In evidenza

Pagamenti POS, ecco i dati da trasmettere all’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle entrate in data 30 Giugno 2022 ha pubblicato il provvedimento con il quale da attuazione ai controlli previsti dal D.L. 36/2022, chiarendo tempi e dati da trasmettere all’Agenzia delle Entrate riferiti alle transazioni dei POS bancari.

Logo Agenzia delle Entrate

In applicazione a tale provvedimento, le banche e gli altri operatori finanziari che offrono a imprese e professionisti il servizio Pos (strumento di pagamento elettronico), devono comunicare, all’Agenzia delle entrate, transitando attraverso il servizio PagoPa, i dati identificativi dei Pos forniti ai commercianti e gli importi complessivi degli incassi giornalieri effettuati tramite ogni singolo terminale.

Si ricorda inoltre che dal 30 giugno la mancata accettazione di pagamenti con carte di debito, credito o prepagate sarà oggetto di sanzione.

Dati da inviare x ogni POS.

Il provvedimento prevede che i suddetti operatori devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate :

  • dati identificativi degli strumenti di pagamento;
  • l’importo complessivo delle transazioni giornaliere effettuate mediante tali strumenti.
POS servizi bancari

Dettaglio delle informazioni da inviare

Dunque, i prestatori di servizi di pagamento autorizzati che svolgono la propria attività nel territorio nazionale devono trasmettere a PagoPa Spa le seguenti informazioni:

  • il codice fiscale e, se disponibile, la partita Iva del commerciante e il codice univoco del contratto di convenzionamento con il prestatore di servizi di pagamento;
  • il codice Abi o il codice fiscale dell’operatore finanziario obbligato alla trasmissione;
  • l’identificativo assegnato da PagoPa all’operatore;
  • l’identificativo univoco dello strumento di pagamento, fisico o virtuale, con cui l’esercente accetta la transazione elettronica;
  • la tipologia di operazione, distinta tra pagamento e storno pagamento;
  • la data di trasmissione delle operazioni da parte del prestatore di servizi di pagamento;
  • la data contabile dei pagamenti;
  • l’importo complessivo giornaliero delle transazioni elettroniche effettuate dall’esercente;
  • il numero giornaliero dei pagamenti e-cash effettuati.

Modalità e termini di trasmissione

Il provvedimento 253155/2022 fa presente che l’Agenzia delle Entrate si avvale di PagoPA per l’acquisizione dei dati suddetti.

Pertanto, i prestatori di servizi di pagamento trasmettono a PagoPA, direttamente o attraverso BANCOMAT S.p.A. in relazione ai pagamenti effettuati presso gli esercenti con carte a valere sui circuiti PagoBANCOMAT e BANCOMAT Pay, le informazioni di cui sopra.

L’invio deve essere eseguito entro il secondo giorno lavorativo successivo alla data di contabilizzazione della transazione, sulla base delle specifiche tecniche e delle modalità telematiche definite con apposita convenzione sottoscritta con PagoPA.

Questa, a sua volta, rende disponibile all’Agenzia delle Entrate le informazioni ricevute entro il quinto giorno lavorativo successivo alla data di ricezione dei dati.

La prima data in cui eseguire la trasmissione è fissata al 5 settembre 2022 con riferimento alle informazioni relative alle transazioni contabilizzate dal 1° settembre 2022.

Invece, per quanto riguarda le transazioni contabilizzate nel periodo dal 1° gennaio al 31 agosto 2022, la comunicazione deve essere effettuata entro il 31 ottobre 2022.

In evidenza

Il futuro della spesa: i carrelli intelligenti

Anche Albertsons sta testando i carrelli della spesa intelligenti

Sostanzialmente i carrelli intelligenti consentono:

Identificare il Cliente

  • Inserendo il numero di telefono
  • Attraverso un device
  • Attraverso una tessera

Assistere il Cliente

  • Vedere suggerimenti e offerte
  • Trovare i prodotti nello store e ottenere informazioni aggiuntive su di essi
  • Rivedere le tue precedenti spese ed i prodotti acquistati
  • Consultare una tua lista della spesa

Semplificare il Check out

  • Toccare lo schermo per chiudere la spesa e per pagare con il conto associato all’account o inserire una carta per effettuare il pagamento
  • Saltare le code e uscire

La soluzione Veeve Smart Cart

Veeve Smart Cart

I clienti possono cercare, individuare e confrontare i prodotti mentre fanno acquisti. 

