Rent The Runway ovvero come noleggiare i vestiti online

Rent the Runway è un’azienda che attraverso un sito offre la possibilità di noleggiare vestiti per ogni occasione, in base al proprio abbonamento e di restituirli successivamente. Un servizio nato soprattutto per un pubblico femminile, che è diventato virale in alcune grandi città ed ha trovato anche imitazioni in giro per il mondo.

In questi giorni Rent the Runway ha ricevuto un nuovo round di finanziamenti di $ 125 milioni, segno che i fondi d’investimento credono nel futuro di questo business.

Rent the Runway ha ormai dieci anni e recentemente sta cercando di espandere la propria attività inserendo nel noleggio anche gli accessori. Ha inoltre annunciato una partnership con West Elm che consentirà agli abbonati di noleggiare “pacchetti” di cuscini, plaid e trapunte per i loro salotti e camere da letto.

rental-procedure-shop

Il servizio di Rent the Runway è pensato soprattutto per un target femminile e funziona in base a diversi abbonamenti: con 89 dollari al mese si possono noleggiare quattro abiti per 30 giorni (c’è oggi un Trial a 69 dollari), mentre pagandone 159 dollari non si hanno limiti di tempo e di cambi (anche per questo piano c’è una promo per due mesi attualmente attiva sul sito). È stata inserita anche la possibilità di affittare un singolo capo per 4 o 8 giorni a partire da 30 dollari. Il buon successo del business ha portato anche all’apertura di store fisici in cui è possibile provare i vestiti prima di noleggiarli.

STORES : Chicago ; NYC Flagship ; San Francisco ; Topanga ; Washington DC ;

Gli abiti restituiti vengono controllati, rammendati, puliti e disinfettati questo li rende riutilizzabili a lungo.

Nel Regno Unito l’idea è stata copiata da Girl Meets Dress, sito lanciato nel 2009 da una ex Pr nel mondo della moda. Il servizio è simile a Rent The Runway: in pratica si scelgono online i vestiti per un massimo di tre capi, si prenotato gli abiti per un periodo che va da due a sette giorni. Una volta ricevuti e provati, se vanno bene, vengono utilizzati e poi restituiti: la società fa pagare soltanto il servizio per l’abbigliamento effettivamente indossato, mentre il vestito che non viene usato può essere rispedito indietro senza alcun costo.

Rent 99

Anche in Italia esiste un servizio simile, creato nel 2014 da Drexcode, una boutique online di abiti griffati. In questo caso viene anche data la possibilità di prenotare una prova in anticipo del capo con un incentivo nel prezzo.

RENT DREXCODE

Milano invece nello store DressYouCan di corso di Porta Ticinese si possono provare i vestiti e affittarli per un’occasione speciale per tre giorni.

Rent 2

Jennifer Hyman and Jennifer Fleiss Co-founders, Rent the Runway

“Con un armadio illimitato, le donne possono esprimersi più liberamente e vestirsi per le incredibili vite che conducono, sia che si tratti di un look speciale per un grande evento o di abiti rotanti per tutti i giorni. Crediamo che il noleggio sia il futuro del vestirsi e stiamo solo iniziando …”  Jennifer Hyman and Jennifer Fleiss  Co-founders, Rent the Runway

… L’idea di “mettere a disposizione un armadio illimitato”, far provare gli abiti in uno store, permettere di renderli dopo l’uso (un singolo uso o un periodo …), gestire un guardaroba in affitto e scegliere abiti particolari per una serata creeranno nuovi stili di vita e di consumo … Andrea Roagna  

Annunci

Nel 2019 Amazon Prime avrà piu del 50% delle famiglie americane abbonate al suo servizio

Stando alle previsioni di eMarketer nel 2019, il 51,3% delle famiglie statunitensi saranno membri di Amazon Prime, ovvero circa 5,2 milioni di famiglie in più rispetto all’anno scorso.

Amazon Prime nel mondo aveva 95 milioni di abbonati ad Amazon Prime a giugno 2018 e mediamente 197 milioni di visitatori mensili  (dato del 2017) al suo sito.

Amazon Prime2.png

La crescita di Prime negli Stati Uniti sarà alimentata da famiglie a basso reddito e dai consumatori attratti dalle nuove offerte della piattaforma (Prime Video, Photo Prime, Prime Music, Twitch Prime, Prime Reading, Amazon Family, ecc.).

