in alcuni casi cliniche sanitarie, HealthMarkets (prodotti naturali e biologici) e chioschi di caffè (Caffè Caribou e Starbucks). 

Starbucks presenti nei punti vendita

L’azienda dispone anche di stazioni di rifornimento con minimarket, centri fitness e ristoranti a servizio completo.

pompa di benzina con annesso punto vendita Fast Fresh

Il più grande negozio di Hy-Vee ha aperto il 10 marzo 2015 a Bloomington, Illinois, con circa 10.000 metri quadrati di spazio commerciale. 

Hy-Vee Fast & Fresh

Hy-Vee Fast & Fresh

Nel 2018, è stato aperto il primo minimarket Hy-Vee Fast & Fresh a Davenport, Iowa.

Questi punti vendita alimentari oltre ad una selezione di prodotti freschi, latticini, carne e servizi di panetteria, offrono anche una stazione di servizio, pick-up Hy-Vee Aisles Online, pizza al forno a legna, sushi Nori, una stazione di birra artigianale, un corner di vini e liquori, pasti su ordinazione per il trasporto o la ristorazione, opzioni per pasti da asporto, Kit pasto Hy-Vee, uno Starbucks con un drive-through e molto altro.

 Hy-Vee HealthMarket – Il formato di vendita al dettaglio Lifestyle offre una serie di servizi per la salute

Anno 2020 stop al servizio h24

Il 10 febbraio 2020, i negozi di alimentari Hy-Vee hanno sospeso il servizio 24 ore su 24 nella maggior parte delle località.

I punti vendita Hy-Vee Fast & Fresh non lo offrivano già dalla loro apertura.

“La decisione di non rimanere più aperti 24 ore al giorno e di spostare i nostri orari di lavoro per allinearsi alle tendenze di acquisto dei consumatori ha creato un’opportunità per riorganizzare le nostre procedure di stoccaggio diurne e notturne”, ha spiegato Hy-Vee. 

“Questo farà la differenza per i nostri clienti, poiché la maggior parte delle nostre scorte verrà effettuata durante i periodi in cui i clienti non fanno la spesa, contribuendo a mantenere i nostri corridoi liberi dal disordine in modo che i clienti possano avere un’esperienza di acquisto più piacevole nei nostri negozi.”

Allo stesso tempo, le ridotte ore di shopping “ci hanno permesso di rivalutare il modo in cui gestiamo i nostri negozi in modo da poter diventare più efficienti”

Fonte dichiarazioni di Hi-Vee
principali dislocazioni dei Punti Vendita – fonte Facebook
Hy-Vee I nostri dipendenti agiscono come se fossero i proprietari

Classificazione: 4.5 su 5.

In evidenza

Le sneaker di Lidl: ma ne valeva la pena durante il lockdown?

La sneaker di Lidl

di Luigi Rubinelli

Lidl ha lanciato negli scorsi giorni un paio di sneaker a 12,99 euro. In tutti i Paesi dove è presente le scarpe sono andate a ruba.
Cerchiamo di capire a chi ha fatto bene una simile scelta.

  1. Sicuramente ha fatto bene al conto economico del discount-supermercato.
  2. Ha fatto bene al traffico del singolo negozio, perché nonostante il prezzo sia stato fissato in 12,99 euro, la sneaker si è dimostrata un prodotto civetta.
  3. Ha fatto bene a chi le sta vendendo a un prezzo più alto su internet, da 1.000 euro (in alcuni casi) a 80 euro, addirittura con aste.
  4. Ha fatto bene al brand Lidl, visto che questa notizia abbonda sui giornali e nei social media e una campagna pubblicitaria on e off line ha sempre i suoi bravi costi, questa è stata gratuita.

