Amazon show room temporanea a Milano

Siamo stati a visitare il primo pop-up store in Italia di Amazon.

Si tratta di un esposizione temporanea di prodotti presenti nell’offerta di Amazon, dove si può facilmente interagire e “toccare” questi prodotti ed avere informazioni su di essi.

Lo store si sviluppa su una superficie di “presentazione” di  circa 500 metri quadrati a Milano in via Dante 14  si tratta di fatto di due appartamenti arredati in stile Amazon.

Per la prima volta sarà possibile toccare con mano centinaia di prodotti delle numerose categorie presenti su Amazon.it: da quelli più innovativi e tecnologici di brand come Garmin e HP, a quelli per la casa e la cura della persona, come i prodotti di P&G.

A ogni articolo esposto sarà associato uno Smile Code tramite il quale sarà possibile avere informazioni sui prodotti direttamente dall’app di Amazon.

Per me è stata l’occasione di provare i dispositivi Amazon sopratutto gli speaker intelligenti Amazon Echo con integrato il servizio vocale Amazon Alexa e giocare un po’ con Alexa facendogli accendere le luci dell’albero di Natale, facendogli cambiare le luci dell’ambiente e selezionando musica, informazioni inerenti il tempo, ecc.

Erano presenti diverse aziende che offrivano supporto ed informazioni in merito ai loro prodotti tra cui Garmin, HP, P&G Oral B, Dash, Braun, Disney, Kena Mobile (che ha uno stand all’ingresso) , Lego, Microsoft, Asus, Huawei, Mediaset, Moulinex e Rowenta, Durex, Sony Mobile Communications, Sony Electronics, Sony Music, Sony Pictures e Sony Interactive Entertainment (PlayStation) … tra quelle che ho visto

Ho avuto la “sensazione” che un po’ di persone siano rimaste deluse, forse si aspettavano altro … io confermo che è stata un opportunità di “toccare” alcuni prodotti, ma niente di “emozionante”.

Annunci

La rivoluzione dello SmartPOS

Nexi alla XVIII Edizione del convegno annuale dell’Osservatorio Fedeltà “Il Loyalty Marketing nell’era dell’esperienza” presenta un unico strumento per tutti i sistemi di pagamento: carte di credito e debito, prepagate, carte contactless, mobile payment, Qr Code e buoni pasto e che, essendo aperto per ospitare altre applicazioni (non di pagamento 😊) allo stesso tempo può essere utilizzato anche come registratore di cassa, grazie all’integrazione con una stampante fiscale ed un software gestionale.

Inoltre Nexi ha realizzato un marketplace dove i produttori possono presentare ed i clienti possono scaricare applicazioni utili a migliorare e valorizzare la propria attività e che sono instancabili immediatamente sullo SmartPos. Da programmi per il food delivery al salta code, passando per software per la gestione del CRM e dei programmi di “loyalty” o di marketing di prossimità e relazione con il consumatore (Quicon).

Tutto questo apre a grandi opportunità per progetti che si svilupperanno attraverso il punto di pagamento e non più attraverso il punto cassa …

Potenzialmente gli 860.000 punti convenzionati e 1 milione e quattrocentomila POS bancari diventano Touch point aperti a progetti di relazione con il consumatore o di erogazione di servizi (Getyourbill)

in un prossimo post una presentazione delle APP già disponibili

Per maggiori info non esitare a contattarmi

L’esperienza alle casse è molto importante per i clienti

Uno studio di Forrester Research e Digimarc rileva che l’esperienza alle cassa ed il tempo di attesa per il pagamento sono molto importanti per i clienti e possono influenzare le decisioni di acquisto di quasi il 40% dei clienti che non sono fedeli ad un singolo punto vendita.

Lo studio ha rivelato che i tre fattori più importanti che influenzano la decisione del cliente nella scelta di un negozio sono:

  • prezzo
  • posizione
  • esperienza d’acquisto in cassa

Se per i primi due – prezzo e posizione – il dato era prevedibile, non appare così scontato che il terzo fattore d’importanza fosse l’esperienza in cassa (esperienza al Checkout).