“I nuovi membri PRIME sono attratti dalla continua espansione delle categorie di prodotti offerti come Prime , come generi alimentari, abbigliamento e dalle nuove opzioni per il consumo dei media, come libri e videogiochi”, ha dichiarato Martín Utreras, vicepresidente delle previsioni di eMarketer.

Importanti sono anche le opzioni di pagamento mensile del servizio che servono a migliorarne la dilazione.

Tutto lo sforzo di Amazon verso i Clienti PRIME si spiega con la constatazione che i Clienti  Prime spendono in media 1.400 $ all’anno su Amazon contro i 600 $ dei Clienti non-Prime , secondo uno studio del CIRP di ottobre 2018.

 

Amazon Prime

 

Amazon detiene il 43% del mercato on-line negli Usa, secondo il quotidiano Le Monde e durante il Black Friday (e il Turkey 5, cinque giorni di vendite per Thanksgiving..) ha  consegnato 180 milioni di prodotti, negli USA.

Un terzo dei primi 50 articoli di queste vendite erano a marchio privato Amazon (tra i quali l’assistente Alexa). Questo ultimo dato la dice lunga sull’importanza anche per Amazon dei prodotti a Marchio.

 

Chiusure domenicali dei negozi … limitazioni per la grande distribuzione

I due partiti di governo, dopo dichiarazioni e trattative tra loro, hanno trovato un intesa sulla chiusura domenicale ed hanno presentato in commissione alla Camera il testo di base della proposta di legge in materia

Apertura domenicale 26 domeniche l’anno e 4 giorni tra quelli festivi … con esclusione per negozi di vicinato e centri storici.

Quindi, su tutto il territorio nazionale siamo alla possibilità di apertura una domenica su due per la grande distribuzione … 26 domeniche su 52.

Quattro le festività su dodici.

IMG_8581.JPG

Un compromesso che scongiura proposte peggiori ma che comunque va contro la tendenza alla liberalizzazione e riduce il servizio per i consumatori e strizza l’occhio al negozio di vicinato e del centro storico.

Per le zone turistiche, ovvero le località di montagna o marine, le regioni potranno decidere come distribuire o concentrare le 26 domeniche (ovvero le località turistiche saranno turistiche per metà anno … almeno in termini di servizi commerciali)

Ad esempio per una località marina le aperture potrebbero essere quelle dei 6 mesi estivi, da aprile fino a settembre, con beati saluti ai clienti dei restanti periodi (ovviamente fatta esclusione le deroghe).

Deroga anche per i centri storici e per i negozi di vicinato, cioè fuori dal centro storico. Ci sarà la possibilità di apertura per tutte le domeniche eccetto le festività.

Nei comuni fino a 10mila abitanti saranno aperti i negozi fino a 150 metri quadri.

Nei comuni con più di 10mila abitanti saranno aperti i negozi fino a 250 metri quadri.

img_8575

Saranno invece sempre aperte le rivendite di generi di monopolio, gli esercizi interni ai campeggi, ai villaggi e ai complessi turistici, gli esercizi di vendita al dettaglio situati nelle aree di servizio lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, marittime ed aeroportuali, le rivendite di giornali, le gelaterie e gastronomie, le rosticcerie e le pasticcerie, gli esercizi specializzati nella vendita di bevande, fiori, piante e articoli da giardinaggio, mobili, libri, dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette, opere d’arte, oggetti d’antiquariato, stampe, cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale, e anche le stazioni di servizio autostradali e le sale cinematografiche.

In caso di violazione delle nuove norme sono previste sanzioni amministrative che possono andare da 10mila a 60mila euro, con la possibilità di raddoppiare la multa in caso di recidiva.

I proventi delle multe saranno destinati al contrasto dell’abusivismo commerciale e ad azioni di promozione del decoro urbano.

Va tenuto presente che lo shopping domenicale, rappresenta il 10-20% delle vendite totali e per alcuni Centri Commerciali questo valore è molto superiore.

Le precedenti proposte di regolamentazione degli orari di apertura dei negozi avrebbero potuto provocare una perdita di vendite di circa 18,5 miliardi di euro (21,1 miliardi di dollari) per le reti di vendita al dettaglio (stime associazioni di categoria).

In un periodo di stagnazione come quello attuale, questo tipo di misura potrebbe portare ad un ulteriore minore spesa per consumi d’impulso e di vendite da parte dei Centri Commerciali, con quindi una maggiore disoccupazione, non so quanto compensabile dai negozi di vicinato.

