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Per l’ex Auchan di Nola riapertura imminente

Auchan Nola presso Centro Commerciale Vulcano Buono prima della chiusura

Buone notizie per l’ex Auchan di Nola, l’ipermercato inaugurato nel novembre del 2007 all’interno del centro commerciale Vulcano Buono e che ha subito negli anni diverse ristrutturazioni e riduzioni del personale per poi essere ceduto nel 2019 alla Conad (quando Auchan ha “abbandonato” l’Italia) che lo ha chiuso il 30 dicembre scorso. (ha fatto il giro del web il “commuovente” discorso di “saluto” dei dipendenti del punto vendita).

Ultimo giorno di lavoro – il comunicato dei dipendenti

Oggi, spero, si possa ripartire dal comunicato di “addio” del personale del punto vendita per “ricostruire” una relazione con il territorio ed i consumatori ridando un ruolo a questo punto vendita ed a questo centro commerciale ed un posto di lavoro a tante persone.

L’ipermercato riaprirà.

Giovanni Longobardi (Linkedin)

Un imprenditore campano, Giovanni Longobardi, titolare del gruppo GDM, gruppo che opera come Affiliato Coop Alleanza 3.0 ha rilevato la struttura attraverso una cessione di ramo d’azienda sottoscritta con Margherita distribuzione, la controllata di Conad che ha gestito l’impianto finora dopo averlo a sua volta acquisito da Auchan.

L’imprenditore ex collaboratore di COOP con il Gruppo GDM vanta un forte impegno nel campo degli Ipermercati avendo già in gestione punti vendita ex Coop Alleanza 3.0 Quarto (Na)Torre Annunziata (Na)Castellammare di Stabia (Na) e Afragola (Na).

Coop Alleanza 3.0 il Francising

Nessun licenziamento.

Secondo le prime informazioni nessuno dei 90 dipendenti dell’impianto, finiti un mese e mezzo fa in cassa integrazione a zero ore, sarà licenziato.

“La GDM ha rilevato l’intero perimetro – spiega Antonio Napoletano, della segretaria regionale Uiltucs – il che vuol dire che non ci saranno esuberi”. 

Il passaggio delle consegne tra Margherita e GDM avverrà indicativamente il 10 marzo.

Questo però non vuole dire che l’iper riaprirà esattamente in quella data.

Saranno probabilmente necessari alcuni giorni per rimettere gradualmente in funzione la struttura.

Il Centro Commerciale

Sorto come uno dei centri commerciali più moderni, ideato dal famoso architetto Renzo Piano, in realtà si è rivelato un flop.

Il progetto nasce nel 1995, i lavori iniziano nel 2002 e vengono terminati nel 2007, per un costo totale di 180 milioni di euro, coperti in parte da finanziamenti regionali per la ricostruzione e lo sviluppo.

L’intero insediamento occupa un’area di circa 500.000 m², la superficie coperta è di 150.000 m²; sono presenti parcheggi per 8.000 auto. (fonte Wikipedia)

Nel tempo molti negozi sono stati chiusi a causa degli elevati costi ed affitti o per la mancanza di consumatori.

Dai commenti dei Clienti un grande problema è la vigilanza, che risulta molto insufficiente tanto che i furti di auto sono all’ordine del giorno.

L’offerta della galleria di negozi è sicuramente da riqualificare, si salvano in pochi (secondo i giudizi sui social)

Un impianto che ha però enormi potenzialità, con maggiore cura e sorveglianza potrebbe competere con tutti gli altri, anche se in periodo COVID i Centri Commerciale sono i più penalizzati dalle regole e dai decreti.

Il centro commerciale vanta anche Cinema Multisala e Holiday Hinn

L’ipermercato

GDM acquisisce un negozio di recente costruzione, pensato “alla francese” e con dimensioni oggi “eccessive” ma con grandi potenzialità avendo personale molto esperto, professionale, con un buon senso di gruppo e che ha dimostrato tanta voglia di fare.

