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Attenti a Gorillas !

Per un miliardo di buoni motivi

Gorillas, (azienda che effettua consegne a domicilio in dieci minuti) ha appena raccolto quasi un miliardo di dollari con un round di finanziamento di Serie C.

Si tratta del più grande finanziamento di un’azienda non quotata che il settore delle consegne di generi alimentari in Europa abbia mai visto fino ad oggi.

Questo nuovo finanziamento arriva sei mesi dopo il finanziamento di Serie B di 290 milioni di dollari che Gorillas ha raccolto nel marzo 2021.

Pubblicità Gorillas

Dalla sua fondazione in Germania nel giugno 2020 Gorillas è cresciuta rapidamente fino a gestire oltre 180 magazzini in 9 mercati internazionali, consegnando oltre 4,5 milioni di ordini solo negli ultimi 6 mesi.

Italia, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna e USA le nazioni raggiunte.

In Italia le città in cui opera Gorillas sono : Milano (7 Aree coperte), Bergamo (2), Roma (4) Torino (2)

Il capitale raccolto consente a Gorillas di rafforzare la presenza nei mercati esistenti, investendo in modo più mirato in operatività, persone, tecnologia, marketing e infrastrutture finanziarie.

Questi investimenti aiuteranno Gorillas a fornire sempre più un una buona esperienza per il cliente (dicono da Gorillas).

Il modello di Gorillas

Gorillas si basa su una rete di warehouse (magazzini), detti dark store strutture dedicate all’evasione di ordini eCommerce, simili per layout a un supermercato ma non aperte al pubblico.

I “magazzini” sono distribuiti in maniera capillare nelle città in cui opera il servizio per garantire una consegna della spesa in soli 10 minuti dall’ordine.

1600 referenze circa compreso i freschi tra cui l’ortofrutta.

L’ortofrutta sono circa una settantina le referenze disponibili, in prevalenza sfuse, per alcune l’acquisto avviene a pezzo (una banana o due mele). 

Esempio aree coperte a Milano x consegna in dieci minuti

Semplicità e velocità

L’idea alla base di Gorillas è quella di portare un cambiamento positivo al modo di vivere la spesa, dando ai consumatori la possibilità di fare scelte consapevoli, comprare all’ultimo momento e ridurre gli sprechi (info dalla loro vision)

Molto Semplice effettuare l’ordine

Facile la navigazione nella APP e ottime le aggregazioni merceologiche

Velocità, precisione, servizio i loro punti di forza.

Simpatia e cortesia da parte degli addetti alla consegna ne rafforza l’esperienza positiva dei clienti

Strabilianti e positivi i commenti degli utilizzatori, sia nei confronti del servizio che dei raiders.

Uniche critiche lette riguardano la “pericolosità” dei bikers che si “fiondano” per le vie delle città per effettuare la consegna in tempi rapidi e risultano pericolosi per alcuni cittadini.

Assortimento molto ampio, ma poco profondo.

Molta attenzione a produttori locali (della città), (i torinesi – i milanesi – ecc.).

Con Gorillas è stato creato nuovo modello distributivo, quello dell’urban delivery: spesa online, prezzi da supermercato, dark store e consegne in dieci minuti dall’accettazione dell’ordine.

Personale dedicato si occupa del picking dei prodotti acquistati, passa il sacchetto della spesa ai colleghi bikers che poi inforcano la bici elettrica e portano tutto a domicilio.

Tutti i lavoratori sono dipendenti dell’azienda assunti (a tempo determinato o indeterminato).

Ovviamente tutto molto bello, la scommessa è “questo business riuscirà ad avere anche un conto economico positivo?”