    A chi non ha fatto bene
  5. Non ha fatto bene allo scontrino medio di Lidl perché molti consumatori-collezionisti-speculatori hanno acquistato soltanto le scarpe e se ne sono andati senza fare altri acquisti: lo scopo erano le sneaker, non la spesa.
  6. Non ha fatto bene al lato sostenibilità del brand Lidl:
    a. Le scarpe hanno creato non poco assembramento nell’area non food, dove le persone cercavano anche di toglierle ai consumatori vicini, con buona pace del distanziamento sociale.

    b. L’impegno a essere sostenibile nella costruzione dei negozi, dei prodotti e della logistica di Lidl, fa un po’ a pugni con questa vicenda. Bisognerebbe stare attenti alla reputazione del brand, soprattutto in questo momento: un brand deve essere equilibrato e sensibile e democratico e soprattutto etico e sostenibile.

    c. Non ha fatto bene ai consumatori abituali di Lidl che hanno visto facce nuove e irrequiete a caccia delle sneaker.

Una sneaker è pur sempre una sneaker: quella di Lidl ha colori un po’ troppo accesi, ovviamente voluti. A parte i collezionisti e i giovani amanti del genere, sarà difficile vedere in giro qualcuno con colori così ai piedi.
Cara Lidl, ne valeva la pena lanciare la sneaker proprio in questo momento?

Contributo di Luigi Rubinelli – Giornalista e esperto di retail e di consumi, laureato in Lettere.

In evidenza

Francesco Cicognola nuovo direttore generale di Pac 2000A Conad.

La sua nomina da parte del Consiglio di amministrazione completa il piano di riassetto dei vertici aziendali varato con la nomina di Danilo Toppetti ad amministratore delegato.

«La nomina di Francesco Cicognola a direttore generale, effettuata a coronamento del suo brillante percorso professionale in azienda (nel ruolo di Cfo da oltre 17 anni) – commentano dalla cooperativa – segna una decisa continuità nell’ambizioso percorso di crescita del gruppo Pac, che punta a consolidare la propria leadership di mercato confermandosi tra le primissime realtà italiane della grande distribuzione organizzata» .

Aree geografiche coperte da Pac2000A

I numeri

Pac 2000A è la più grande tra le cinque cooperative associate a Conad, la più ampia organizzazione cooperativa di imprenditori dettaglianti presente in Italia.

Pac 2000A ha chiuso il bilancio 2019 con un fatturato consolidato di 3.211 milioni di euro (+5,9% sul 2018) rafforzando la sua leadership nel Centro Sud Italia.

L’utile netto è di 42 milioni di euro e la crescita del patrimonio di 687 milioni di euro (+6.02 % rispetto al 2018).

Logo Pac2000A & Conad Sicilia

Risultati che PAC 2000A intende consolidare attraverso un piano strategico che prevede, da un lato, un continuo rafforzamento della struttura aziendale e delle competenze e, dall’altro, importanti investimenti nel triennio 2020-2022 e che, assieme alla recente fusione con Conad Sicilia, consentirà al Gruppo di superare i 4 miliardi di euro di fatturato.

Danilo Toppetti Amministratore Delegato Pac2000A

Da diversi anni è la prima azienda in Umbria per fatturato, mentre nella classifica delle principali società italiane stilata da Mediobanca occupa il 61esimo posto.

Intanto OGGI 17 Novembre apre un NUOVO SPAZIO CONAD a ROMA presso il Centro Commerciale Porta di Roma

In evidenza

APP IMMUNI Campagna di sensibilizzazione nei Punti Vendita

App Immuni: parte una campagna di sensibilizzazione nei punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata. (hanno aderito le aziende rappresentate da ANCC-Coop, ANCD-Conad e Federdistribuzione.

Siglato un protocollo di intesa con il Ministero della Salute.

Nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo di intesa tra Ministero della Salute, ANCC-Coop, ANCD- Conad e Federdistribuzione per promuovere – nella settimana dal 16 al 22 novembre – una campagna di sensibilizzazione sull’utilizzo dell’App Immuni nei punti vendita e nelle comunicazioni ai clienti.

