Negli ultimi anni i formati Express stanno guadagnando sempre più spazio nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) anche in Italia.
La strategia del format è chiara: una spesa veloce, di prossimità e con un’esperienza d’acquisto sempre più fluida.
È un’evoluzione che intercetta i nuovi stili di consumo. Vede nella tecnologia un abilitatore fondamentale.
Oggi non parliamo più solo di self-checkout o self-scanning, ma di autonomo store, di AI e di riassortimento, ecc.
L’intelligenza artificiale sta entrando concretamente nei negozi attraverso molteplici soluzioni, ad esempio le bilance intelligenti per l’ortofrutta, (Digi SM-6000 AI) capaci di riconoscere automaticamente i prodotti, velocizzare la pesatura, ridurre gli errori e rendere uno dei reparti tradizionalmente più “complessi” molto più semplice e intuitivo per il cliente (i clienti sembrano gradire molto questa semplificazione).

Ma è sufficiente introdurre nuove tecnologie per decretare il successo di un format?
Probabilmente no.
La vera sfida è costruire un modello organizzativo ed operativo sostenibile.
L’integrazione di bilance Ai richiede un lavoro progettuale di processo per educare il sistema e gestire le variabili dei prodotti dell’ortofrutta.
Più aumenta la tecnologia più è fondamentale che l’utilizzo della stessa sia inserito in un processo ed in un modello chiaro e semplice per il consumatore (ovvero che crei valore per l’utilizzatore)
Un punto vendita compatto richiede assortimenti estremamente mirati, una logistica precisa, rifornimenti frequenti e dati affidabili.
Le esperienze internazionali dimostrano che, quando uno di questi elementi non funziona, anche la migliore tecnologia perde gran parte del suo valore.
Lo stesso vale per l’automazione.
Liberare il personale dalle attività più ripetitive è un’opportunità, ma il tempo recuperato dovrebbe essere reinvestito nell’assistenza al cliente, nella cura del reparto e nella qualità dell’esperienza.
L’innovazione non dovrebbe allontanare le persone (i collaboratori) dal negozio, ma permettere loro di essere presenti dove fanno davvero la differenza.
La mia impressione è che il dibattito si concentri ancora troppo spesso sulle singole tecnologie, mentre il vero tema è la loro integrazione nei processi.
Nel Vicinato, l’AI e gli strumenti moderni non sono obiettivi in sé ma mezzi per costruire una relazione con i Clienti.
Inoltre, sono strumenti che devono lavorare insieme per creare un negozio più efficiente, insieme tra loro e con gli operatori del punto vendita.
Così, è più semplice da gestire e più piacevole da vivere da parte di tutti, clienti e collaboratori.
Il futuro della GDO non sarà determinato da chi installerà più tecnologia, ma da chi riuscirà a progettare un’esperienza in cui innovazione, organizzazione e fattore umano si rafforzino a vicenda.
E voi come la vedete?
L’AI nei negozi rappresenta soprattutto un’opportunità per migliorare il servizio oppure c’è il rischio che, senza una revisione dei processi, resti solo un’innovazione di facciata?