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Nel 2021 discount, drug e e.commerce cresceranno ancora. Per gli altri sarà molto dura

di Luigi Rubinelli

Anche nell’era covid qualche previsione va pur fatta. Se nel 2020:

  • I discount hanno registrato un + 8,7% delle vendite
  • Gli specialisti drug hanno incrementato del 6,6
  • Il vicinato ha visto un +5,6%
  • Gli ipermercati hanno perso il 3,4
  • La Gdo nel suo complesso ha fatto +5%
  • L’e.commerce il +140%

Nel 2021 pur con:

  • Il crollo dell’away from home
  • L’aumento dei prodotti preparati in casa
  • Il cambiamento dei comportamenti di acquisto e di consumo in generale
  • La controcifra rispetto al 2020 sarà una doccia ghiacciata con questi risultati:
  1. Gdo nel suo insieme            -1,6%
  2. ipermercati                          -1,5%
  3. supermercati                       -4,1%
  4. libero servizio                      -8,3%
  5. discount                               1,8
  6. specialisti drug                     2,9
  7. e-commerce                        61,6%

E questa la distribuzione dei risultati per aree, senza e.commerce:

  1. nord-ovest                            -2,2%
  2. nord-est                                -2,1
  3. centro                                  -2,7%
  4. sud                                       -3,4%

Fonte: Coop su dati Nielsen

Come si vede e.commerce, discount e drug resisteranno. Per gli altri canali l’è dura…

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Couche-Tard rinuncia a Carrefour dopo il «no» di Parigi?

Decisivo il no del governo francese nonostante le rassicurazioni del gruppo canadese.

Carrefour – Couche-Tard

L’opposizione del governo francese al cambio di proprietà dei supermercati Carrefour sortisce il suo effetto: Couche-Tard, il gruppo canadese che ha presentato un’offerta da 16,2 miliardi di euro per rilevare il Carrefour, avrebbe deciso di interrompere le trattative.

A rivelarlo sono il Financial Times  e Bloomberg.

Alain Bouchard

Ieri il presidente di Couche-Tard, Alain Bouchard, ha incontrato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire per cercare di convincerlo a dare il suo benestare all’operazione.

Bouchard, scrive il quotidiano economico britannico, avrebbe manifestato, in particolare, la volontà del gruppo di effettuare un investimento di 3 miliardi di euro nei prossimi 5 anni e di non toccare ai livelli occupazionali per due anni.

Inoltre, secondo Bloomberg, Bouchard propone anche le quotazioni del titolo sia in Canada che in Francia.

La posizione assunta dal governo francese di Emmanuel Macron, scrive il Financial Times, “è in contrasto con l’immagine favorevole alle imprese che da tempo cercava di proiettare“.

Ma con le elezioni presidenziali in arrivo il prossimo anno, è troppo rischiosa un’operazione che prevedrebbe l’acquisto da parte di un gruppo straniero del più grande datore di lavoro del settore privato in Francia.

Secondo una fonte vicino al dossier citata dal Financial Times il governo francese “indebolito dalle critiche sulla gestione della pandemia e della crisi economica sta reagendo in modo difensivo.

È un calcolo puramente politico.

Sempre secondo Financial Times i tre maggiori azionisti di Carrefour (Bernard Arnault, la famiglia Moulin e il gruppo Galeries Lafayette), che insieme controllano circa il 23% del capitale, erano disponibili a vendere le loro quote per facilitare l’accordo.

Secondo fonti francesi lo scenario è quello rappresentato nella foto che segue (favorevoli e contrari)

Chi è Alain Bouchard ?

Alain Bouchard è figlio di un piccolo imprenditore del Québec, guarda caso, la regione del Canada in cui si parla un francese talvolta bizzarro, prodotto di una grammatica e di una pronuncia che risalgono ai secoli in cui il Grande Nord era battuto da cacciatori di pellicce e pescatori di salmoni arrivati dalla Bretagna.

Alain Bouchard di Laval, 71 anni, quattro figli e – scrivono i giornali d’Oltreoceano – una timidezza che nasce da un limite: ancora oggi Bouchard non si sente a proprio agio con l’inglese ed evita le interviste nella lingua di Shakespeare.

Questo gap non gli ha impedito di diventare, già un paio d’anni fa, “mister 5 miliardi” di dollari, grazie al controllo di un impero della grande distribuzione che si estende dagli Stati Uniti a Hong Kong, passando dall’Irlanda, dalla Scandinavia e dalla Polonia: 130mila dipendenti in 27 Paesi.