Importante è notare come il 50% degli intervistati ha citato l’esperienza di Checkout come “molto importante” e un altro 35% l’ha citata come “importante“.

“I Clienti oggi hanno meno tempo per fare la spesa e vogliono che lo shopping sia un’esperienza facile e veloce“.

Secondo il rapporto, le lunghe code sono la ragione più comune per l’abbandono del carrello e dell’attività di shopping nel punto vendita.

Oltre la metà dei clienti è disposta a spostarsi altrove, per evitare le code alle casse…

Il rapporto si conclude con: “Forrester prevede che nei prossimi cinque anni lo shopping online sarà quasi il doppio, passando da $ 185 miliardi nel 2018 a $ 334 miliardi nel 2022. Per competere con la velocità e la convenienza dello shopping online, i retailer devono porre la massima attenzione a semplicità e velocità d’acquisto”

La mia esperienza mi porta a confermare la necessità di porre la massima attenzione all’esperienza di CheckOut dei Clienti, ed oltre a velocità e semplicità anche un po’ di ordine, pulizia, cordialità e simpatia aiutano a migliorare il valore percepito dal consumatore, visto che tutti i clienti alla fine passano nell’area di checkout

Amazon Go si espande a San Francisco, con un negozio aperto e un altro in fase di apertura.

Amazon Go è arrivata anche a San Francisco.

Questo è il sesto punto vendita ad aprire, dopo i tre nella città natale di Amazon a Seattle e due a Chicago (con l’annuncio di altri due in apertura).

Amazon ha annunciato anche un secondo negozio a San Francisco a 98 Post St. che verrà aperto quest’inverno.

A questo punto siamo a nove negozi Amazon Go aperti o annunciati da Amazon e c’è la conferma di una futura sede anche a New York City.

Appare evidente che dopo aver passato anni a sviluppare la tecnologia ed aver dedicato un altro anno a collaudarla con i dipendenti di Amazon, oggi ritengono la loro tecnologia sufficientemente affidabile da accelerare il ritmo dell’espansione di Amazon Go.

Alla fine di settembre è emerso che Amazon ha in programma di aprire fino a 3.000 posizioni Amazon Go entro il 2021.

Si conferma l’impianto complessivo delle tecnologie, mentre l’offerta si differenzia essenzialmente sulla presenza o assenza di un assortimento Grocery minimale, con esclusione delle birre ed i vini presenti SOLO nel primo punto vendita di Seattle, quest’ultima scelta dipende dalla necessità di controllare la vendita di prodotti alcolici ai non maggiorenni che richiede un maggior presidio dell’area interessata.

Ecco la mappa aggiornata ad oggi degli Amazon Go (in evidenza l’assortimento)

Seattle, WA siamo a 3 punti vendita aperti

map-block

7th & Blanchard

2131 7th Ave, Seattle, WA 98121
Open daily, 7AM–9PM.
Breakfast, Lunch, Dinner, Snacks, Grocery Essentials, Beer and Wine

 

map-block

5th & Marion

920 5th Ave, Seattle, WA 98104
Open Mon–Fri, 7AM–7PM. Closed Sat–Sun.
Breakfast, Lunch, Dinner, Snacks

 

map-block

300 Boren Ave N

300 Boren Ave N, Seattle, WA 98109
Open Mon–Fri, 7AM–9PM. Sat–Sun, 9AM–6PM.
Breakfast, Lunch, Dinner, Snacks, Grocery Essentials

Spacer

Chicago, IL due punti vendita aperti, due in apertura

map-block

113 S Franklin St

113 S Franklin St, Chicago, IL 60606
Mon–Fri, 7AM–8PM. Closed Sat–Sun.
Breakfast, Lunch, Dinner, Snacks

 

map-block

W Adams & S Clark

144 S Clark St, Ste 100, Chicago, IL 60603
Mon–Fri, 6AM–9PM. Closed Sat–Sun.
Breakfast, Lunch, Dinner, Snacks

 

coming-soon

Ogilvie Transpo Ctr

500 W Madison St, Chicago, IL 60661

 

 

coming-2019

Illinois Center   

111 E Wacker Dr, Chicago, IL 60601

Spacer

San Francisco, CA  un punto vendita aperto e uno in apertura

map-block

California & Battery

300 California Street, Ste 100, San Francisco, CA 94104
Mon–Fri, 7AM–9PM. Closed Sat–Sun.
Breakfast, Lunch, Dinner, Snacks, Grocery Essentials

 

coming-soon

Pagamenti senza contanti crescono ovunque, ma in Italia …

I pagamenti in contanti stanno diminuendo in tutto il mondo, con la Svezia che apre la strada verso una società quasi senza contanti.