Si possono offrire consigli in tempo reale in base al contenuto del carrello o alla posizione per aumentare la spesa. 

I clienti possono anche richiedere assistenza con un solo tocco.

Caratteristiche

  • Computer Vision: Gli algoritmi di computer vision proprietari di Veeve estraggono funzionalità visive (prodotti e codici a barre) per un riconoscimento istantaneo. La tecnologia sfrutta l’apprendimento attivo per rendere i carrelli operativi fin dal primo giorno di installazione.
  • Batteria La tecnologia della batteria sostituibile mantiene i carrelli in funzione tutto il giorno.
  • Controllo del peso Il carrello può acquisire automaticamente il peso dell’articolo e calcolare il prezzo.
  • Privacy telecamere e computer vision solo all’interno del carrello, anziché utilizzare telecamere aeree o dati biometrici (sostanziale differenza con Amazon Go).
  • Sicurezza Un chip GPS integrato tiene traccia della posizione del carrello in tempo reale.
  • Monitor Touch 10″ ed interfaccia molto semplice
  • Smart Shopping possibilità di smaterializzare i coupon durante lo shopping

Controllo del peso

Certificato secondo i più alti standard per misurazioni precise nella pesatura di qualsiasi articolo.
  • Cattura automaticamente il peso
  • Calcola istantaneamente il prezzo
  • Migliora il controllo e la prevenzione dei furti

Back office e controllo

Tutti i dipendenti possono essere dotati di tablet per :

  • Controllo remoto dei carrelli
  • Supporto da remoto dei Clienti
  • Attività di CRM (consigli di acquisto in base ai profili, identificazione del Cliente, ecc.)
  • Verifiche e prevenzioni comportamenti anomali

Commenti pervenuti

“ Ciao Andrea, ho letto il tuo post e ti dico perchè secondo me in Italia non funziona.

Partiamo da problemi tecnici:

Peso penso sia “normale” acquistare 3 confezioni di acqua durante una spesa, questo significa che hai aggiungo nel carrello 27Kg di peso.

La portata massima in Italia per pesare la frutta è 30kg/5gr di divisione.

Questo significa che se aggiungo frutta e verdura andrei fuori portata

Riconoscimento prodotti – sempre in ortofrutta data la molteplice disponibilità di prodotti, ad esempio mele melinda, mele non brand, per i sistemi di riconoscimento ottico diventa impossibile distinguerli.

Infine con le borse BIO l’impresa è ancora più complessa.

Riconoscimento prodotti freschi – come sai quando acquistiamo ad esempio un salame o un formaggio con crosta l’etichetta con il codice a barre è legata al prodotto con un filo che rende l’etichetta pieghevole in mille modi e molte volte coprendo il codice a barre, quindi anche in questi casi i sistemi di riconoscimento fallirebbero.

In generale i carrelli sono disponibili in aree aperte, quindi, soggetti ad intemperie.

Collocazione dei carrelli – occorre caricare le batterie e per fare questo è necessario avere l’alimentazione elettrica dove oggi non c’è.

Penso che non siano prodotti con IP necessario a rendeli waterproof.

The smart #shopping #cart: a practical case of #AI

More and more practical examples are emerging that bring #retail closer to #innovation: Andrea Roagna talks about the #smart shopping cart. How does it work? After picking up their trolley, the #customer is recognised and displays real-time #shopping suggestions and personalised #promotions on the screen, based on both their usual purchases and product correlations. Customers can also search and compare different products and consult their shopping list. To complete the #purchasing process, they simply touch the screen and pay with the associated account.
The core of this invention is #Artificial #Intelligence. Specifically, by means of Image Recognition, the products entered are recognised and their weight and price calculated, while purchase suggestions and personalised promotions are processed by means of Machine Learning algorithms, which study the correlations between the various products and learn from the customers’ habitual purchases.
The benefits? For consumers quick and personalised shopping, for retailers collection and processing of #data resulting from the choices to accept or not to accept the shopping cart’s AI recommendations.