GDM lavora utilizzando il marchio e i prodotti Coop e da questa collaborazione può sicuramente ricavare esperienze e assortimenti ampi, competitivi e con prodotti a marchio del distributore di grande qualità, convenienza e profittevoli.

Infine GDM è già impegnata sul fronte dei Centri Commerciali, l’imprenditore ed i suoi collaboratori si sono già impegnati nel rilancio di altri Ipermercati e dovrebbero avere chiara la strada da percorrere per rilanciare il punto vendita, anche in tempi difficili come questi.

Speriamo che il nuovo governo riveda certe posizioni in merito ai Centri Commerciali e prevenzione Covid 19.

Importante sarà l’entusiasmo, l’energia e la voglia di ripartire, che saranno iniettati in questo progetto.

“Signori quella che poteva essere una fine speriamo sia un nuovo inizio” parafrasando le dichiarazioni dei lavoratori a dicembre

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Couche-Tard rinuncia a Carrefour dopo il «no» di Parigi?

Decisivo il no del governo francese nonostante le rassicurazioni del gruppo canadese.

Carrefour – Couche-Tard

L’opposizione del governo francese al cambio di proprietà dei supermercati Carrefour sortisce il suo effetto: Couche-Tard, il gruppo canadese che ha presentato un’offerta da 16,2 miliardi di euro per rilevare il Carrefour, avrebbe deciso di interrompere le trattative.

A rivelarlo sono il Financial Times  e Bloomberg.

Alain Bouchard

Ieri il presidente di Couche-Tard, Alain Bouchard, ha incontrato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire per cercare di convincerlo a dare il suo benestare all’operazione.

Bouchard, scrive il quotidiano economico britannico, avrebbe manifestato, in particolare, la volontà del gruppo di effettuare un investimento di 3 miliardi di euro nei prossimi 5 anni e di non toccare ai livelli occupazionali per due anni.

Inoltre, secondo Bloomberg, Bouchard propone anche le quotazioni del titolo sia in Canada che in Francia.

La posizione assunta dal governo francese di Emmanuel Macron, scrive il Financial Times, “è in contrasto con l’immagine favorevole alle imprese che da tempo cercava di proiettare“.

Ma con le elezioni presidenziali in arrivo il prossimo anno, è troppo rischiosa un’operazione che prevedrebbe l’acquisto da parte di un gruppo straniero del più grande datore di lavoro del settore privato in Francia.

Secondo una fonte vicino al dossier citata dal Financial Times il governo francese “indebolito dalle critiche sulla gestione della pandemia e della crisi economica sta reagendo in modo difensivo.

È un calcolo puramente politico.

Sempre secondo Financial Times i tre maggiori azionisti di Carrefour (Bernard Arnault, la famiglia Moulin e il gruppo Galeries Lafayette), che insieme controllano circa il 23% del capitale, erano disponibili a vendere le loro quote per facilitare l’accordo.

Secondo fonti francesi lo scenario è quello rappresentato nella foto che segue (favorevoli e contrari)

Chi è Alain Bouchard ?

Alain Bouchard è figlio di un piccolo imprenditore del Québec, guarda caso, la regione del Canada in cui si parla un francese talvolta bizzarro, prodotto di una grammatica e di una pronuncia che risalgono ai secoli in cui il Grande Nord era battuto da cacciatori di pellicce e pescatori di salmoni arrivati dalla Bretagna.

Alain Bouchard di Laval, 71 anni, quattro figli e – scrivono i giornali d’Oltreoceano – una timidezza che nasce da un limite: ancora oggi Bouchard non si sente a proprio agio con l’inglese ed evita le interviste nella lingua di Shakespeare.

Questo gap non gli ha impedito di diventare, già un paio d’anni fa, “mister 5 miliardi” di dollari, grazie al controllo di un impero della grande distribuzione che si estende dagli Stati Uniti a Hong Kong, passando dall’Irlanda, dalla Scandinavia e dalla Polonia: 130mila dipendenti in 27 Paesi.

Niente male per l’ex garzone di bottega costretto presto a rimboccarsi le maniche, dopo il fallimento dell’impresa di papà.