Per molti è anche un grande regalo per Amazon e per i rivenditori online aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Staremo a vedere il percorso di questa proposta di legge in commissione…

Qui potete trovare i primi commenti al provvedimento https://www.mark-up.it/aperture-festive-26-domeniche-su-52-e-la-proposta-base-in-commissione/amp/?__twitter_impression=true

Per Giorgio Santambrogio è “un ritorno al medioevo”

https://www.linkedin.com/pulse/un-inconcepibile-ritorno-al-medioevo-giorgio-santambrogio

2 febbraio 2019 sospeso iter del provvedimento

“Prendiamoci il tempo che serve perché è un tema non di poco conto che andrà a impattare sullo stile di vita degli italiani. Del resto, è da cinque anni che si tenta di rimettere mano alla questione”.

con queste parole il relatore in commissione Attività produttive alla Camera del disegno di legge sulle chiusure domenicali informa che l’iter di approvazione è sospeso e si torna a sentire i diretti interessati …

Nell’ortofrutta sono gli alto-acquirenti a trainare il mercato.

Gli alto-acquirenti acquistano per il 70,8% frutta e verdura fresca sfusa, il rimanente lo acquistano confezionato (Fonte Nielsen).

Il lieve calo del comparto ortofrutticolo non confezionato (-5,5% 2018 vs. 2017) è dovuto ai 12 milioni di basso-acquirenti, che acquistano meno prodotti vegetali indipendentemente dal fatto che si tratti di prodotti confezionati o sfusi.

I basso-acquirenti, diversamente, solo nel 39,9% dei casi acquistano frutta non confezionata.

IMG_8592.JPG

Questo è quanto pubblicato nella nuova ricerca Nielsen riferita al comparto ortofrutticolo, che indaga le motivazioni e i comportamenti d’acquisto dei consumatori nei confronti dei prodotti sfusi rispetto a quelli preconfezionati (ortofrutta a peso variabile vs. a peso imposto) e pubblicata il 17 gennaio 2019.

La spesa media annua per l’ortofrutta nella GDO per nucleo famigliare si aggira intorno ai 315 euro, ripartita in circa 60 atti d’acquisto nei 365 giorni.

Chi sono gli alto-acquirenti ?

Gli alto-acquirenti ortofrutta fresca, ovvero i consumatori che acquistano quantità sopra la media di prodotti nel comparto, sono famiglie medio grandi, adulti e vivono soprattutto al Nord e nel Centro Italia.

Al contrario, i basso-acquirenti sono sovrallocati al Sud e sono soprattutto famiglie più giovani, o single. Entrambi hanno comunque una moderata disponibilità di reddito.

Quali sono le ragioni di scelta per i prodotti sfusi rispetto ai prodotti confezionati ?

La preferibilità e l’abitudinarietà di uno o dell’altro acquisto sono tendenzialmente determinate dal riconoscimento di specifiche proprietà distintive, quali ad esempio la freschezza del prodotto sfuso, oppure l’igienicità e la comodità del prodotto confezionato.

Data una percezione di tendenziale equivalenza a livello di qualità del prodotto, emerge che chi sceglie il peso variabile (lo sfuso) lo fa per risparmiare  e per avere un ridotto impatto ambientale, mentre chi sceglie il peso imposto cerca praticità e comodità (46% del campione).

Per il 38% degli intervistati i prodotti confezionati sono igienicamente più sicuri.

Nella ricerca di Nielsen, un italiano su quattro segnala di aver percepito un aumento dello spazio destinato all’ortofrutta confezionata all’interno dei punti vendita della GDO.

Inoltre, il 64% del campione, più di un italiano su due, dichiara di trovare nel comparto ortofrutticolo già confezionato la crescente offerta di servizio (e.g. frutta e verdura confezionate e pronte per essere cucinate) e il 57% sostiene di trovare porzioni/formati che si avvicinano a tutte le diverse esigenze di formato (frutta e verdura porzionate, pronte da consumare).

CEVQ5134.JPEG

Qual’è l’impatto della normativa dei sacchetti bio ?

La ricerca Nielsen affronta anche un altro tema “caldo”, l’uso esclusivo di plastica biodegradabile per i sacchettini “ultraleggeri” ed il loro pagamento.

