Inflazione in Italia: rallenta il dato generale, ma la spesa quotidiana resta cara

L’ultimo rapporto ISTAT conferma che l’inflazione annuale in Italia si è ridotta all’1,0% (gennaio 2026), il livello più basso da oltre un anno, riflettendo un rallentamento generalizzato dei prezzi. 

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Tuttavia:

• Il carrello della spesa — alimentari, cura della casa e persona — continua ad aumentare più rapidamente della media. (tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari sono aumentati di +24,9%, , 8 punti percentuali superiore alla crescita dell’inflazione generale).

• L’inflazione di fondo (esclusi energetici e cibo fresco) resta superiore all’1,8%. 

• L’autorità antitrust analizzerà il ruolo dei grandi retailer nei prezzi alimentari. 

In parole semplici: i prezzi rallentano, ma i beni essenziali pesano ancora sul carrello e sulle tasche delle famiglie.

Link al rapporto ISTAT

Infografica con AI

Indagine antitrust

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L’Antitrust ha aperto un’indagine conoscitiva sul ruolo dei grandi retailer nella formazione dei prezzi alimentari. 

L’obiettivo è capire se il potere contrattuale delle catene e le loro pratiche commerciali possano aver inciso sui rincari del carrello della spesa. 

L’iniziativa prende spunto dal forte aumento dei prezzi e dalle lamentele di produttori agricoli e consumatori.  

Secondo i dati ISTAT, tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari sono aumentati di +24,9%, un valore quasi 8 punti percentuali superiore alla crescita dell’inflazione generale (17,3% nello stesso periodo).  

Il parere di Federdistribuzione

La distribuzione moderna ha operato come fattore di contenimento dell’inflazione, pur subendo rincari di costi significativi. 

I prezzi restano alti, e non tutte le dinamiche di prezzo sono sotto il controllo dei retailer

Serve collaborazione e responsabilità condivisa lungo tutta la filiera (retailer, industria, agricoltori) per gestire meglio l’equilibrio tra costi e prezzi finali. 

Federdistribuzione si dice aperta al dialogo con l’Antitrust per chiarire il ruolo del settore nei meccanismi di prezzo.  

Post su LinkedIn di Federdistribuzione

Un pensiero riguardo “Inflazione in Italia: rallenta il dato generale, ma la spesa quotidiana resta cara

  1. Nel settore alimentare si sta verificando una preoccupante concentrazioni di retailers.
    La riduzione dei competitori favorisce i “cartelli” e l’aumento dei prezzi.
    La concentrazione è ancora più evidente in Campania ed proprio in Campania si è avuto l’incremento più alto dei prezzi alimentari.
    Tutto a scapito dei poveri consumatori.
    Ho poca fiducia che l’AGCM ci capisca qualcosa

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