Invio Telematico Corrispettivi pubblicata la circolare che spiega i termini del Decreto Crescita

Dal sito dell’agenzia delle Entrare (comunicato stampa ufficiale)

Logo Agenzia delle Entrate

Dal 1° luglio gli operatori Iva con volume d’affari superiore a 400mila euro che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi dovranno rilasciare al consumatore finale, al posto dello scontrino o della ricevuta fiscale, un documento con valenza solo commerciale memorizzando e trasmettendo i relativi dati all’Agenzia delle Entrate (articolo 17 del Dl n. 119/2018). In alternativa all’utilizzo dei registratori di cassa telematici, sarà possibile memorizzare e trasmettere alle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri tramite il nuovo servizio web dell’Agenzia, disponibile nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi. Questi dati, come spiega la Circolare 15/E, possono essere inviati all’Agenzia delle Entrate entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, come stabilito dal “Decreto crescita” (Dl n. 34/2019). Lo stesso decreto prevede che per i primi sei mesi dall’entrata in vigore del nuovo obbligo (1° luglio 2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a 400mila euro e 1° gennaio 2020 per tutti gli altri) non si applicano le sanzioni in caso di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Il nuovo servizio per i corrispettivi telematici – Il nuovo servizio è attivo all’interno dell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi e potrà essere utilizzato, oltre che da pc, anche tramite tablet e smartphone poiché la visualizzazione si adatta automaticamente al dispositivo in uso. Tramite la procedura web, i soggetti interessati potranno predisporre online un documento commerciale e allo stesso tempo memorizzare e inviare all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi di ogni singola operazione effettuata. Per accedere al sistema è possibile utilizzare le credenziali Spid (Sistema pubblico di identità digitale), dei servizi telematici Entratel e Fisconline o la Carta Nazionale dei Servizi (Cns). Una volta entrato, l’operatore Iva che effettua la cessione o prestazione dovrà verificare i suoi dati già precompilati e inserire i dati relativi all’operazione effettuata (quantità, descrizione, prezzo unitario e aliquota Iva) e la modalità di pagamento (denaro contante o elettronico). Il documento potrà, quindi, essere stampato e consegnato al cliente su carta oppure, se quest’ultimo è d’accordo, inviato via email o con altra modalità elettronica. Gli utenti potranno ricercare e visualizzare i documenti commerciali mediante una specifica funzionalità online messa a disposizione all’interno del portale Fatture e Corrispettivi. 

Più tempo per l’invio – La circolare spiega che, come stabilito dal Dl n. 34, gli operatori che non abbiano ancora la disponibilità di un registratore telematico potranno assolvere all’obbligo di trasmissione dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, senza incorrere in sanzioni, fermi restando i termini di liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto. Tale disposizione vale solo per i primi sei mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, che decorre dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a 400mila euro e dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti. Le modalità di trasmissione online dei dati dei corrispettivi giornalieri saranno definite da un prossimo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Roma, 29 giugno 2019

Il Web Assistant human to human

L’idea sviluppata e presentata da Kasanova, è un interessante assistente human to human, per guidare e consigliare il Cliente durante l’acquisto nel loro sito web offrendo sia supporto che una innovativa shopping Experience.

Di cosa si tratta ?

Web Assistant è un personal shopper, ovvero una persona vera, che accompagna il cliente del sito web, nel fare l’acquisto in un negozio reale Kasanova.

L’addetto è fornito di smart glasses, con telecamera incorporata e sistema audio integrato (Epson)

Questo apparato consente al visitatore del sito Web, di vedere il negozio da remoto, attraverso gli occhi del Web Assistant, ovvero della persona che “si muove nel negozio per Lui” e che al contempo interagisce con lui ascoltando le sue richieste vocali, rispondendo alle sue domande, dando consigli, mostrando i prodotti richiesti, fino all’inserimento degli articoli nel carrello per la consegna a domicilio.

Quali sono le differenze con una normale chat?

Ciò che diversifica questo servizio dalle comuni chat è proprio la possibilità di vedere da casa, attraverso il computer, in modalità live, ciò che si sta acquistando.

Di percorrere il punto vendita, di osservare i prodotti in tempo reale.

Inoltre non interagisci con un chatbot ma con una persona.

La telecamera incorporata agli smart glasses ha una qualità delle immagini elevata che offre una interessante esperienza visiva.

Con questo servizio Kasanova prova a portare tutto il negozio in casa del cliente.

Al fondo dell’articolo una presentazione video della soluzione.