Niente male per l’ex garzone di bottega costretto presto a rimboccarsi le maniche, dopo il fallimento dell’impresa di papà.

Aveva solo nove anni, ma anche un paio di idee cresciute con lui alla periferia di Montréal.

La prima: non sono fatto per campare sotto un padrone.

Una lezione imparata osservando le umiliazioni del padre, camionista per necessità.

La seconda, un’intuizione che si rivela preziosa: sviluppare il business dei dépanneur, ovvero le stazioni di servizio che sorgono nell’immensa natura canadese, dove, quando ti fermi per fare il pieno, è saggio fare provviste o mangiare un boccone, perché non sai qual che ti aspetta.

Il re dei minimarket

A 24 anni Alain Bouchard approda come garzone di bottega in una stazione di servizio.

Cerca di coinvolgere il titolare del suo chiosco nell’acquisizione di 50 negozi, ma il padrone di Provisoir si tira indietro.

E allora fa da solo: prima un chiosco, poi un un altro, acquistato con i proventi del secondo lavoro, l’agente immobiliare.

A quel punto lo aiuta la fortuna di vivere in una terra di opportunità, a un passo dal sogno americano.

Trova i soldi per inaugurare una piccola catena da 11 esercizi, cresciuti al fianco dei distributori di benzina aperti 24 ore su 24 che vendono i prodotti essenziali: dal pane alle sigarette, fino al quotidiano della sera che ti sei dimenticato di comprare perché sei “Couche-Tard”, come Alain Bouchard battezza la mini-catena (un termine francese simile al nostro “nottambulo” … un “tira tardi”). 

Couche-Tard Logo

Certo, vista con gli occhi di oggi, sembra una banalità.

Ma anche in Italia, all’epoca, non era così facile procurarsi un pacchetto di sigarette, o tanto meno un quotidiano.

A quel tempo non c’erano internet e lo streaming.

L’ascesa di Alain Bouchard

È questa l’idea di business da cui, mattoncino dopo mattoncino, è cresciuta, con un’ossessiva attenzione al cliente e forti incentivi ai dipendenti, l’impresa di monsieur Bouchard.

Uno per cui – terza regola – chi lavora in settori come la grande distribuzione deve comportarsi come un ciclista: quando smetti di pedalare, rischi di cadere.

Di qui una lunga serie di acquisizioni.

Perché, come si legge nella sua autobiografia, “in un’impresa non esiste il surplace: o si va avanti, o si torna indietro. È sempre necessario cambiare, trasformarsi, innovare”.

Si spiega così la sua marcia, spesso trionfale: nel 1999 compra Silcorp, una catena di 98 punti vendita in Ontario.

Nel 2003 sbarca a New York con l’acquisto di Circle K, raddoppiando così il fatturato.

Nel 2012 attraversa l’oceano per comprare la catena di distributori di Statoil, la compagnia petrolifera di Stato norvegese (oggi Equinor).

Intanto guarda all’Asia, partendo da Circle Hong Kong, e si concede una catena di fast food in patria.

Entra anche in un mercato assai promettente: quello della cannabis, legale da quelle parti, attraverso l’etichetta Fire & Flowers.

Bouchard Carrefour

A fine dicembre Alain Bouchard si è messo in testa di risvegliare Carrefour.  

Una preda all’apparenza troppo grossa, ma guai a sottovalutare l’ex garzone che ha costruito un gruppo con 9.200 punti vendita, di cui 8mila stazioni di servizio.

Più piccolo, certo, rispetto al gigante francese, per giro d’affari (48,6 miliardi di euro contro 80,7) e per dimensioni (130 mila dipendenti contro 320mila), ma capace di guadagnare assai di più: 2 miliardi contro 1,3.

Tanto da vantare una capitalizzazione di 30 miliardi di euro, contro soli 12,7 di Carrefour.

La proposta ed i tentativi però hanno trovato l’opposizione del governo francese e pare quindi che il nostro ardito bottegaio rinunci all’affare.