Nel 2016, in Svezia ci sono state una media di 461,5 transazioni digitali a persona con un aumento del 13% in un solo anno.

Negli Stati Uniti, il numero di pagamenti non in contanti è aumentato del 5,2% nello stesso periodo, per raggiungere 459,6. In Italia in quel periodo eravamo a 43,1.

Il fattore chiave della crescita svedese dei pagamenti digitali risiede in una serie di iniziative per facilitare e sostenere una società senza contante. Da qui il grande successo delle app di pagamento online, come Swish, (creata nel 2012 da sette delle più grandi banche del paese) ed utilizzata da 6,33 milioni di persone in Svezia.

Da notare che l’85% dei cittadini svedesi ha accesso al servizio bancario online.

Curioso infine è che la Corea del Sud sia la terza nazione nella classifica del maggior utilizzo di pagamenti digitali dopo Svezia e Stati Uniti, seguita da Finlandia e Australia.

In Italia ? In Italia c’è ancora molto da fare … !!

L’Italia è aggrappata al contante, la liquidità scorre a fiumi senza lasciare tracce e ci pone davanti a problemi noti, come la tranciabilità del denaro, la gestione del contante (trasporto, conservazione e messa in sicurezza) e presenza di un’economia sommersa che sfugge al fisco.

L’Italia è il terzultimo Paese in Europa per utilizzo di pagamenti cashless.

Ma c’è di più: il contante in circolazione continua ad aumentare ed è tra i valori più alti dell’Eurozona in rapporto col Prodotto interno lordo.

Nel 2017, in Italia, solo il 14% dei pagamenti è stato effettuato in modalità cashless (quindi con carte di pagamento o attraverso strumenti di pagamento digitale).

L’86%, è stato effettuato con denaro in contante.

Nel solo periodo che va dal 2016 al 2017 il contante è aumentato del 3,8%, passando da 190,4 a 197,7 miliardi di euro.

Un aumento che si riflette sul rapporto fra denaro contante e Pil, che nel 2017 arriva a toccare il record storico dell’11,6% (la media Ue è del 10,1%). Una percentuale importante, che paragonata a quella della Svezia (dove il rapporto è all’1,5%) chiarisce in modo inequivocabile la situazione italiana ed il divario tra le due economie.

Peggio di tutti l’Ungheria, dove il rapporto contante/Pil è al 19,2%.

Aumentano i prelievi agli sportelli

Coerente con l’aumento del contante è quello relativo ai prelievi presso gli Atm.

L’Italia è il Paese dove la cifra di denaro prelevato agli sportelli fa registrare la crescita più alta nei 5 paesi europei definiti “big five” (Germania, Regno Unito, Italia, Francia e Spagna).

Nel nostro Paese infatti, dal 2008 al 2016, i prelievi sono aumentati dell’8,9%, passando da 97,9 a 193,6 miliardi di euro.

E le carte di pagamento ?

Siamo nelle retrovie (quartultimi prima di Grecia, Romania e Bulgaria) per utilizzo di carte di pagamento: nel 2016, come detto all’inizio di questo blog, sono state 43,1 le transazioni pro-capite effettuate con carta in Italia.

Quanto sono lontane Svezia e Danimarca !!! 

I pagamenti mobile ?
Unico dato interessante sono i 46 miliardi di euro spesi con le forme più innovative, dall’ecommerce al contactless fino al mobile pos: transazioni che oggi valgono il 21% dei pagamenti digitali contro il 15% del 2016.

Tra tutti cresce il pagamento nei negozi con il cellulare – quello che tecnicamente viene definito mobile proximity payment o mobile instore – arrivato a 70 milioni di euro di transato (10 milioni l’anno prima).