In evidenza

Amazon per tutti la tecnologia Just Walk Out

Immagine del Sito Just Walk Out

Dopo l’annuncio seguono i fatti

Amazon offre sul mercato la tecnologia “Just Walk Out”, quella combinazione di computer vision, sensori e deep learning che consente di analizzare il comportamento del consumatore in store e di calcolare quanto ha speso eliminando la fase del checkout.

Dopo essere stata sperimentata nei sui Amazon GO e Amazon Fresh e poi nei supermercati Whole Foods Market, ora sono iniziati i progetti con aziende esterne.

L’obiettivo, come spiega esplicitamente la pagina justwalkout.com, è di rendere disponibile la tecnologia perché possa essere adottata anche da altre catene.

Ma quali sono i motivi per fare questo investimento? 

Qualche imprenditore potrebbe vederci un modo per ridurre il costo del lavoro in punto vendita, ma osservando meglio la strategia di Amazon ci si rende conto che non è questo l’obiettivo.

È lo stesso Dilip Kumar, Vice President Physical Retail and Technlogy di Amazon a chiarirlo nel blog aziendalei punti vendita dotati della nuova tecnologia impiegheranno infatti un numero di dipendenti analogo agli altri punti di vendita della stessa dimensione. 

Le persone tolte dalle barriere cassa potranno semplicemente “passare ancora più tempo a interagire con i clienti”.

Come ribadisce nello stesso articolo anche John Mackey, fondatore e CEO di Whole Foods Market, “since Whole Foods Market was founded more than 40 years ago, we have focused on finding new ways to surprise and delight our customers and improve the shopping experience” e la Just Walk Out Technology è appunto un modo per migliorare l’esperienza del cliente togliendo di mezzo la parte più noiosa e sgradevole dello shopping e valorizzando l’arma in più del retail fisico: la possibilità di interagire con delle persone.

I primi progetti realizzati

Resorts World Las Vegas

“Dato che ci siamo sforzati di creare un resort che comprenda le offerte tecnologicamente più avanzate in tutto il complesso, siamo entusiasti di continuare questo sforzo con l’uso della tecnologia Just Walk Out di Amazon”.

Matt Pinal Vicepresidente vendite al dettaglio

Hudson Nonstop

“I risultati sono stati molto impressionanti. Stiamo superando le aspettative. Non c’era una curva di apprendimento e abbiamo soddisfatto le aspettative del piano aziendale entro la prima settimana. I viaggiatori si abituano davvero all’approccio allo shopping molto rapidamente e senza problemi.”

Jordi Martin-Consuegra Amministratore Delegato

Garden TD MRKT

“Cerchiamo sempre di sfruttare la tecnologia per offrire ai nostri ospiti servizi veloci, facili e senza contatto e siamo entusiasti di collaborare con Amazon per utilizzare la loro tecnologia Just Walk Out in questi negozi MRKT”.

Amy Latimer Presidente di TD Garden

Fresh and Fast cafè al Javits Center

Fresh and Fast café riunisce la qualità, la varietà e la convenienza apprezzate dagli ospiti e utilizza una tecnologia innovativa Just Walk Out per mettere l’esperienza nelle mani degli ospiti ed eliminare le code alla cassa.

“Siamo stati orgogliosi di lavorare con i nostri partner Javits Center per creare un’esperienza unica per gli ospiti davvero senza “attriti” basata sulla tecnologia Just Walk Out di Amazon”.

Fresh and Fast and Fresh al Javits Center è “il primo caffè senza contatto presente in un centro congressi negli Stati Uniti”. 

In evidenza

Attenti a Gorillas !

Per un miliardo di buoni motivi

Gorillas, (azienda che effettua consegne a domicilio in dieci minuti) ha appena raccolto quasi un miliardo di dollari con un round di finanziamento di Serie C.

Si tratta del più grande finanziamento di un’azienda non quotata che il settore delle consegne di generi alimentari in Europa abbia mai visto fino ad oggi.

Questo nuovo finanziamento arriva sei mesi dopo il finanziamento di Serie B di 290 milioni di dollari che Gorillas ha raccolto nel marzo 2021.