Il 97% degli italiani sono a conoscenza della normativa (campione intervistato) e il 99% che la stessa preveda il pagamento dei sacchetti.

La normativa è percepita come obbligatoria senza un particolare impatto sull’immagine dell’insegna.

Gli alto-acquirenti di ortofrutta mostrano maggiore condivisione della normativa che prevede l’introduzione di sacchetti in bioplastica, in quanto la considerano un incentivo a comportamenti ambientalmente virtuosi (il 14% in più rispetto alla media degli italiani).

La percezione che questi sacchetti rendano frutta e verdura più care invece riguarda soprattutto i basso-acquirenti del comparto (7% in più vs media italiani).

Nessuno dei due gruppi di acquirenti (alto e basso), dichiara di aver cambiato le proprie abitudini di acquisto nell’ultimo anno.

La lettura di questo dato è che in realtà l’introduzione dei biosacchetti a pagamento non abbia affatto compromesso l’andamento del comparto, bensì che i 12 milioni di basso-acquirenti di prodotti ortofrutticoli siano già da tempo più orientati al peso imposto per motivi di praticità e risparmio.

Nel contesto di un Paese che si dichiara virtuoso e attento alle tematiche di sostenibilità ambientale (il 92% delle volte la base di acquirenti di ortofrutta si impegna nella raccolta differenziata, il 90% delle volte porta borse da casa nei negozi della GDO per evitare di sprecare i sacchetti usa e getta, etc.), le motivazioni che spingono le famiglie ad acquistare i prodotti sfusi sono principalmente quelle di evitare sprechi (25%) rispettare l’ambiente (20%) e risparmiare sul costo del prodotto (18%)

Il messaggio chiave (conclude la ricerca Nielsen) è quindi palesemente quello di lavorare sul miglioramento del servizio correlato al prodotto sfuso: dall’irrobustimento dei sacchetti bio (suggerita dal 69% del campione) alla diversificazione dei formati per permetterne il riciclo come sacchetti dei rifiuti organici (suggerita dal 64%), …

Da questa ricerca emergerebbe che lo spostamento di acquisti verso il “confezionato” a seguito dell’introduzione della normativa inerente il pagamento dei sacchetti non influisca direttamente sull’aumento dei consumi di ortofrutta confezionata, ma che sia il servizio e la praticità a spostare i consumi … 

NRF 2019 – Trend retail

Comincia l’ultimo giorno di NRF2019 che conferma tutti i trend che sono emersi negli ultimi tempi.

Nell’ultimo anno Amazon ha destato molta attenzione, tra l’altro, per le tecnologie di acquisto senza cassieri messe in funzione nei suoi negozi Amazon Go.

Questa modalità (checkout senza controlli) è di fatto già stata accettata come standard per le future esperienze di vendita al dettaglio, e si sviluppano molteplici tecnologie e soluzioni tendenti a tale risultato ( vedi TAP to Go, Casino per citarne alcuni) ed in NRF2019 ad esempio NCR presenta un suo prototipo di identificazione dei prodotti con telecamere avente lo stesso obiettivo.

Diversi gli stand che propongono sensori e telecamere (ancora in fase di perfezionamento) per l’identificazione dei comportamenti di acquisto e/o degli acquisti. (Farò post specifico sull’argomento)

Che sia la Shopping Experience centrale negli investimenti lo sottolinea anche l’accordo Microsoft e Walmart per l’utilizzo di Microsoft Azure e AI per aiutare Walmart a migliorare le esperienze in negozio. (In altro post parleremo anche del discorso fatto da Walmart domenica in apertura NRF2019)

In risposta a MicroSoft, SAP e Google Cloud hanno creato una partnership strategica simile che altri rivenditori potrebbero potenzialmente sfruttare, evidenziando che l’intero settore retail sta cercando di sfruttare le nuove tecnologie per migliorare e reinventare le esperienze di shopping al dettaglio per i propri clienti.

Vediamo allora quelli che potrebbero essere i trend principali secondo quanto emerge da NRF2019

Analytics e AI

La tendenza di archiviare ed analizzare tutti i dati possibili, raccogliendoli da ogni touch point ed integrandoli cresce sempre di più come cresce la costruzione di modelli AI sempre più evoluti.

Dall’utilizzo dei dati contestuali delle conversazioni di chatbot per creare chatbot ancora più intelligenti, all’apprendimento automatico generato dai sensori nella sezione di prodotti refrigerati del negozio di vicinato (per migliorare lo stoccaggio just-in-time di merci).