Aveva solo nove anni, ma anche un paio di idee cresciute con lui alla periferia di Montréal.

La prima: non sono fatto per campare sotto un padrone.

Una lezione imparata osservando le umiliazioni del padre, camionista per necessità.

La seconda, un’intuizione che si rivela preziosa: sviluppare il business dei dépanneur, ovvero le stazioni di servizio che sorgono nell’immensa natura canadese, dove, quando ti fermi per fare il pieno, è saggio fare provviste o mangiare un boccone, perché non sai qual che ti aspetta.

Il re dei minimarket

A 24 anni Alain Bouchard approda come garzone di bottega in una stazione di servizio.

Cerca di coinvolgere il titolare del suo chiosco nell’acquisizione di 50 negozi, ma il padrone di Provisoir si tira indietro.

E allora fa da solo: prima un chiosco, poi un un altro, acquistato con i proventi del secondo lavoro, l’agente immobiliare.

A quel punto lo aiuta la fortuna di vivere in una terra di opportunità, a un passo dal sogno americano.

Trova i soldi per inaugurare una piccola catena da 11 esercizi, cresciuti al fianco dei distributori di benzina aperti 24 ore su 24 che vendono i prodotti essenziali: dal pane alle sigarette, fino al quotidiano della sera che ti sei dimenticato di comprare perché sei “Couche-Tard”, come Alain Bouchard battezza la mini-catena (un termine francese simile al nostro “nottambulo” … un “tira tardi”). 

Couche-Tard Logo

Certo, vista con gli occhi di oggi, sembra una banalità.

Ma anche in Italia, all’epoca, non era così facile procurarsi un pacchetto di sigarette, o tanto meno un quotidiano.

A quel tempo non c’erano internet e lo streaming.

L’ascesa di Alain Bouchard

È questa l’idea di business da cui, mattoncino dopo mattoncino, è cresciuta, con un’ossessiva attenzione al cliente e forti incentivi ai dipendenti, l’impresa di monsieur Bouchard.

Uno per cui – terza regola – chi lavora in settori come la grande distribuzione deve comportarsi come un ciclista: quando smetti di pedalare, rischi di cadere.

Di qui una lunga serie di acquisizioni.

Perché, come si legge nella sua autobiografia, “in un’impresa non esiste il surplace: o si va avanti, o si torna indietro. È sempre necessario cambiare, trasformarsi, innovare”.

Si spiega così la sua marcia, spesso trionfale: nel 1999 compra Silcorp, una catena di 98 punti vendita in Ontario.

Nel 2003 sbarca a New York con l’acquisto di Circle K, raddoppiando così il fatturato.

Nel 2012 attraversa l’oceano per comprare la catena di distributori di Statoil, la compagnia petrolifera di Stato norvegese (oggi Equinor).

Intanto guarda all’Asia, partendo da Circle Hong Kong, e si concede una catena di fast food in patria.

Entra anche in un mercato assai promettente: quello della cannabis, legale da quelle parti, attraverso l’etichetta Fire & Flowers.

Bouchard Carrefour

A fine dicembre Alain Bouchard si è messo in testa di risvegliare Carrefour.  

Una preda all’apparenza troppo grossa, ma guai a sottovalutare l’ex garzone che ha costruito un gruppo con 9.200 punti vendita, di cui 8mila stazioni di servizio.

Più piccolo, certo, rispetto al gigante francese, per giro d’affari (48,6 miliardi di euro contro 80,7) e per dimensioni (130 mila dipendenti contro 320mila), ma capace di guadagnare assai di più: 2 miliardi contro 1,3.

Tanto da vantare una capitalizzazione di 30 miliardi di euro, contro soli 12,7 di Carrefour.

La proposta ed i tentativi però hanno trovato l’opposizione del governo francese e pare quindi che il nostro ardito bottegaio rinunci all’affare.