A trainare la crescita del servizio è stato l’arrivo di Apple Pay e Satispay

Mobile 3
(a destra Il pagamento di un biglietto Trenord con Satispay)

Satispay da sola rappresenta il 50% di questo settore, con transazioni per 35 milioni di euro.

Satispay, vanta un ottimo trend di diffusione e buone performance “Lo scontrino medio pagato con Satispay è di circa 18 euro, molto inferiore rispetto allo scontrino medio delle soluzioni basate sulle carte di credito, il che significa che le 2 milioni di transazioni in negozio che abbiamo gestito lo scorso anno rappresentano la gran parte dell’intero mercato italiano” ha commentato Alberto Dalmasso, co-founder e Ceo di Satispay.

Satispay inoltre amplia costantemente il portafoglio dei servizi e dei prodotti pagabili, vedi ad esempio i bollettini PA o lo scambio di soldi tra privati.

Satispay è l’unica società italiana a entrare nella lista“Fintech 250” 2018 stilata da CB Insights ,che raccoglie a livello mondiale le più prestigiose aziende impegnate nello sviluppo di una tecnologia finanziaria innovativa.

 

Il viaggiator goloso impara dall’online per rafforzare l’offline.

Oggi tutti sappiamo come crescono a dismisura la quantità dei dati a disposizione dei retailer ma la sfida è come sfruttarli ?

Dall’altra parte l’online sfrutta pesantemente i dati dei consumatori e ne sfrutta anche il coinvolgimento

Si dice che la sfida è l’omnichannel !!

Ovvero che i consumatori si aspettano di passare da un canale all’altro, online e offline in maniera fluida e ritrovare la stessa esperienza d’acquisto. Se questo è vero, bisogna che l’offline sfrutti, integri e utilizzi i dati come fa l’online e che “coinvolga” i consumatori in un grande mondo social anche offline.

Un esempio interessante viene dal Viaggiator Goloso (ancora Lui…)

Sul loro sito c’è un esplicito invito a votare i prodotti VG  e sono state pubblicate finora oltre 80.000 recensioni dei loro prodotti. Con Vota VG i consumatori esprimono la loro opinione su tutte le referenze del brand, assegnando a ciascun prodotto un punteggio da 1 a 5 stelle e lasciando un commento in cui descrivere liberamente la propria esperienza di gusto con i prodotti il Viaggiator Goloso. (non vi ricorda altre app ??😊)

download

Il numero di voti e il relativo punteggio medio ottenuto dalla referenza sono indicati su un’etichetta elettronica posta sullo scaffale a lato di quella del prezzo, nei punti vendita a insegna il Viaggiator Goloso (Milano Viale Belisario, Milano 3 Basiglio e Buccinasco). I commenti, inoltre, vengono riportati in alcune delle etichette elettroniche di maggiori dimensioni. Non oso immaginare l’aiuto al miglioramento dei prodotti che può generare questa iniziativa ed immagino la possibilità di estendere (anche con soluzioni meno onerose che le etichette elettroniche) queste informazioni in tutti i punti vendita dove sono presenti i loro prodotti.

Che dire Geniale !!

Quest’iniziativa è un perfetto esempio di virtuosa integrazione tra la presenza digitale dell’insegna e i punti vendita fisici – ha commentato Rossella Brenna, Direttore Vendite, Marketing e Comunicazione di Unes -. È la prima volta che ciò avviene nella GDO italiana. Le recensioni dei clienti influenzano positivamente gli acquisti di altri clienti, guidano lo sviluppo e il miglioramento dei prodotti, oltre a essere fonte di ispirazione per le nostre attività di comunicazione offline.”   Brava !!!!

 

Infine, non manca l’incentivo, a dimostrazione di quanto l’azienda creda in questo progetto, fino al 4 novembre 2018, i consumatori che voteranno i prodotti firmati il Viaggiator Goloso, potranno scaricare un buono sconto di 5 euro da utilizzare sulla spesa in uno dei 120 punti vendita diretti ad insegna U! Come tu mi vuoi, U2 Supermercato e il Viaggiator Goloso, oltre che negli ipermercati Iper, La grande i.