Pubblicità Gorillas

Dalla sua fondazione in Germania nel giugno 2020 Gorillas è cresciuta rapidamente fino a gestire oltre 180 magazzini in 9 mercati internazionali, consegnando oltre 4,5 milioni di ordini solo negli ultimi 6 mesi.

Italia, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna e USA le nazioni raggiunte.

In Italia le città in cui opera Gorillas sono : Milano (7 Aree coperte), Bergamo (2), Roma (4) Torino (2)

Il capitale raccolto consente a Gorillas di rafforzare la presenza nei mercati esistenti, investendo in modo più mirato in operatività, persone, tecnologia, marketing e infrastrutture finanziarie.

Questi investimenti aiuteranno Gorillas a fornire sempre più un una buona esperienza per il cliente (dicono da Gorillas).

Il modello di Gorillas

Gorillas si basa su una rete di warehouse (magazzini), detti dark store strutture dedicate all’evasione di ordini eCommerce, simili per layout a un supermercato ma non aperte al pubblico.

I “magazzini” sono distribuiti in maniera capillare nelle città in cui opera il servizio per garantire una consegna della spesa in soli 10 minuti dall’ordine.

1600 referenze circa compreso i freschi tra cui l’ortofrutta.

L’ortofrutta sono circa una settantina le referenze disponibili, in prevalenza sfuse, per alcune l’acquisto avviene a pezzo (una banana o due mele). 

Esempio aree coperte a Milano x consegna in dieci minuti

Semplicità e velocità

L’idea alla base di Gorillas è quella di portare un cambiamento positivo al modo di vivere la spesa, dando ai consumatori la possibilità di fare scelte consapevoli, comprare all’ultimo momento e ridurre gli sprechi (info dalla loro vision)

Molto Semplice effettuare l’ordine

Facile la navigazione nella APP e ottime le aggregazioni merceologiche

Velocità, precisione, servizio i loro punti di forza.

Simpatia e cortesia da parte degli addetti alla consegna ne rafforza l’esperienza positiva dei clienti

Strabilianti e positivi i commenti degli utilizzatori, sia nei confronti del servizio che dei raiders.

Uniche critiche lette riguardano la “pericolosità” dei bikers che si “fiondano” per le vie delle città per effettuare la consegna in tempi rapidi e risultano pericolosi per alcuni cittadini.

Assortimento molto ampio, ma poco profondo.

Molta attenzione a produttori locali (della città), (i torinesi – i milanesi – ecc.).

Con Gorillas è stato creato nuovo modello distributivo, quello dell’urban delivery: spesa online, prezzi da supermercato, dark store e consegne in dieci minuti dall’accettazione dell’ordine.

Personale dedicato si occupa del picking dei prodotti acquistati, passa il sacchetto della spesa ai colleghi bikers che poi inforcano la bici elettrica e portano tutto a domicilio.

Tutti i lavoratori sono dipendenti dell’azienda assunti (a tempo determinato o indeterminato).

Ovviamente tutto molto bello, la scommessa è “questo business riuscirà ad avere anche un conto economico positivo?”

In evidenza

Nel 2021 discount, drug e e.commerce cresceranno ancora. Per gli altri sarà molto dura

di Luigi Rubinelli

Anche nell’era covid qualche previsione va pur fatta. Se nel 2020:

  • I discount hanno registrato un + 8,7% delle vendite
  • Gli specialisti drug hanno incrementato del 6,6
  • Il vicinato ha visto un +5,6%
  • Gli ipermercati hanno perso il 3,4
  • La Gdo nel suo complesso ha fatto +5%
  • L’e.commerce il +140%

Nel 2021 pur con:

  • Il crollo dell’away from home
  • L’aumento dei prodotti preparati in casa
  • Il cambiamento dei comportamenti di acquisto e di consumo in generale
  • La controcifra rispetto al 2020 sarà una doccia ghiacciata con questi risultati:
  1. Gdo nel suo insieme            -1,6%
  2. ipermercati                          -1,5%
  3. supermercati                       -4,1%
  4. libero servizio                      -8,3%
  5. discount                               1,8
  6. specialisti drug                     2,9
  7. e-commerce                        61,6%

E questa la distribuzione dei risultati per aree, senza e.commerce:

  1. nord-ovest                            -2,2%
  2. nord-est                                -2,1
  3. centro                                  -2,7%
  4. sud                                       -3,4%

Fonte: Coop su dati Nielsen

Come si vede e.commerce, discount e drug resisteranno. Per gli altri canali l’è dura…

In evidenza

Couche-Tard rinuncia a Carrefour dopo il «no» di Parigi?

