In vista del lancio della Retail Technology Hot 100 List di RTIH (Retail Technology Innovation Hub), Vineta Bajaj (Group CFO di Holland & Barrett e membro della giuria) evidenzia un cambio di paradigma nelle proposte e nelle candidature pervenute alla commissione.

Cos’è la Retail Technology Hot 100 List
La Retail Technology Hot 100 List è una nuova iniziativa di RTIH pensata per individuare 100 aziende tecnologiche a livello globale che stanno avendo un impatto significativo sull’evoluzione del Retail.
La prima edizione sarà quella 2026, realizzata in partnership con 3D Cloud e uscirà a giorni.
La selezione parte da 150 aziende individuate dall’editor e fondatore di RTIH, Scott Thompson, osservando il mercato retail tech nei 12 mesi precedenti.
Il perimetro è molto ampio: negozio fisico, e-commerce, mobile, supply chain, pagamenti e più in generale omnicanalità.
La cosa interessante è il metodo di valutazione.
La giuria considera principalmente tre elementi:
- Retailer problem fit: quanto il problema risolto dalla tecnologia è realmente importante per i retailer;
- Production traction: presenza di implementazioni concrete presso retailer nel 2025-2026, non soltanto concept o sperimentazioni;
- Innovation and defensibility: livello di innovazione tecnologica e capacità della soluzione di costruire un vantaggio difendibile.
Alla valutazione della giuria viene inoltre affiancato un voto pubblico della community Retail Tech.
Da questi due contributi nasce la selezione finale delle 100 aziende. Tra i giudici figurano manager provenienti, tra gli altri, da Holland & Barrett, JD Sports, Walmart e Boots.
Non prevalgono soluzioni spettacolari ma poco scalabili; prevalgono soluzioni concrete.
Ed ecco che il messaggio di Vineta Bajaj rilasciato in anteprima alla pubblicazione della lista pone l’accento sul fatto che sia in atto un cambio di prospettiva.
Evidenzia Vineta Bajaj che dalle candidature di quest’anno si evince come la tecnologia più interessante non sia sempre la più visibile, ma quella che migliora davvero il retail.
Questo passaggio va dall’innovazione come spettacolo all’innovazione come infrastruttura operativa. (in precedenti selezioni si privilegiavano le soluzioni con effetto WOW che poi non trovavano applicazioni reali).
Così l’attenzione passa dalla visibilità agli processi pratici di funzionamento.
- AI → meno attenzione all’effetto demo, (meno chatbot) più applicazioni su stock, disponibilità prodotto e logistica.
- Dati → prima di scegliere il modello AI serve costruire una base informativa affidabile.
- Automazione → robotica e computer vision devono produrre risultati misurabili, non soltanto stupire.
- Vantaggio competitivo → non deriva dall’accesso ai modelli AI, sempre più diffusi, ma dalla qualità dei dati operativi proprietari.
- Agentic Commerce → interessante prospettiva, ma ancora da dimostrare su larga scala.
- Negozio fisico → non viene sostituito dalla tecnologia: diventa il luogo nel quale digitale, dati e automazione possono produrre efficienza e redditività.
Il punto più interessante per il retail
La vera trasformazione digitale del negozio avviene quando la tecnologia non è percepita come tecnologia.
Quando la tecnologia entra nei processi quotidiani, riduce attività manuali e migliora le decisioni o lo shopping per il cliente.
In questo senso, “boring wins” non significa tecnologia poco innovativa.
Significa tecnologia sufficientemente matura da risolvere problemi reali.
La tecnologia non dovrebbe essere giudicata per quanto impressiona durante una demo deve essere giudicata per la dimensione del problema che risolve e per il valore che genera nelle operazioni.

Perché secondo me è interessante da seguire questa “classifica”?
Non la leggerei semplicemente come una classifica delle “100 migliori aziende tecnologiche”.
È piuttosto una mappa delle tecnologie che RTIH considera più rilevanti in questo momento per il Retail.
Scorrendo già i 150 candidati si trovano realtà che lavorano su aree molto diverse: AI, computer vision, automazione, robotica, workforce management, pricing, supply chain, smart store, pagamenti, digital commerce e customer experience.
Nella shortlist iniziale compaiono, ad esempio, Simbe, Vusion, Hanshow, RELEX, Blue Yonder, AutoStore, Exotec, Zebra Technologies, OpenAI, Shopify, Salesforce, WorkJam e YOOBIC.
Per chi osserva l’innovazione nel punto vendita, può quindi essere particolarmente utile perché permette di capire quali problemi operativi stanno attirando maggiormente gli investimenti tecnologici e quali soluzioni stanno passando dalla sperimentazione all’utilizzo reale nei negozi.