Couche-Tard è il leader nel settore dei minimarket canadesi. Negli Stati Uniti, è il più grande operatore indipendente di minimarket in termini di numero di negozi gestiti dall'azienda. In Europa, Couche-Tard è leader nella vendita al dettaglio di carburanti per minimarket e trasporti stradali nei paesi scandinavi (Norvegia, Svezia e Danimarca), nei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), nonché in Irlanda, e ha un presenza importante in Polonia.

All'11 ottobre 2020, la rete di Couche-Tard comprendeva 9.261 negozi di alimentari in tutto il Nord America, inclusi 8.085 negozi con erogazione di carburante per il trasporto su strada. La sua rete nordamericana è composta da 18 unità operative, di cui 14 negli Stati Uniti che coprono 47 stati e 4 in Canada che coprono tutte le 10 province. Circa 109.000 persone sono impiegate in tutta la sua rete e negli uffici di servizio in Nord America.

In Europa, Couche-Tard gestisce un'ampia rete di vendita al dettaglio in Scandinavia, Irlanda, Polonia, Paesi Baltici e Russia attraverso 10 unità aziendali. A partire dall'11 ottobre 2020, la rete di Couche-Tard comprendeva 2.722 negozi, la maggior parte dei quali offre carburante per il trasporto su strada e prodotti pronti, mentre gli altri sono stazioni di rifornimento automatizzate senza personale che offrono solo carburante per il trasporto su strada. Couche-Tard offre anche altri prodotti, tra cui carburante per aviazione ed energia per motori stazionari. Includendo i dipendenti dei negozi in franchising di marca, circa 22.000 persone lavorano nella sua rete di vendita al dettaglio, nei terminali e negli uffici di servizio in tutta Europa.
Inoltre, in base ad accordi di licenza, più di 2.220 negozi sono gestiti con il banner Circle K in altri 15 paesi e territori (Cambogia, Egitto, Guam, Guatemala, Honduras, Hong Kong, Indonesia, Giamaica, Macao, Messico, Mongolia, Nuova Zelanda , Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Vietnam), che porta la rete totale mondiale a oltre 14.200 negozi.
(fonte Couche-Tard annuncio accordo per acquisto azioni Carrefour)
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NRF2021 quest’anno raddoppia

UN MONDO CHE OGNI SECONDO CAMBIA

RICHIEDE UN SECONDO SPETTACOLO

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Il grande evento del Retail (Retail Big Show) che si svolge ogni anno a New York, organizzato dalla National Retail Federation (NRF), quest’anno raddoppia.

Uno spettacolo virtuale a Gennaio e uno spettacolo di persona a New York City a Giugno.

Da sempre il Retail Big Show è il luogo dove chi opera nel Retail può vedere le novità del settore, cogliere le prospettive, fare networking e valutare a quali cose dare maggiore attenzione. 

Ma oggi il mondo e il mondo della vendita al dettaglio, sono cambiati radicalmente. 

Per stare al passo con la nuova velocità del cambiamento diventa importante incontrarsi più spesso, prestare maggiore attenzione ed essere più “veloci”.

Ecco perché nel 2021, invece di avere un solo grande evento per il Retail, ne avremo due. 

Questo secondo evento a Giugno è anche una scommessa sulla ripresa e sul futuro dei vaccini e delle relazioni.

Gli appuntamenti quindi sono due, il primo sarà un grande network virtuale il secondo un expo che si spera rappresenti il momento della ripartenza per tutti.

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Tutto nell’attesa dell’evento di Giugno 2021

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Proroga a data da destinarsi per la lotteria degli scontrini

Proroga Lotteria Scontrini

L’attesa di informazioni in merito alla “lotteria degli scontrini” ha trovato una risposta “parziale”.

Oggi si legge sul sito www.lotteriadegliscontrini.gov.it un comunicato che “rimanda a data da destinarsi la NUOVA DATA di inizio della lotteria degli scontrini

ECCO il comunicato:

Slitta di qualche settimana l’avvio della lotteria: lo schema di decreto mille proroghe affida la definizione della data di avvio a un provvedimento a doppia firma dei vertici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dell’Agenzia delle entrate.