Decisivo il no del governo francese nonostante le rassicurazioni del gruppo canadese.

Carrefour – Couche-Tard

L’opposizione del governo francese al cambio di proprietà dei supermercati Carrefour sortisce il suo effetto: Couche-Tard, il gruppo canadese che ha presentato un’offerta da 16,2 miliardi di euro per rilevare il Carrefour, avrebbe deciso di interrompere le trattative.

A rivelarlo sono il Financial Times  e Bloomberg.

Alain Bouchard

Ieri il presidente di Couche-Tard, Alain Bouchard, ha incontrato il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire per cercare di convincerlo a dare il suo benestare all’operazione.

Bouchard, scrive il quotidiano economico britannico, avrebbe manifestato, in particolare, la volontà del gruppo di effettuare un investimento di 3 miliardi di euro nei prossimi 5 anni e di non toccare ai livelli occupazionali per due anni.

Inoltre, secondo Bloomberg, Bouchard propone anche le quotazioni del titolo sia in Canada che in Francia.

La posizione assunta dal governo francese di Emmanuel Macron, scrive il Financial Times, “è in contrasto con l’immagine favorevole alle imprese che da tempo cercava di proiettare“.

Ma con le elezioni presidenziali in arrivo il prossimo anno, è troppo rischiosa un’operazione che prevedrebbe l’acquisto da parte di un gruppo straniero del più grande datore di lavoro del settore privato in Francia.

Secondo una fonte vicino al dossier citata dal Financial Times il governo francese “indebolito dalle critiche sulla gestione della pandemia e della crisi economica sta reagendo in modo difensivo.

È un calcolo puramente politico.

Sempre secondo Financial Times i tre maggiori azionisti di Carrefour (Bernard Arnault, la famiglia Moulin e il gruppo Galeries Lafayette), che insieme controllano circa il 23% del capitale, erano disponibili a vendere le loro quote per facilitare l’accordo.

Secondo fonti francesi lo scenario è quello rappresentato nella foto che segue (favorevoli e contrari)

Chi è Alain Bouchard ?

Alain Bouchard è figlio di un piccolo imprenditore del Québec, guarda caso, la regione del Canada in cui si parla un francese talvolta bizzarro, prodotto di una grammatica e di una pronuncia che risalgono ai secoli in cui il Grande Nord era battuto da cacciatori di pellicce e pescatori di salmoni arrivati dalla Bretagna.

Alain Bouchard di Laval, 71 anni, quattro figli e – scrivono i giornali d’Oltreoceano – una timidezza che nasce da un limite: ancora oggi Bouchard non si sente a proprio agio con l’inglese ed evita le interviste nella lingua di Shakespeare.

Questo gap non gli ha impedito di diventare, già un paio d’anni fa, “mister 5 miliardi” di dollari, grazie al controllo di un impero della grande distribuzione che si estende dagli Stati Uniti a Hong Kong, passando dall’Irlanda, dalla Scandinavia e dalla Polonia: 130mila dipendenti in 27 Paesi.

Niente male per l’ex garzone di bottega costretto presto a rimboccarsi le maniche, dopo il fallimento dell’impresa di papà.

Aveva solo nove anni, ma anche un paio di idee cresciute con lui alla periferia di Montréal.

La prima: non sono fatto per campare sotto un padrone.

Una lezione imparata osservando le umiliazioni del padre, camionista per necessità.

La seconda, un’intuizione che si rivela preziosa: sviluppare il business dei dépanneur, ovvero le stazioni di servizio che sorgono nell’immensa natura canadese, dove, quando ti fermi per fare il pieno, è saggio fare provviste o mangiare un boccone, perché non sai qual che ti aspetta.