“In questi mesi abbiamo imparato che i comportamenti individuali sono fondamentali per fermare la corsa del virus – afferma il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Alle tre regole che sono ormai parte della nostra quotidianità – il lavaggio delle mani, l’utilizzo costante della mascherina e il distanziamento fisico per evitare assembramenti – dobbiamo aggiungerne sempre una quarta: l’utilizzo dell’App Immuni per proteggerci e proteggere gli altri.

Sono certo che grazie al contributo di ANCC-Coop, ANCD-Conad e Federdistribuzione, che ringrazio per aver condiviso con noi questa iniziativa, sempre più persone sceglieranno di dotarsi di questo strategico ausilio tecnologico per limitare i rischi di contagio.

Sono già tanti i focolai che Immuni ha bloccato in questi mesi, ma con una diffusione ancora più capillare faremo davvero la differenza tutti insieme.

“Infine, vorrei cogliere questa occasione per ringraziare tutte le lavoratrici e i lavoratori dei nostri supermercati e punti vendita, che dall’inizio della pandemia, tutti i giorni, hanno garantito un servizio essenziale”.

Giorgio Santambrogio AD Gruppo VéGé – Former President ADM

“Non è tanto dell’aiuto degli amici che noi abbiamo bisogno, quanto della fiducia che essi ci aiuterebbero nel caso ne avessimo bisogno.”

Epicuro, Immuni e la Responsabilità Sociale del Retail – Giorgio Santambrogio
In evidenza

METRO Italia spesa on line anche per i clienti senza partita iva

Banner Everli- Metro

Everli e METRO Italia annunciano una partnership esclusiva …

Banner del Sito Everli

Everli è un marketplace della spesa online, erede di Supermercato24, ad oggi è l’unica piattaforma per la spesa online che consente di scegliere di acquistare da diverse insegne tra quelle presenti nelle aree dove opera.

L’ordine effettuato online viene affidato a uno Shopper, che si reca al punto vendita per fare la spesa per il cliente, consegnandola a casa o all’indirizzo desiderato all’orario concordato, anche in giornata.

Per reclutare e gestire gli “shopper” è stata creata una Comunità ad HOC siamo in chiaro esempio di “sharing economy” 

Grazie all’esperienza utente semplice e intuitiva e all’ampia gamma di scelta di insegne, prodotti e offerte, Everli riduce le complessità della spesa per i clienti, è in espansione anche perché oggi la spesa fatta da uno shopper è favorita dal desiderio di “frequentare” meno i punti vendita.

Il servizio è attivo 7 giorni su 7.

L’utilizzo di uno shopper (che spesso fa questa attività come secondo lavoro o lavoro occasionale) risulta anche competitivo rispetto alle consegne effettuate con i corrieri ed alla preparazione in store.

L’accordo con Metro

L’accordo permetterà ai clienti e per la prima volta anche ai non possessori di partiva iva, di  ricevere la spesa direttamente a casa agli stessi prezzi del punto vendita.

La partnership, è per ora attiva con 14 punti vendita METRO nelle province di Brescia, Firenze, Milano, Parma, Ravenna, Roma, Torino, Trieste, Varese e Verona, ed ha già reso disponibili sulla piattaforma di Everli oltre 3.000 referenze.

L’offerta è molto vasta e comprende prodotti alimentari, di elettronica e accessori per l’ufficio.

Sono presenti anche le linee a marchio del distributore (MDD), come le linee METRO Chef, METRO Professional, Aro, Columbus, Dolce Vite, Madruzzo.

L’aspetto importante della collaborazione tra Everli e METRO, è rendere disponibile a tutti l’accesso all’assortimento ed alle condizioni commerciali d’ingrosso di METRO.

Ed infatti questo è il principale tema “pubblicizzato” nel lancio dell’iniziativa.

Promo sulla Pagina Facebook di Metro

Questa novità crea un precedente destinato a riflessioni e valutazioni anche da parte dei concorrenti.

Senza dubbio, in questa fase di mobilità difficile per il consumatore, questa iniziativa può essere destabilizzante in alcuni settori.