Personalmente, durante il test, mi ha solo un po’ angosciato la promozione dedicata ai consumatori più rapidi: chi realizza gli acquisti in 10 minuti usufruirà di uno sconto del 5%, mentre chi sarà talmente veloce da terminarli in 5 disporrà di uno sconto del 10%…

Per ora il servizio è solo da Personal Computers ma presto dovrebbe arrivare la versione smartphone.

Il servizio web assistant è attivo tutta la settimana con i seguenti orari:

  • lunedì, martedì, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 19.30
  • mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.30
  • domenica dalle 10.30 alle 19.30.

Se il personale è tutto occupato … dovrai aspettare il tuo turno (come in negozio 😊)

Video esempio Personal Assistant Kasanova

Le differenze inventariali nel Retail

‪Il 20 Giugno 2019 è stato Pubblicato il Report 2019 delle differenze inventariali in Europa redatto da Crime-Tech per Checkpoint.

Le differenze inventariali costano ai retailer europei oltre 49 miliardi di euro all’anno il dato è riferito alle perdite registrate dalle aziende retail in 11 paesi: Belgio (BE), Germania (DE), Finlandia (FI), Francia (FR),Italia (IT), Olanda (NL), Polonia (PL), Russia (RU), Spagna (ES), Svezia (SE) e Regno Unito (UK).

Il report nasce da un approccio metodologico innovativo:

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approccio metodologico
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differenze inventariali per settore
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Le differenze inventariali nel #Retail in Italia segnano un 1,5% per ammanchi + 0,6% per spese in sicurezza: totale 2,1% del fatturato

Peggio di tutti la GDO a quota 2,6%

Interessante è analizzare i fattori che “influenzano” le differenze inventariali

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Come pure è interessante il focus delle principali cause e verificarne i loro trend, dove il comportamento “in cassa” del personale è in crescita (sia per annullo parziale e/o totale degli scontrini) che per comportamenti legati alla “tessera fedeltà” (passaggio della propria tessere e/o di quella di amici e/o parenti in caso di mancanza della tessera del cliente)

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I metodi più comuni di taccheggio sono:

• Il grab and run (“Afferra e corri”);

• La rimozione di tag ed etichette antitaccheggio,

• L’uso di booster bag, ovvero borse e borsette schermate che consentono ai prodotti
contrassegnati di non essere rilevati dai sistemi EAS tradizionali;

• Jammers, ovvero tecnologie che, sfruttando frequenze-radio, disturbano i segnali delle
barriere dei sistemi EAS ostacolando il loro funzionamento.

I furti e le frodi commesse dai dipendenti sono la seconda causa di perdite più frequente secondo le aziende del settore retail. Possono assumere varie forme, la più frequente delle quali è il furto/consumo di beni e l’appropriazione indebita di denaro dalla cassa.

Altri schemi più sofisticati di frode interna segnalati come emergenti dalle aziende sono:

• Uso improprio e fraudolento delle carte fedeltà o carte regalo;

• Rimborsi e resi falsi, ad esempio la creazione di un reso di merci fittizio in modo da incassare contanti o differenze di prezzo, a volte eseguito con la collusione di (falsi) clienti;

• Frodi tramite manipolazione dei prezzi, ad esempio con interventi nel sistema IT aziendale che cambino illecitamente i costi delle merci al fine di ottenere sconti per dipendenti o clienti collusi;

Furti ad opera di Fornitori

  • Oltre due terzi dei rivenditori ha riscontrato almeno un caso di furto o frode commesso dai fornitori.
  • In particolare, oltre il 75% delle aziende ha subito dei furti commessi da fornitori di servizi di logistica, pulizia e servizi di sicurezza.
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Per quanto sopra il 77% dei partecipanti effettua l’inventario o semestralmente (40,9%) o annualmente (36,4%).

Infine uno sguardo alle tecnologie messe in campo per contrastare il fenomeno

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fonte RSE2019





Corrispettivi elettronici … mancano gli strumenti telematici

A 16 giorni dall’inizio dell’obbligo dell’invio telematico dei corrispettivi la situazione di oggettiva difficoltà, derivante dal fatto che i produttori di registratori e stampanti di cassa omologati non sono in grado di soddisfare, entro il 1° luglio, tutte le domande provenienti da chi è soggetto all’obbligo della trasmissione dei corrispettivi è un dato di fatto.

Dopo l’incontro di lunedì 10 giugno 2019 nella quale alcuni sindacati di categoria e Comufficio hanno richiesto un rinvio della scadenza, l’attività parlamentare si è limitata a proporre una moratoria delle sanzioni di un mese “In sede di conversione in legge del decreto “crescita” (DL 34/2019), con un emendamento è stato proposto di introdurre una moratoria di un mese per la prima trasmissione dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, a condizione che ciò non determini conseguenze sulla liquidazione dell’IVA relativa al periodo».