Il re dei minimarket

A 24 anni Alain Bouchard approda come garzone di bottega in una stazione di servizio.

Cerca di coinvolgere il titolare del suo chiosco nell’acquisizione di 50 negozi, ma il padrone di Provisoir si tira indietro.

E allora fa da solo: prima un chiosco, poi un un altro, acquistato con i proventi del secondo lavoro, l’agente immobiliare.

A quel punto lo aiuta la fortuna di vivere in una terra di opportunità, a un passo dal sogno americano.

Trova i soldi per inaugurare una piccola catena da 11 esercizi, cresciuti al fianco dei distributori di benzina aperti 24 ore su 24 che vendono i prodotti essenziali: dal pane alle sigarette, fino al quotidiano della sera che ti sei dimenticato di comprare perché sei “Couche-Tard”, come Alain Bouchard battezza la mini-catena (un termine francese simile al nostro “nottambulo” … un “tira tardi”). 

Couche-Tard Logo

Certo, vista con gli occhi di oggi, sembra una banalità.

Ma anche in Italia, all’epoca, non era così facile procurarsi un pacchetto di sigarette, o tanto meno un quotidiano.

A quel tempo non c’erano internet e lo streaming.

L’ascesa di Alain Bouchard

È questa l’idea di business da cui, mattoncino dopo mattoncino, è cresciuta, con un’ossessiva attenzione al cliente e forti incentivi ai dipendenti, l’impresa di monsieur Bouchard.

Uno per cui – terza regola – chi lavora in settori come la grande distribuzione deve comportarsi come un ciclista: quando smetti di pedalare, rischi di cadere.

Di qui una lunga serie di acquisizioni.

Perché, come si legge nella sua autobiografia, “in un’impresa non esiste il surplace: o si va avanti, o si torna indietro. È sempre necessario cambiare, trasformarsi, innovare”.

Si spiega così la sua marcia, spesso trionfale: nel 1999 compra Silcorp, una catena di 98 punti vendita in Ontario.

Nel 2003 sbarca a New York con l’acquisto di Circle K, raddoppiando così il fatturato.

Nel 2012 attraversa l’oceano per comprare la catena di distributori di Statoil, la compagnia petrolifera di Stato norvegese (oggi Equinor).

Intanto guarda all’Asia, partendo da Circle Hong Kong, e si concede una catena di fast food in patria.

Entra anche in un mercato assai promettente: quello della cannabis, legale da quelle parti, attraverso l’etichetta Fire & Flowers.

Bouchard Carrefour

A fine dicembre Alain Bouchard si è messo in testa di risvegliare Carrefour.  

Una preda all’apparenza troppo grossa, ma guai a sottovalutare l’ex garzone che ha costruito un gruppo con 9.200 punti vendita, di cui 8mila stazioni di servizio.

Più piccolo, certo, rispetto al gigante francese, per giro d’affari (48,6 miliardi di euro contro 80,7) e per dimensioni (130 mila dipendenti contro 320mila), ma capace di guadagnare assai di più: 2 miliardi contro 1,3.

Tanto da vantare una capitalizzazione di 30 miliardi di euro, contro soli 12,7 di Carrefour.

La proposta ed i tentativi però hanno trovato l’opposizione del governo francese e pare quindi che il nostro ardito bottegaio rinunci all’affare.

Couche-Tard è il leader nel settore dei minimarket canadesi. Negli Stati Uniti, è il più grande operatore indipendente di minimarket in termini di numero di negozi gestiti dall'azienda. In Europa, Couche-Tard è leader nella vendita al dettaglio di carburanti per minimarket e trasporti stradali nei paesi scandinavi (Norvegia, Svezia e Danimarca), nei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), nonché in Irlanda, e ha un presenza importante in Polonia.

All'11 ottobre 2020, la rete di Couche-Tard comprendeva 9.261 negozi di alimentari in tutto il Nord America, inclusi 8.085 negozi con erogazione di carburante per il trasporto su strada. La sua rete nordamericana è composta da 18 unità operative, di cui 14 negli Stati Uniti che coprono 47 stati e 4 in Canada che coprono tutte le 10 province. Circa 109.000 persone sono impiegate in tutta la sua rete e negli uffici di servizio in Nord America.