L’analisi in tempo reale con strumenti sempre più intelligenti e Smart, accoppiata con il potere del l’intelligenza artificiale è un tema enorme in NRF quest’anno.

I limiti per la maggior parte dei retailers saranno la loro capacità di raccogliere, elaborare, analizzare e agire sulla massa di dati a loro disposizione.

Questo è esattamente il motivo per cui i grandi player del cloud come Google, Microsoft, IBM e Amazon sono tutti in prima fila (anche come stand) ed al centro delle proposte di quest’anno.

Sono tutti lì per offrire il loro supporto e le loro tecnologie per aiutare ad abilitare l’intelligenza artificiale attraverso le loro rispettive soluzioni Cloud.

IoT

Siamo sempre a parlare di IOT.

Ormai sensori e i dati che creano sono fondamentali per migliorare sia la catena di fornitura al dettaglio che le esperienze di acquisto.

l’IoT è anche uno dei catalizzatori chiave per rendere le soluzioni di Analytics e di AI applicabili al mondo reale.

L’IoT è fondamentale per l’innovazione dell’esperienza del cliente

Uno degli annunci IoT dell’NRF di quest’anno è la partnership tra Kroger e Microsoft per due negozi pilota in Ohio e Washington dove sperimenteranno un nuovo concetto di RaaS (“Retail as a Service,” ) Utilizzeranno un sistema di scaffalature EDGE che combina l’IoT e diverse tecnologie per ridefinire l’esperienza di acquisto. (Anche di questo farò un post specifico)

Realtà aumentata e virtuale

La realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR) hanno diverse interpretazioni e diversi giudizi da parte degli operatori, mentre alcuni sono convinti del loro potenziale di trasformazione, (un italia penso alle sperimentazioni di Coop in tal senso) altri notano l’incapacità di entrambe le tecnologie di guidare una reale innovazione fuori dalle aree di nicchia come i giochi e le applicazioni industriali.

Dal mio punto di vista, tuttavia, nel Retail queste tecnologie sono destinate ad offrire grandi opportunità, diventando sempre più Smart e arricchite nei contenuti.

Personalizzare le scarpe, vedere come saranno i tuoi capelli, o vedere come apparirà un divano nel tuo salotto sono i tipici casi che AR e VR possono offrire.

L’opportunità di migliorare le esperienze dei clienti e creare valore senza massicci investimenti è sicuramente un opportunità per molti retailers

Omnichannel e Mobile:

Queste sono due tendenze che confluiscono e si supportano a vicenda.

Si parla di Omnichannel da anni, ma il lavoro da fare è ancora molto

Se guardiamo la realtà italiana le esperienze al dettaglio e di e-commerce sono state ancora un po ‘sconnesse.

L’idea di avere un unica modalità d’interfaccia con il consumatore, in tutti i touch point aziendali è ancora … lontana.

Costruire un sistema di esperienza del cliente end-to-end senza soluzione di continuità con software e processi tra loro molto diversi è un’impresa titanica.

Le tecnologie e le best practice si stanno evolvendo rapidamente e credo che il 2019 ci avvicinerà significativamente ai tipi di esperienze omnicanale senza soluzione di continuità che i rivenditori come Starbucks stanno proponendo.

Blockchain

C’è e c’è sempre e va menzionata

L’utilizzo nel quale più aziende investono è sicuramente quello della tracciabilità dei prodotti freschi

Un’idea che ha attirato già molti mesi fa la mia attenzione è stata il progetto di Carrefour e in questi giorni sto cercando di approfondire una partnership tra BLOCKv, CataBoom e Intel per utilizzare Blockchain e oggetti digitali gamificati per migliorare le esperienze di vendita al dettaglio.

La sintesi ? Tutte queste tecnologie continueranno a svilupparsi ed a convergere con unico obiettivo “trasformare ed arricchire l’esperienza di acquisto”.

Natale da record per Amazon

Amazon ha annunciato di aver superato ogni record di articoli ordinati a livello mondiale, nel periodo delle feste.