Chi vende avrà così qualche settimana in più per adeguare il software del registratore di cassa telematico e chi compra avrà più possibilità di partecipare alla lotteria.

dal Sito Lotteria degli scontrini del Governo

Granarolo lancia il proprio eCommerce in ottica anti-spreco ormai siamo al D2C

Home Page eCommerce Granarolo

Granarolo lancia il suo eComnerce B2C (per ora 501 comuni coperti)

Direi che ormai si parla di D2C ovvero di Direct to consumer ovvero ormai i produttori sviluppano propri canali di distribuzione

Canali diretti che possono essere negozi, ECommerce, social media …

Diciamo che dopo il fashion presto anche nel largo consumo i principali Brand si relazioneranno direttamente con i consumatori.

Per quanto attiene all’eCommerce il Covid-19 ha accelerato l’interesse per questo canale e crescono le iniziative orientate alla vendita on line.

Le categorie che sono cresciute di più con la vendita diretta ai consumatori sono integratori, pulizia casa, petcare/pedfood, detersivi lava e cura tessuti.

Tornando a Granarolo sono interessanti le suddivisioni ed aggregazioni dell’assortimento declinate alla destinazione d’uso “Giusto Assortimento” “Giusto prezzo” “Giusto formato” “Giusto in tempo” “Giusto per sfizio” … fino a “Giusta occasione”

SPACCIO GRANAROLO, I MARKET DEL FRESCO DI GRANAROLO

Gli spacci Granarolo si trovano a Bologna, Castelfranco Emilia e Gioia del Colle.

Si tratta di “Market del Fresco” Granarolo.

È un market del fresco a libero servizio nato per i dipendenti Granarolo ma dove anche i consumatori privati e gli operatori del settore Ho.Re.Ca. hanno la possibilità di trovare a prezzi convenienti un ampio assortimento di prodotti tra cui quelli del portafoglio Granarolo (latte, yogurt, formaggi freschi e stagionati anche DOP, salumi, pasta confezionata all’uovo e di semola e molti altri ancora, a marchio Granarolo, Yomo, Pettinicchio, Podda, Amalattea, Pinzani, Croce di Magara, Gennari e Pastificio Granarolo) e altri importanti marchi, con una selezione di salumi, prodotti da forno (pane, pizza, piadine e dolci), piatti pronti, insalate, bevande e succhi di frutta che varierà secondo la stagionalità, oltre alla presenza di un corner dedicato al canale Ho.Re.Ca., con prodotti e formati specifici per i professionisti della ristorazione.

I punti vendita Granarolo sono stati concepiti in chiave di sostenibilità per ridurre gli sprechi di prodotto a data corta e per consentire ai consumatori un risparmio sul prezzo a scaffale.

E il Retail ?

Sempre più realistico è pensare a far crescere le marche dei distributori … non è vero mister Mario Gasbarrino 😊

— Leggi su www.mark-up.it/granarolo-lancia-il-proprio-ecommerce-anti-spreco/amp/

Interno di uno Spaccio Granarolo

Esselunga lancia il servizio di spesa “Amici Vicini” | Gdoweek

Dai una mano e offriti di fare la spesa, oppure chiedi una mano e fatti portare la spesa a casa: due le opzioni presenti sulla nuova piattaforma digitale di Esselunga. Il servizio si chiama “Amici Vicini”
— Leggi su www.gdoweek.it/esselunga-lancia-il-servizio-di-spesa-amici-vicini/amp/

La collaborazione e l’integrazione con piattaforme social amplierà molto i tipi e i livelli di servizio che i Retailer renderanno disponibili

Shock Covid-19 e consumi delle famiglie italiane | Tendenze online

Dal punto di vista delle famiglie non è assimilabile alle recessioni del passato, soprattutto per la profondità della caduta dei consumi, oltre che per la rapidità con la quale essa si è prodotta. 

Il lockdown ha avuto effetti immediati, portando i consumatori a limitare le spese non procrastinabili.