In Europa, Couche-Tard gestisce un'ampia rete di vendita al dettaglio in Scandinavia, Irlanda, Polonia, Paesi Baltici e Russia attraverso 10 unità aziendali. A partire dall'11 ottobre 2020, la rete di Couche-Tard comprendeva 2.722 negozi, la maggior parte dei quali offre carburante per il trasporto su strada e prodotti pronti, mentre gli altri sono stazioni di rifornimento automatizzate senza personale che offrono solo carburante per il trasporto su strada. Couche-Tard offre anche altri prodotti, tra cui carburante per aviazione ed energia per motori stazionari. Includendo i dipendenti dei negozi in franchising di marca, circa 22.000 persone lavorano nella sua rete di vendita al dettaglio, nei terminali e negli uffici di servizio in tutta Europa.
Inoltre, in base ad accordi di licenza, più di 2.220 negozi sono gestiti con il banner Circle K in altri 15 paesi e territori (Cambogia, Egitto, Guam, Guatemala, Honduras, Hong Kong, Indonesia, Giamaica, Macao, Messico, Mongolia, Nuova Zelanda , Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Vietnam), che porta la rete totale mondiale a oltre 14.200 negozi.
(fonte Couche-Tard annuncio accordo per acquisto azioni Carrefour)
In evidenza

Walmart si unisce alla tendenza del eCommerce live streaming con TikTok

Walmart TikTok

Walmart investe molto in innovazione allo scopo di creare esperienze coinvolgenti per i suoi clienti. 

Nell’ultimo anno Walmart è stato molto impegnato sul fronte Social, dove ha continuato a far crescere la sua presenza creando post e sfide con specifici hashtag su tutte le principali piattaforme.

Su TikTok ha già oltre 551.000 followers e oltre 3 milioni di “mi piace” e pubblica costantemente contenuti. 

In collaborazione con questo social, Walmart a fine anno, ha creato il primo evento “live streaming di vendita” con TikTok negli Stati Uniti.

Cosa significa per i clienti? 

In un momento in cui il coronavirus ha portato un numero record di consumatori online anziché al centro commerciale, il live streaming sta riempiendo il vuoto sociale.

Durante il live streaming di Walmart, la comunità di TikTok ha potuto acquistare articoli di moda Walmart presenti nei contenuti di alcuni dei creatori più famosi dell’app direttamente dalla piattaforma.

I 10 creatori di TikTok, tra cui Michael Le ( @justmaiko ), un ballerino con 43 milioni di follower, hanno dato vita ad uno spettacolo chiamato “Holiday Shop-Along Spectacular”.

Gli artisti hanno condiviso le loro preferenze di moda ed hanno sfoggiato i look che possono essere trovati su Walmart e che erano immediatamente acquistabili sulla piattaforma. 

I marchi presentati includevano Champion, Jordache, Kendall + Kylie e marchi del distributore Walmart, tra cui Free Assembly, Scoop e Sofia Jeans.

Man mano che i prodotti venivano visualizzati sullo schermo, comparivano dei pin che i clienti potevano toccare per aggiungere l’articolo al loro carrello. 

I Clienti venivano quindi indirizzati a completare l’esperienza con un pagamento mobile. 

In alternativa, i clienti potevano scegliere di toccare un segnaposto del carrello alla fine dell’evento per esaminare tutti gli articoli presenti e selezionare ciò che desiderano acquistare.

“Siamo entusiasti di avere l’opportunità di essere in prima linea in questa innovazione in un live streaming shoppable – il primo su TikTok negli Stati Uniti” (dichiarano da Walmart)

“Questa attività ci offre un nuovo modo di interagire con i Clienti e raggiungere potenziali nuovi clienti… “

L’ eCommerce live streaming accorcia la distanza dall’ispirazione all’acquisto, rendendo più smart l’acquisto stesso.

Sono ormai molte le soluzioni che vanno in questa direzione e molte le aziende che utilizzano “presentazioni live” per la vendita di prodotti. 