Couche-Tard è il leader nel settore dei minimarket canadesi. Negli Stati Uniti, è il più grande operatore indipendente di minimarket in termini di numero di negozi gestiti dall'azienda. In Europa, Couche-Tard è leader nella vendita al dettaglio di carburanti per minimarket e trasporti stradali nei paesi scandinavi (Norvegia, Svezia e Danimarca), nei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), nonché in Irlanda, e ha un presenza importante in Polonia.

All'11 ottobre 2020, la rete di Couche-Tard comprendeva 9.261 negozi di alimentari in tutto il Nord America, inclusi 8.085 negozi con erogazione di carburante per il trasporto su strada. La sua rete nordamericana è composta da 18 unità operative, di cui 14 negli Stati Uniti che coprono 47 stati e 4 in Canada che coprono tutte le 10 province. Circa 109.000 persone sono impiegate in tutta la sua rete e negli uffici di servizio in Nord America.

In Europa, Couche-Tard gestisce un'ampia rete di vendita al dettaglio in Scandinavia, Irlanda, Polonia, Paesi Baltici e Russia attraverso 10 unità aziendali. A partire dall'11 ottobre 2020, la rete di Couche-Tard comprendeva 2.722 negozi, la maggior parte dei quali offre carburante per il trasporto su strada e prodotti pronti, mentre gli altri sono stazioni di rifornimento automatizzate senza personale che offrono solo carburante per il trasporto su strada. Couche-Tard offre anche altri prodotti, tra cui carburante per aviazione ed energia per motori stazionari. Includendo i dipendenti dei negozi in franchising di marca, circa 22.000 persone lavorano nella sua rete di vendita al dettaglio, nei terminali e negli uffici di servizio in tutta Europa.
Inoltre, in base ad accordi di licenza, più di 2.220 negozi sono gestiti con il banner Circle K in altri 15 paesi e territori (Cambogia, Egitto, Guam, Guatemala, Honduras, Hong Kong, Indonesia, Giamaica, Macao, Messico, Mongolia, Nuova Zelanda , Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Vietnam), che porta la rete totale mondiale a oltre 14.200 negozi.
(fonte Couche-Tard annuncio accordo per acquisto azioni Carrefour)
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Proroga a data da destinarsi per la lotteria degli scontrini

Proroga Lotteria Scontrini

L’attesa di informazioni in merito alla “lotteria degli scontrini” ha trovato una risposta “parziale”.

Oggi si legge sul sito www.lotteriadegliscontrini.gov.it un comunicato che “rimanda a data da destinarsi la NUOVA DATA di inizio della lotteria degli scontrini

ECCO il comunicato:

Slitta di qualche settimana l’avvio della lotteria: lo schema di decreto mille proroghe affida la definizione della data di avvio a un provvedimento a doppia firma dei vertici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dell’Agenzia delle entrate.

Chi vende avrà così qualche settimana in più per adeguare il software del registratore di cassa telematico e chi compra avrà più possibilità di partecipare alla lotteria.

dal Sito Lotteria degli scontrini del Governo

Granarolo lancia il proprio eCommerce in ottica anti-spreco ormai siamo al D2C

Home Page eCommerce Granarolo

Granarolo lancia il suo eComnerce B2C (per ora 501 comuni coperti)

Direi che ormai si parla di D2C ovvero di Direct to consumer ovvero ormai i produttori sviluppano propri canali di distribuzione

Canali diretti che possono essere negozi, ECommerce, social media …

Diciamo che dopo il fashion presto anche nel largo consumo i principali Brand si relazioneranno direttamente con i consumatori.

Per quanto attiene all’eCommerce il Covid-19 ha accelerato l’interesse per questo canale e crescono le iniziative orientate alla vendita on line.

Le categorie che sono cresciute di più con la vendita diretta ai consumatori sono integratori, pulizia casa, petcare/pedfood, detersivi lava e cura tessuti.

Tornando a Granarolo sono interessanti le suddivisioni ed aggregazioni dell’assortimento declinate alla destinazione d’uso “Giusto Assortimento” “Giusto prezzo” “Giusto formato” “Giusto in tempo” “Giusto per sfizio” … fino a “Giusta occasione”

SPACCIO GRANAROLO, I MARKET DEL FRESCO DI GRANAROLO

Gli spacci Granarolo si trovano a Bologna, Castelfranco Emilia e Gioia del Colle.