In alcuni casi si tratta di acquisti persi definitivamente (soprattutto nei servizi). Ad esempio, la rinuncia a un viaggio quest’anno nel periodo di Pasqua non verrà recuperata l’anno prossimo raddoppiando il periodo delle vacanze.
— Leggi su tendenzeonline.info/articoli/2020/04/24/shock-covid-19-e-consumi-delle-famiglie-italiane/

… Anche nel prossimo periodo, con i piani di riapertura, il distanziamento sociale e le preoccupazioni inerenti il contagio influiranno suoi consumi, ma sopratutto influirà la capacità di spesa che sarà messa a dura prova da una crisi senza precedenti che ridimensionerà consumi e prospettive

Fase 2, urge riaprire i confini comunali per la spesa.

Ho scritto fin dal primo giorno, che il confine del comune per le spese è una stupidaggine

Ci sono casi in cui, i comuni sono confinanti e il supermercato più vicino è in realtà nel comune confinante

Verso la fase due

Ci sono piccoli comuni SENZA supermercato o senza negozi che vendono tutti i genere di prima necessità e nei quali quindi si DEVE andare in un altro comune, ma come lo si sceglie senza incorrere in sanzioni, quello che confina a nord sud est ovest ?

Ci sono comuni con una sola piccola bottega, come nel mio caso, che se d’improvviso (e per normativa) tutti i cittadini dovessero servirsi SOLO da questo, la coda fuori del negozio creerebbe un intralcio stradale, altro che distanziamento e ci vorrebbero gg per poter servire tutti i clienti.

Ci sono negozi e supermercati che sono in aree più decentrate che, vedono azzerata la loro attività mentre negozi più centrali si ritrovano con carichi di lavoro spropositati (a tutto danno del distanziamento e della sicurezza).

Ci sono clienti, che per le loro capacità di spesa, devono scegliere i punti vendita con spesa media più conveniente e non possono andare al negozio più vicino, magari un po’ più caro.

Coda al supermercato

E poi ci sono centri commerciali ed ipermercati che rimangono cattedrali nel deserto

Se poi questo non bastasse ecco che scoppia la guerra della spesa: i sindaci di Brunello e Castronno ai ferri corti per l’unico supermercato

Il primo autorizza i suoi abitanti a fare la spesa nel supermercato del comune limitrofo il secondo stabilisce regole in base all’iniziale del cognome per fare la spesa e fissa multe per il rispetto di fatto escludendo quelli del comune limitrofo

Link alla notizia

Poi ci sono i casi dove è più vicino il negozio del comune adiacente ed i vigili ti multano (circolano diversi post in proposito)

Non commento poi i Sindaci che fanno ordinanze x imporre spese MINIME (minimo 50 euro di spesa al supermercato)

Ordinanza

Ecco, come inizio della fase due è immediatamente auspicabile il superamento di questi limiti (che poi lasciano libere interpretazioni) Definiamo regole semplici sul distanziamento e mascherine ma lasciamo che (anche grazie alle app per gestire le cose) le persone gestiscano dove andare a fare la spesa

Un ultima preghiera, gli orari !!!

Torniamo a lasciare che siano le aziende commerciali a gestire gli orari

Emirates sta provando un test di 10 minuti per Covid-19 per tutti i passeggeri in partenza con voli da Dubai. Sarà presto lo standard in tutti gli aeroporti e adottato da tutte le compagnie aeree?

Emirates sta testando un nuovo sistema di test COVID-19 per i passeggeri prima di salire a bordo dell’aereo.

Emirates test Covid19 al check-in

La compagnia aerea ha detto che i passeggeri su un volo da Dubai alla Tunisia sono stati tutti testati prima della partenza.

Il “rapido esame del sangue” è stato effettuato nell’area del check-in di gruppo con risultati disponibili entro dieci minuti.