In evidenza

NRF2021 quest’anno raddoppia

UN MONDO CHE OGNI SECONDO CAMBIA

RICHIEDE UN SECONDO SPETTACOLO

NRF2021 Banner

Il grande evento del Retail (Retail Big Show) che si svolge ogni anno a New York, organizzato dalla National Retail Federation (NRF), quest’anno raddoppia.

Uno spettacolo virtuale a Gennaio e uno spettacolo di persona a New York City a Giugno.

Da sempre il Retail Big Show è il luogo dove chi opera nel Retail può vedere le novità del settore, cogliere le prospettive, fare networking e valutare a quali cose dare maggiore attenzione. 

Ma oggi il mondo e il mondo della vendita al dettaglio, sono cambiati radicalmente. 

Per stare al passo con la nuova velocità del cambiamento diventa importante incontrarsi più spesso, prestare maggiore attenzione ed essere più “veloci”.

Ecco perché nel 2021, invece di avere un solo grande evento per il Retail, ne avremo due. 

Questo secondo evento a Giugno è anche una scommessa sulla ripresa e sul futuro dei vaccini e delle relazioni.

Gli appuntamenti quindi sono due, il primo sarà un grande network virtuale il secondo un expo che si spera rappresenti il momento della ripartenza per tutti.

NRF capitolo 1

PERCHÉ PARTECIPARE NRF 2021 – CAPITOLO 1 l’evento virtuale ?

icona decorativa

Conoscere la nuova piattaforma online di NRF che rende facile costruire solide partnership. SCOPRI DI PIÙ →

icona decorativa

Ascoltare esperti e visionari del settore Retail, per approfondire grandi temi e ascoltare le previsioni per il futuro SCOPRI DI PIÙ →

icona decorativa

Visionare le migliori soluzioni del settore per il futuro della vendita al dettaglio in un Expo virtuale. SCOPRI DI PIÙ →

icona decorativa

Porta a casa suggerimenti ed idee per trasformare l’attività ed aiutarti ad andare avanti con più sicurezza. SCOPRI DI PIÙ 

Tutto nell’attesa dell’evento di Giugno 2021

In evidenza

Proroga a data da destinarsi per la lotteria degli scontrini

Proroga Lotteria Scontrini

L’attesa di informazioni in merito alla “lotteria degli scontrini” ha trovato una risposta “parziale”.

Oggi si legge sul sito www.lotteriadegliscontrini.gov.it un comunicato che “rimanda a data da destinarsi la NUOVA DATA di inizio della lotteria degli scontrini

ECCO il comunicato:

Slitta di qualche settimana l’avvio della lotteria: lo schema di decreto mille proroghe affida la definizione della data di avvio a un provvedimento a doppia firma dei vertici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e dell’Agenzia delle entrate.

Chi vende avrà così qualche settimana in più per adeguare il software del registratore di cassa telematico e chi compra avrà più possibilità di partecipare alla lotteria.

dal Sito Lotteria degli scontrini del Governo
In evidenza

Lotteria degli scontrini spostata al 1 febbraio ?

Milleproroghe proroga anche la lotteria degli scontrini

Stando al SOLE 24 ORE nel decreto milleproroghe approvato d’urgenza nel Consiglio dei ministri del 23 dicembre è stata inserita una mini proroga della lotteria degli scontrini.

Al momento la partenza della lotteria degli scontrini sarebbe stata spostata al 1° febbraio 2021 così da concedere qualche settimana in più agli esercenti per adeguare i registratori di cassa.

In questa direzione va letta anche l’altro mini differimento al 1° marzo 2021 per il via alle segnalazioni al Fisco da parte dei contribuenti di quegli degli esercenti che non rilasceranno lo scontrino impedendo ai cittadini di partecipare alle estrazioni settimanali, mensili e annuali.

Non è escluso però che in queste ultime ore che separano il testo del decreto legge approvato il 23 dicembre in Cdm e il suo approdo sulla Gazzetta Ufficiale, ora fissato al 30 dicembre 2020, quel termine del 1° febbraio possa anche diventare 1° marzo 2021 e a seguire il via delle segnalazioni possa slittare ancora più avanti al 1° aprile 2021. 

Aggiornamento al 1 gennaio 2021: “posticipata a data da destinarsi l’inizio della lotteria degli scontrini”

vedi dettagli al link