La società evidenzia sottolinea che tra gli articoli più venduti quest’anno, si trovano il nuovo Echo Dot, la serie L.O.L. Surprise! Glam Glitter per i giocattoli, capi Carhartt per gli articoli moda e cuffie senza fili Bose QuietComfort tra i prodotti di elettronica.

natale-record-amazon-alexa

Tra i prodotti di elettronica più venduti su Amazon.it, esclusi i dispositivi Amazon, si evidenziano: Apple AirPodsXiaomi Mi Band 3 (Wristband Activity Tracker Nero OLED, Senza Fili), Huawei P20 Lite (Smartphone FHD+ 64GB, Dual SIM, Nero) e Huawei Mediapad T3 (Tablet WiFi).

Jeff

Da Albert Heijn Tap To Go “nessun check-in e nessun check-out !”

In un precedente post ho parlato della spesa SLOW, oggi vi parlo dell’ultima frontiera della spesa FAST … si chiama “Tap to Go”

Albert Heijn ha introdotto il “tap to go”  in TRE punti vendita Albert Heijn To Go in Olanda.

Ahto goTap to go 3

Cos’è Tap to Go ?

Tap to Go è un ennesima “rivoluzione” nello shopping …

Si comincia scaricando l’applicazione di Albert Heijn e poi, usando una tessera associata al proprio account o direttamente lo smartphone, ci si avvicina ad un prodotto che si vuole acquistare e toccando l’etichetta elettronica del prezzo di quel prodotto (con la scheda apposita o col telefonino) l’acquisto è fatto.

Il costo del prodotto verrà detratto automaticamente dopo 10 minuti dal termine della spesa direttamente dal proprio conto, senza passare dalla cassa.

Due Albert Heijn To Go di Amsterdam sono stati i primi ad installare questa innovazione, dopo oltre un semestre di prova (da dicembre 2017) in un punto vendita pilota.

Queste i punti vendita attivi ad oggi:

Il General Manager di Albert Heijn To Go, Jan-Willem Dockheer ha dichiarato di voler portare il “tap to go” in tutte le 80 strutture AH To Go.

Questo uno dei filmati esemplificativi … il filmato spiega il funzionamento più di tante parole …

 

 

Da quello che si vede, per i Clienti, l’esperienza del “tap to go” appare semplice e veloce.

Vedono un oggetto che vogliono acquistare su uno scaffale, toccano con le loro carte sul cartellino sottostante, per confermare la scelta, afferrano l’oggetto e continuano a fare i loro acquisti. Il tag elettronico presente sull’etichetta elettronica, emette un segnale acustico e si illumina di un colore verde attorno ai bordi,  quando viene toccato. Ogni etichetta elettronica con tag ha il prezzo del prodotto e il codice a barre. Se il Cliente cambia idea, in merito all’acquisto di un articolo, può rimetterlo a posto , invertendo la procedura e toccando nuovamente il tag. Questa volta, essendo una restituzione, l’etichetta si illuminerà di un colore rosso attorno ai bordi, per confermare lo storno.

Ahold Delhaize tra l’altro possiedono Food Lion, Giant Martins, Giant Food, Hannaford, Peapod e Stop & Shop negli Stati Uniti. (2100 store)

Anche se la società non ha annunciato se o quando implementerà la tecnologia “tag to go” negli Stati Uniti, potrebbe essere questo uno dei prossimi passaggi per competere con Amazon Go sia in termini strategici che commerciali.

Come dicevo, Ahold Delhaize ha iniziato a testare la tecnologia fine 2017 in Olanda, la decisione di estendere ad altri due punti vendita il TAP TO GO, insieme ai suoi piani di espansione dichiarati del progetto stesso, indica che i test hanno avuto successo e per loro questa soluzione è “distribuibile”.

Son curioso di sapere le reazioni dei Clienti

images (1)

Tap to Go

Per questa soluzione si utilizzano etichette elettroniche con tag di comunicazione near-field (NFC) sugli scaffali (in questo caso Opticon). I tag NFC contengono piccoli microchip che possono essere letti dai dispositivi mobili. CM Group ha poi realizzato la parte software di gestione.

Questa soluzione fa parte di una crescente offerta di mercato di etichette elettroniche per lo scaffale dotate di NFC, mercato in forte espansione e che dovrebbe raggiungere 1,25 miliardi di dollari entro il 2024.

L’implementazione della tecnologia “tap to go” di Ahold Delhaize e i piani di espansione di Amazon Go chiariscono che lo shopping senza contanti è una sfida da pendersi molto sul serio.

Chi interessato all’argomento non esiti a contattarmi …