Test covid19 Emirates

Questi test appaino particolarmente importanti considerate le necessità di adottare controlli e offrire serenità alle persone che nella fase DUE avranno particolari necessità di mobilità

La ristorazione è pronta per riaprire ? Ascoltate questi consigli

Articolo pubblicato su

RetailWatch
https://www.retailwatch.it/2020/04/17/consumatore/la-ristorazione-e-pronta-per-riaprire-ascoltate-questi-consigli/

La ristorazione è sicuramente una categoria fortemente colpita dalla crisi dovuta al covid-19

Sarà tra le ultime attività a ripartire e dovrà applicare rigidi protocolli di sicurezza e distanziamento

Questo ridurrà posti a sedere, complicherà il lavoro e ridurrà le presenze

Un ampliamento delle vendite dovrà avvenire attraverso la consegna a domicilio, l’asporto ed il take away. (Con il consumo in strada)

Tipologia di offerta

Prova ad ampliare la tua offerta con piatti “pensati” per la consegna a domicilio o per il consumo in strada

Organizza al meglio il servizio di asporto, con adeguati contenitori e qualche tocco di personalizzazione

Mostra il tuo lato umano

Dietro ogni ristorante ci sono i suoi collaboratori: tu e il tuo staff siete di fronte alla stessa pandemia dei vostri clienti. Quindi sii sincero, emotivo e umano nei tuoi messaggi con i Clienti, enfatizza il tuo staff e la loro professionalità ed impegno qualitativo per offrire prodotti ed ambiente sicuri

Dialoga con la comunità, partecipa alle iniziative solidali, ed agli eventi comuni, metti a disposizione ciò che avanza in cucina (in accordo con croce rossa o associazioni o utilizzando le App specifiche ad esempio Too good To go ) contribuirai a creare un maggiore senso di comunità e ridurre lo spreco

Consegna a domicilio e prenotazioni

Se non disponi già del tuo servizio di consegna, potresti rivolgerti ad un marketplace di terze parti come UberEats JustEat, Glovo per tale scopo. Oppure creati una App semplice (te ne posso consigliare diverse) per costruirti un listino elettronico e favorire le prenotazioni (anche WhatsApp e WhatsApp Business vanno bene)

Di certo devi cercare di favorire l’acquisto del cibo da parte dei tuoi clienti ed immaginare che consumino “ovunque”

Usa i social

Pubblica i servizi che proponi, spiega come vuoi restare vicino ai tuoi Clienti rispettando distanziamento e sicurezza, crea offerte speciali, coupon pre pagati scontati, incentivi, eventi particolari

Pensa anche a nuovi modi per coinvolgere i tuoi clienti ed il tuo pubblico sui social.

Potresti offrire scorci nella tua sala mentre si pranza o si cena, creare un video del tuo chef che prepara un piatto speciale o meglio adatta un piatto per la consegna a casa .

Racconta la professionalità ed i sacrifici di un tuo collaboratore in tempi così difficili

Chiedi ai tuoi ospiti e clienti di impegnarsi a casa a pubblicare foto e commenti dei piatti ordinati, incentiva le loro recensioni anche domestiche

A tal proposito non dimenticare di impegnarti e offrire incentivi e premi per il loro feedback.

Rispondi ai commenti e sii pro attivo

Aggiorna i tuoi elenchi locali Assicurati che i clienti abbiano informazioni aggiornate sul tuo ristorante su Google My Business, Yelp, Tripadvisor Facebook Instagram e tutte le piattaforme online, compresi l’orario di lavoro e le offerte temporanee. Aggiungi parole chiave come “da asporto” o “porta a porta”, per assicurarti che il tuo ristorante appaia nelle ricerche di tali termini.

Questo è il momento di differenziare la tua offerta e il tuo ristorante trovando modi unici di relazionarti con le persone

Sicurezza e regole

Dovrai formare i tuoi collaboratori e tenerli sempre aggiornati in merito alle “regole” previste per la sicurezza e la prevenzione

Fornire tutti gli strumenti e le dotazioni necessarie

Dovrai impegnarti a fare rispettare il distanziamento e le regole ed essere sempre in prima fila per garantire standard di sicurezza per i tuoi collaboratori e per i tuoi clienti

Se proteggi il tuo lavoro proteggi i tuoi clienti e questo verrà premiato