Una moratoria delle sanzioni non sembra una soluzione sufficiente, a meno che, la proroga di sei mesi permetta una modalità “alternativa” di “invio” entro un mese dei corrispettivi …

Attendiamo sviluppi 😊

Ricordo che le sanzioni non sono piccole (art. 2 comma 6 del Dlgs 127/2015 che richiama gli articoli 6 e 12 del Dlgs 471/97) Ovvero «una sanzione pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non correttamente documentato» e «una sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da 3 giorni ad un mese qualora siano state contestate nel corso di un quinquennio quattro distinte violazioni».

Quanto sopra ravvisando che se si «continua a documentare le proprie operazioni con i vecchi registratori di cassa” ci sarebbe «un ostacolo all’attività di controllo dell’amministrazione»…

Il prodotto a marchio diventa marca e fa brand

È ormai chiaro che per Mario Gasbarrino il prodotto a marchio è al centro della relazione tra il retail ed i suoi clienti e tenderà a costruire un assortimento attorno ad un pilastro centrale fatto di prodotti selezionati con il marchio del distributore. Prodotti che diventano brand, escono dal punto vendita e costruiscono una relazione continuativa e duratura con il consuAttore …

“La grande fama di #italianità, ci dice che sta rinascendo una nuova opportunità per il Retail, di esportare un modello di #Retail estero, fatto di prodotti #autenticamente #italiani e a prezzi #accessibili” Mario Gasbarrino

Guarda la video intervista molto significativa

www.facebook.com/italianexportforum/videos/389428555003152

CONAD conferma l’acquisizione di gran parte della rete Auchan Retail Italia

Oggi la conferma che Conad (fonti varie tra cui Sole 24 ore), ha chiuso un accordo con Auchan Retail Italia per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia.

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Entrerà in Conad una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, disposti sul territorio italiano in modo complementare alla rete Conad.

Non sono compresi in questo accordo i supermercati gestiti da Auchan Retail in Sicilia e i drugstore Lillapois.

L’accordo prevede anche che i centri commerciali in cui sono situati i punti vendita di Auchan Retail Italia continueranno ad essere gestiti dalla società Ceetrus, che prosegue la propria attività in Italia.
L’acquisizione sarà condotta da Conad con il supporto di WRM Group, società specializzata nel real estate commerciale.

«Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad. Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani», ha dichiarato Francesco Pugliese, AD di Conad. fonte Ansa  

Adesso attendiamo le reazioni del mercato e degli alleati di Auchan Italia

Fujitsu EMEIA si riorganizza e lascia l’Italia

Fujitsu registra in EMEIA Markets (Europe,Middle East, India and Africa) un calo di marginalità ed ha messo a punto un piano per allineare il proprio business alle attuali tendenze di mercato che vanno verso i servizi e le soluzioni a valore aggiunto.

Il piano prevede di non avere più una presenza diretta in 19 Paesi (tra cui l’Italia) e tagliare circa 1100 dipendenti, delegando le attività ad organizzazioni indirette.

Questo in sintesi quanto emerge dal documento di Fujitsu inerente una profonda riorganizzazione della sua struttura EMEIA

In Italia significa che sono a rischio circa 190 tecnici e impiegati che lavorano nella progettazione, installazione e manutenzione di prodotti che vanno dai climatizzatori fino ai software e ai sistemi informatici. (Fonte sindacale)

La decisione, anticipata nei mesi scorsi ai rappresentanti del Comitato europeo è confermata nel comunicato ufficiale pubblicato in questi giorni

La presenza diretta di Fujitsu verrà concentrata nei Paesi considerati adatti a supportare la crescita, mentre negli altri avverrà una uscita graduale con passaggio al modello operativo indiretto, basato sulla rivendita di prodotti attraverso partner. ”

È l’ennesima dimostrazione che in assenza di una strategia industriale del sistema Paese – osserva Christian Gambarelli dirigente sindacale – le multinazionali, anche quelle tecnologiche come Fujitsu, scelgono di andarsene perché ritengono che il mercato italiano non sia più affidabile e credibile. È tempo che si costituisca un tavolo generale di crisi per il rilancio degli investimenti e per salvaguardare la presenza delle grandi società e delle professionalità del nostro Paese».

Il processo di riorganizzazione inizierà ad aprile e procederà gradualmente per fasi, con il management impegnato a concordare un piano di uscita al momento tutto da definire.