Che dire questo è “portare l’esperienza di acquisto tipica dell’online anche nell’offline… Complimenti !!

Quando un punto vendita potrà offrire le stesse esperienze d’acquisto dell’online sarà vincente perché comunque il contatto fisico e quello umano faranno da valore aggiunto.

Ringrazio Mario Gasbarrino per il favorevole commento

twitter.com/mgasbarrino/status/1054940714696613889

Grazie @roagnaandrea io non sarei riuscito a spiegare meglio il #VotaVG come ha fatto lei nel suo #blog

GDA entra nel Gruppo VéGè

Il Gruppo VéGé consolida la sua posizione nell’Italia Centro-Meridionale con l’adesione al proprio gruppo di GDA Orizzonti Holding della famiglia Di Carlo, importante, dinamico e storico gruppo commerciale del Centro Sud.

Fondata negli anni ’50 per iniziativa di Domenico Di Carlo, GDA S.p.A fa capo alla Orizzonti Holding S.p.A.
GDA e Orizzonti Holding rappresentano una straordinaria realtà multi canale che si estende dalla Basilicata, a buona parte della Campania e con presenza significativa in Abruzzo, Molise e Calabria ed avente punti vendita Iperstore, maxistore (IperFutura e Maxi Futura), supermercati EDLP – prezzo basso tutti i giorni (Conviene) negozi di prossimità (Pick Up) discount (Qui Discount) e cash & carry (Talento)
Il gruppo è particolarmente attento all’innovazione ed all’efficenza e questa collaborazione porterà sicuramente benefici ad entrambi.
Un grande augurio a Costantino Di Carlo a.d. del Gruppo GDA e gli ennesi complimenti a Giorgio Santambrogio.

Spreco Alimentare

In Italia, secondo i dati del Politecnico di Milano, ogni anno vengono prodotte circa 5,6 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari; di queste, solo l’8,6% è recuperato attraverso donazioni alle persone bisognose, mentre il resto diventa spreco.

Di queste i consumatori sono responsabili del 43%, la distribuzione del 13%, la ristorazione del 4%, la trasformazione del 3% e il settore primario del 37%.

Molte le cose da fare ad esempio:

• promuovere forme di sostegno a persone indigenti, attraverso il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari (prodotti non più commercializzabili ma ancora commestibili) ad enti assistenziali e caritativi;

• promuovere la riduzione in proporzione dei quantitativi di rifiuti prodotti e, di conseguenza, i relativi costi economici, sociali ed ambientali di smaltimento degli stessi;

• proporre meccanismi premiali (tra cui la riduzione della tariffa comunale sui rifiuti) a favore degli operatori economici che donano le proprie eccedenze, anziché destinarle a rifiuto;

• diffondere la cultura dell’importanza di ridurre lo spreco alimentare;

• comunicare e divulgare i risultati e le best practices che ne deriveranno.

La normativa italiana prevede una semplificazione burocratica per la donazione, fermo quanto già previsto nella legge di stabilità 2016 che ha innalzato da 5.000 a 15.000 Euro il limite di costo per l’esonero della comunicazione preventiva delle cessioni gratuite.

La legge del 2016 in sintesi:

Definizione di “spreco alimentare” e “eccedenza alimentare”:

“spreco alimentare” è l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare ancora consumabili, pertanto destinabili al consumo e che sarebbero destinati a essere smaltiti come rifiuti;

“eccedenze alimentari” sono i prodotti alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza, rimangono invenduti per varie cause (motivi commerciali/estetici, prodotti aventi scadenza ravvicinata, etc).

Cosa si prevede:

Al fine di ridurre lo spreco alimentare, la legge distingue il termine minimo di conservazione – inteso come la data fino alla quale un prodotto conserva le sue proprietà specifiche – dalla data di scadenza – oltre la quale gli alimenti sono considerati a rischio.

Fatta questa distinzione la cessione gratuita di eccedenze alimentari viene consentita anche oltre il temine minimo di conservazione, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio ed idonee condizioni di conservazione.

Deve essere infatti assicurato – sia da coloro che donano il prodotto, sia dalle organizzazioni che lo distribuiscono, per quanto di rispettiva competenza – un corretto stato di conservazione, trasporto, deposito ed utilizzo.