Aggressive anche le proposte per il lancio del servizio “Utilizza il codice sconto EVERLIMETRO: con una spesa minima di 50€ non paghi le spese di consegna del tuo primo ordine!
Inoltre, ti regaliamo altri 3 buoni per ulteriori consegne gratuite.”

Qui riepilogati i passaggi chiave (semplici) del servizio

  1. Scarica l’app Everli by Supermercato24, scegli METRO e fai la spesa.
    Seleziona l’orario di consegna: potrai ricevere la tua spesa anche in un’ora.

2) Il tuo personal shopper andrà a fare la spesa in METRO al posto tuo, selezionando i prodotti presenti nei nostri Punti Vendita.

3) Riceverai il tuo ordine dove vuoi, all’ora che desideri: ti verrà consegnato fino alla porta di casa o in ufficio, puntuale. Eviterai code in cassa, traffico e borse pesanti.

In evidenza

Lotteria degli scontrini nuove disposizioni

L’ Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 351449 dell’11 novembre 2020 ha evidenziato che i soggetti tenuti all’invio dei dati al sistema Tessera Sanitaria per l’elaborazione della dichiarazione precompilata possono trasmettere i dati dei corrispettivi validi ai fini della lotteria riferiti esclusivamente alle operazioni per le quali il cliente consumatore finale richiede all’esercente l’acquisizione del codice lotteria in alternativa al codice fiscale.

Lotteria degli scontrini

Per lo stesso scontrino si può memorizzare o il codice fiscale o il codice lotteria

Nello specifico, al fine di garantire il rispetto delle misure di sicurezza e tutela dei dati personali, la nuova previsione esplicita che i registratori telematici, in fase di registrazione dei dati dell’operazione, possono memorizzare o il codice fiscale, finalizzato all’ottenimento dell’eventuale detrazione/deduzione fiscale, oppure il codice lotteria finalizzato alla partecipazione a quest’ultima

In particolare si prevede che i dati dei corrispettivi riferiti alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi per le quali il cliente consumatore finale richiede all’esercente l’acquisizione del proprio codice fiscale non possono partecipare alla lotteria.

QUI Maggiori informazioni in merito alla lotteria degli scontrini

In evidenza

E-Commerce Live Streaming: il nuovo modo di vendere online

E-Commerce Live Streaming

Cos’è l’e-commerce in live streaming?

È una tendenza che sta attualmente riscuotendo un grande successo in Cina, e non solo, e che presto potremmo vedere utilizzato anche da marchi e retailer in Europa.

La base per l’e-commerce in live streaming sono  video per mostrare un prodotto, un’ abito o una collezione , trasmessi in diretta su una piattaforma, un social network o un sito web.

Questo modo di “presentare e vendere” è diventato molto popolare con la crisi dovuta dal COVID-19.

L’aumento degli acquisti online e il bisogno progressivo che i Clienti hanno di riprendere il contatto umano sta favorendo questa nuova modalità.

L’e-commerce in live streaming è un modo per replicare digitalmente l’esperienza di acquisto in un negozio fisico.

Anche in Italia molti negozi di abbigliamento ed aziende di servizi hanno cominciato a sperimentare questa modalità di vendita.

  • segue esempio Abbigliamento Corso 54 a Loano.

Diverse piattaforme social, come Snapchat e TikTok, sperimentano da tempo la possibilità di vendita attraverso contenuti e video. 

Nemmeno Amazon è immune agli effetti dell’e-commerce in live streaming: Amazon Live offre video in cui diversi “venditori” spiegano i prodotti in vendita sulla piattaforma, dagli accessori per la palestra, ai microfoni, ai cosmetici.

(Amazon Live nel link un esempio di LIVE promo per il TRATTAMENTO FAI DA TE PER IL TRATTAMENTO NATURALE DELL’IPERPIGMENTAZIONE DEI CAPELLI)

E se lo fa Amazon qualcosa mi dice che è una strada da percorrere per il futuro.