Si tratta di “Market del Fresco” Granarolo.

È un market del fresco a libero servizio nato per i dipendenti Granarolo ma dove anche i consumatori privati e gli operatori del settore Ho.Re.Ca. hanno la possibilità di trovare a prezzi convenienti un ampio assortimento di prodotti tra cui quelli del portafoglio Granarolo (latte, yogurt, formaggi freschi e stagionati anche DOP, salumi, pasta confezionata all’uovo e di semola e molti altri ancora, a marchio Granarolo, Yomo, Pettinicchio, Podda, Amalattea, Pinzani, Croce di Magara, Gennari e Pastificio Granarolo) e altri importanti marchi, con una selezione di salumi, prodotti da forno (pane, pizza, piadine e dolci), piatti pronti, insalate, bevande e succhi di frutta che varierà secondo la stagionalità, oltre alla presenza di un corner dedicato al canale Ho.Re.Ca., con prodotti e formati specifici per i professionisti della ristorazione.

I punti vendita Granarolo sono stati concepiti in chiave di sostenibilità per ridurre gli sprechi di prodotto a data corta e per consentire ai consumatori un risparmio sul prezzo a scaffale.

E il Retail ?

Sempre più realistico è pensare a far crescere le marche dei distributori … non è vero mister Mario Gasbarrino 😊

— Leggi su www.mark-up.it/granarolo-lancia-il-proprio-ecommerce-anti-spreco/amp/

Interno di uno Spaccio Granarolo

VAR GROUP (SESA) ACQUISTA IL 100% DI D.TECH E AMPLIA LE SOLUZIONI SOFTWARE PER LA GDO |

retailtech by Retailtrend.it (24 giugno 2020) – Il Gruppo Sesa (“SESA” – SES.MI), operatore di riferimento in Italia nel settore delle soluzioni e servizi
— Leggi su retailtech.altervista.org/var-group-sesa-acquista-il-100-di-d-tech-e-amplia-le-soluzioni-software-per-la-gdo/

Coop al Governo negli Stati generali: “La sostenibilità richiede investimenti, azzerare l’iva”. – RetailWatch

Giugno 2020. Stati Generali dell’Economia. Coop al tavolo con il Governo. “Occorre sostenere la domanda e i consumi dei beni di base delle famiglie con una riduzione dell’Iva e incentivi atti a favorire scelte green da parte dei consumatori. Favorire le necessarie ristrutturazioni post Covid dei punti vendita da parte…
— Leggi su www.retailwatch.it/2020/06/18/retail/coop-al-governo-negli-stati-generali-la-sostenibilita-richiede-investimenti-azzerare-liva/

Supermercati cashierless, ora Amazon vende la sua tecnologia per eliminare le casse | Economyup

Il colosso dell’ecommerce sta cominciando a proporre ad altri rivenditori Just Walk Out, la soluzione tecnologica già sperimentata nei suoi negozi senza casse né cassieri. Così Amazon punta ad incrementare i ricavi, raccogliere più dati e migliorare la tecnologia cashierless attraverso il machine learning
— Leggi su www.economyup.it/retail/supermercati-cashierless-ora-amazon-vende-agli-altri-la-sua-tecnologia/

Cosa ha imparato l’e commerce dal #coronavirus. Tanto, forse troppo… E la copertura… – RetailWatch

Maggio 2020. In un precedente articolo (leggi qui) abbiamo dato conto, con i dati di IRi, dell’aumento dell’ e commerce negli ultimi mesi. La Nielsen con un recente studio mette a disposizione altri dati: L’e commerce dell’LCC riguarda 8,4 mio di persone con un aumento solo nelle ultime settimane di…
— Leggi su www.retailwatch.it/2020/05/29/brand-prodotti/cosa-ha-imparato-le-commerce-dal-coronavirus-tanto-forse-troppo-e-la-copertura/