È consentita la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e la loro cessione a titolo gratuito; e per ridurre gli sprechi alimentari nel settore della ristorazione, è permesso ai clienti l’asporto dei propri avanzi con la ‘family bag’.

Le cessioni gratuite di eccedenze alimentari da parte degli operatori del settore alimentare devono essere destinate in via prioritaria al consumo degli indigenti, mentre le eccedenze non più idonee al consumo possono essere cedute per il sostegno vitale di animali e per altre destinazioni, come il compostaggio.

La cessione riguarda anche la panificazione, i cui prodotti finiti possono essere donati a soggetti che poi li distribuiscono agli indigenti entro le ventiquattro ore successive alla produzione.

La legge prevede anche che il Ministero della Salute potrà emanare linee guida per gli enti gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunità, al fine di prevenire e, comunque, ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti.

Sono infine previsti benefici fiscali per chi cede a titolo gratuito prodotti alimentari ad indigenti. Infatti per incentivare chi dona agli indigenti i Comuni  possono  applicare una riduzione della TARI proporzionata alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita ed oggetto della donazione

Altri ordinamenti hanno invece previsto obblighi e sanzioni contro i soggetti che non cedono gratuitamente le eccedenze alimentari agli indigenti; ad esempio la Francia prevede – oltre a specifici obblighi di cedere gratuitamente le eccedenze alimentari – gravi sanzioni, quali la reclusione fino ad anni due e multe fino a 75.000 € a seconda della superficie di vendita.

Per una lettura del testo di legge: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2

Migliorare si può, dobbiamo partire da ognuno di noi e dai nostri comportamenti e la distribuzione può fare molto per sensibilizzare e ridurre lo spreco alimentare e sono certo che i consumatori sapranno avere una maggiore attenzione verso le organizzazioni che mostreranno maggiore impegno sociale … e non auspico dover arrivare a comportamenti legislativi “forti” come in Francia.

Il Viaggiator Goloso festeggia ..

Il Viaggiator Goloso è la linea top di gamma di UNES, pensata per offrire, anche ai palati più esigenti, le migliori specialità grazie ad un’attenta selezione e ad una continua ricerca dei prodotti più genuini e golosi.

Da linea premium a vero e proprio Brand con negozi specifici e presenza in Amazon Prime

Il Viaggiator Goloso colleziona riscontri positivi dai consumatori, commenti positivi dagli addetti ai lavori e successi commerciali dal mercato

Scrive oggi Mario Gasbarrino Presidente e Amministratore delegato (CEO) presso u2 e unes supermercati “Mai così in alto!

La settimana scorsa #ilviaggiatorgoloso ha festeggiato i suoi primi 100 milioni di euro! Abbiamo superato anche il fatturato dell intero anno 2017! Un successo incredibile ed inimmaginabile fino a qualche tempo fa , che dimostra che , anche in tempi di profondi cambiamenti come quelli attuali , un altra strada è sempre possibile : basta volerlo e basta crederci !!!”

Non servono altri commenti solo due parole Complimenti Mario !!

(Fonti sito Unes e Mario Gasbarrino)

Amazon GO punta a 3.000 punti vendita entro il 2021.

La sfida di Amazon Go, i negozi senza check out ovvero senza casse, accelera e corre sempre più veloce.

Secondo le indiscrezioni di Bloomberg si prevedono 10 negozi entro la fine dell’anno (intanto siamo a 5), 50 entro il 2019 e poi 3.000 entro il 2021.

A questa velocità Amazon rischia di diventare la catena più diffusa negli Stati Uniti e diventerebbe anche il più significativo investimento nel retail, se si considera che le stime del solo hardware del primo punto vendita parlano di investimento di oltre un milione di dollari.

Ecco le location di Seattle, WA

Ecco le location Chicago, IL

Per le prossime aperture si parla di New York e di interesse per l’Europa .. con possibile sbarco in Inghilterra.

Ecco perché tutti i colossi dell’informatica e non solo, stanno facendo investimenti e ricerche in tecnologie simili a quelle utilizzate da Amazon Go.