L’impatto dei video sulle vendite online

Di solito si sottolinea l’importanza delle fotografie dei prodotti per l’e-commerce, e naturalmente, le foto sono un fattore chiave per vendere online. Tuttavia i video consentono al Cliente di vedere il prodotto più da vicino, di visualizzarlo in un contesto o guardarlo indossato.

Questa modalità è particolarmente importante per prodotti complessi, molto piccoli o che si indirizzano ad una specifica clientela ( esempio taglie curvy).

Proprio perchè nell’acquisto on-line le cose non possono essere toccate, la modalità video indiretta permette di vedere l’oggetto in maniera diversa, di interagire con il “venditore” e soddisfare dubbi e domande.

Secondo un sondaggio statunitense la maggioranza di clienti dell’e-commerce si aspetta di vedere una media di 6 fotografie e 3 video per prodotto prima di decidere di acquistare. 

Inoltre, il 66% dei Clienti (Link alla fonte) che desiderano trovare informazioni sui prodotti preferisce guardare un breve video.

L’esempio di Alibaba

Ed ora vediamo un esempio di utilizzo pubblicato da Alibaba.

Potresti aver sentito parlare della popolarità del live streaming in Cina, soprattutto quando si tratta di shopping. I fondatori della società di moda con sede a New York And Luxe Inc. spiegano come utilizzano la tecnologia Taobao Live per presentare nuovi prodotti dagli Stati Uniti e dall'Europa ai consumatori cinesi. 

Articolo pubblicato da Retail Watch https://www.retailwatch.it/2020/10/21/brand-prodotti/ce-un-nuovo-modo-di-vendere-online-l-e-commerce-live-streaming/

Consulta anche /https://www.giuseppecaprotti.it/agricoltura-e-vendite-on-line-il-potenziale-attraverso-il-modello-cinese/

In evidenza

New Amazon Fresh Grocery Store

Amazon ha recentemente aperto un nuovo negozio di alimentari denominato Amazon Fresh a Woodland Hills, California.

Questo nuovo Punto Vendita segna un altro importante passo avanti verso nuovi modi di fare Retail che Amazon sta sperimentando.

Amazon Fresh Grocery Store sembra un supermercato come altri

A prima vista siamo davanti ad un “bel supermercato” come se ne trovano altri.

C’è una bellissima presentazione dell’ortofrutta, c’è cibo caldo come pizze preparate su ordinazione a prezzi convenienti, ci sono polli allo spiedo, piatti pronti preparati in store e pane appena sfornato … 

Ci sono scaffali ben riforniti con i grandi marchi conosciuti e preferiti da molti Clienti, ci sono i prodotti Regionali selezionati e quelli locali.

Tutto (a detta di Amazon) a prezzi convenienti.

Non mancano poi i prodotti a marchio del distributore Amazon dal titolo cool, come Fresh e Cursive.

Linee di prodotto esclusive, che cominciano a caratterizzare l’offerta food e non food di Amazon sia nel Web che nei punti vendita e che indicano una direzione precisa degli sviluppi futuri dell’offerta del colosso americano. 

E poi c’è anche una ricompensa sotto forma di cash back del 5% per i clienti che “usano la carta Amazon Prime Rewards Visa o Amazon Prime Store Card al momento del pagamento.

Promo Cash Back per il pagamento con Card Amazon

Fin qui sembra un bel supermercato come molti altri.

Innovazioni, omni-channel e coinvolgimento

Vediamo ora di cogliere spunti ed innovazioni che potrebbero fare la differenza.

Amazon Fresh è un nuovo negozio di alimentari, progettato per offrire un’esperienza di acquisto “amazon” indipendentemente dal fatto che i clienti facciano acquisti in negozio o online. 

A fianco a prezzi competitivi per tutti, Amazon Fresh offre la consegna GRATUITA in giornata (o il ritiro se ordini on line e vuoi ritirare in store) per i membri Prime. 

Promo consegna o ritiro gratis per Clienti Prime
Preparazione della spesa

Amazon Dash Cart un nuovo modello di carrello intelligente per risparmiare tempo

In questo store debutta Amazon Dash Cart un carrello intelligente dotato di touchscreen, Computer vision e iOT che attraverso una combinazione di algoritmi identifica gli articoli inseriti o permette di digitare il PLU di un prodotto a peso variabile ed aggiungerlo pesandolo nel carrello – (vedi filmato in fondo alla pagina).

Il tablet posto sul manico del carrello con lettore collegato permette di fare il check in all’ingresso (legge un QRCode presente sulla tua App Amazon dello smartphone) e controllare il progresso della lista della spesa.

L’applicazione sul tablet è collegata all’account dello smartphone e può interagire anche attraverso comandi vocali di Alexa.

Quando si ha finito di fare gli acquisti, si transita attraverso una corsia speciale che addebita in automatico la spesa alla carta di pagamento associata all’account Amazon.

Alexa

Alexa semplifica gli acquisti (si possono preparare le liste della spesa) e aiuta a risparmiare tempo mentre fai la spesa nei negozi Amazon Fresh. 

Il cliente Amazon Fresh può avviare una lista della spesa a casa tramite i comandi vocali di Alexa e consultare la lista degli articoli nella app Amazon anche mentre si fanno gli acquisti nel negozio.

Questi stessi elenchi della spesa presenti nella App possono essere associati all’applicazione di Amazon Cart, per effettuare la spunta della spesa in automatico man mano si fanno gli acquisti e sul “carrello” compaiono gli articoli inseriti.

Se hai bisogno di aiuto per trovare un articolo o hai una domanda veloce relativa alla spesa, come informazioni sul cibo o abbinamenti vino-formaggio, basta chiedere ad Alexa, anche in uno dei chioschi Alexa blu situati in tutto il negozio e si avranno le risposte.

Chiosco Alexa nel nuovo Amazon Fresh di Amazon a Woodland Hils, in California.
I clienti possono chiedere ad Alexa dove trovare gli articoli nel punto vendita

Order Ahead

Con l’applicazione Order Ahead si può inserire l’ordine della gastronomia, della carne, prenotare una pizza e richiedere del pesce direttamente nell’app Amazon quando si arriva nel punto vendita e fare acquisti mentre gli ordini vengono preparati. 

Quando la merce è pronta si riceve una notifica per effettuare il ritiro al banco dell’assistenza, in modo da non dover aspettare in coda.

Ritirare e restituire pacchi

Il punto vendita Amazon Fresh funge anche da hub dell’e-commerce permettendo il ritiro di pacchi ordinati ad Amazon ed effettuare resi di merce sempre acquistata sul e-commerce e questo è un vantaggio che i competitor non potranno offrire.

Considerazioni

Amazon Fresh è un interessante test, un esperimento, una vetrina di nuovi modi di far convergere tecnologie, applicazioni e canali distributivi.

Una prima domanda è “Amazon manterrà i prezzi di questi punti vendita in linea con quelli dell’e-commerce ?”

Shopping vocale, Servizi innovativi e Prezzi omnicanale, Scan and Go senza fila alla cassa … ancora una volta Amazon si fa promotrice di innovazione per il Retail e scatena domande che troveranno risposte nei prossimi mesi ed anni.

Un esperienza in Store con Amazon Dash Cart

Amazon Cart … c’è ancora qualcosa da migliorare ma sicuramente è un “bel gadget” e ne sentiremo parlare molto

Green Pea: il retail park sostenibile, l’ultima scommessa di Farinetti

Oscar Farinetti, già patron di Eataly, investe su un retail park green sviluppato su un’area di 15.000 mq realizzato a Torino, al Lingotto

Una nuova scommessa, conciliare il bello, il lusso ed il sostenibile. Cin uno spazio per “l’ozio creativo”

— Leggi su www.gdoweek.it/green-pea-il-retail-park-sostenibile-lultima-scommessa-di-farinetti/amp/