Lo scorso dicembre, su pressione dei sindacati, si era già svolto un incontro interlocutorio al ministero dello Sviluppo economico: ora è stato proclamato lo stato di agitazione ed è stata chiesta l’immediata attivazione del tavolo di crisi al ministero.

Allineare il business alle attuali tendenze” in sostanza Fujitsu intende trasformarsi in una “services-oriented company” e concentrarsi in particolare sulla crescita del business in questo senso.

A quanto pare non tutte le nazioni europee sono terreno fertile per questa crescita, e Fujitsu resterà solo in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera.
Non che in queste nazioni andrà tutto comunque bene. Anche qui, secondo diverse fonti, Fujitsu provvederà a contenere i costi riducendo il personale. La divisione Global Service Delivery non sarà coinvolta dalla riorganizzazione ed è attraverso questa che Fujitsu intende seguire i clienti internazionali.
Tra le nazioni “declassate” a non interessanti c’è in primo luogo l’Italia, ma anche Arabia Saudita, Repubblica Ceca, Grecia, Israele, Sudafrica e Turchia. L’azienda sottolinea tra l’altro che nella regione già l’80 percento dei prodotti venduti transita attraverso il canale dei partner.

https://www.fujitsu.com/emeia/about/resources/news/press-releases/2019/emeai-20190304-fujitsu-focuses-on-services-oriented-growth.html

Trader Joe’s e Costco superano Amazon nella soddisfazione del cliente

Il 26 febbraio 2019 è stato pubblicato l’American Customer Satisfaction Index, che intervista 300.000 clienti ogni anno per misurare la soddisfazione dei clienti in merito alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti da 400 aziende in 46 settori.

ACSI

Scende la soddisfazione complessiva dei clienti per il commercio al dettaglio, l’indice è in calo per il secondo anno consecutivo, scivolando dello 0,9% ed assestandosi ad un punteggio di 77,4 su una scala da 0 a 100,  (American Customer Satisfaction Index ACSI ®  – Rapporto vendite 2018 -2019).

Gli ultimi risultati del commercio al dettaglio statunitense secondo ACSI sono chiari: la soddisfazione del cliente è al di sotto della norma.

Tra le sei categorie, in cui è diviso il commercio al dettaglio, le stazioni di servizio sono le più colpite, con un calo del 2,6 percento assestandosi ad un punteggio ACSI di 74 su 100.

Sebbene i clienti preferiscano lo shopping online a tutti gli altri tipi di vendita al dettaglio, anche l’e-commerce mostra segni di cedimento, scendendo del 2,4 percento nell’ultimo anno.

“C’è un crollo nella soddisfazione del cliente in ogni categoria del settore retail”, afferma David Van Ammann, Managing Director presso l’ACSI.

Questo diffuso deterioramento della soddisfazione dei clienti al dettaglio è dovuto, almeno in parte, al deterioramento del servizio clienti.

Con una bassa disoccupazione tipicamente accompagnata da un maggiore turnover dei dipendenti, i Retailer devono trovare e formare nuovi dipendenti e affrontare la mancanza di personale, mettendo a dura prova il servizio clienti.

“Cose come la cortesia e la disponibilità del personale del negozio, il supporto del call center e persino la disponibilità di merce sugli scaffali hanno visto peggiorare il servizio dei retail nell’ultimo anno.”

Costco, non Amazon, governa il regno di internet retail

Costco

Internet rimane il metodo preferito di acquisto per i consumatori americani nonostante il calo del 2,4 percento dell’indice complessivo ACSI assestatosi ad una media di 80.

Costco è il nuovo leader dell’e-commerce e prende posto di Amazon con 83 punti sulla scala ACSI.

Costco si impone grazie al successo del suo marchio Kirkland che offre prodotti di qualità a un prezzo inferiore a quelli di mercato.

Da notare il livello di incidenza del private Brand complessivo di Costco.

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Dopo aver occupato il primo posto dal 2010, Amazon si ritira al secondo perdendo il 4% ed assestandosi all’82. Anche la crescita della sua attività al dettaglio risulta rallenta dopo l’acquisizione di Whole Foods.

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Amazon è in linea con la flessione di altri rivenditori online, eBay (in calo dell’1%), Overstock (in calo dell’1%) e Newegg (in calo del 4%), tutti scivolano ad un indice di 80. Meglio solo i piccoli che mediamente crescono dell 1%.

Insieme a Costco, per la prima volta ci sono 20 altre aziende nella categoria di vendita al dettaglio nell’indice e-commerce di ACSI. Tra le aziende debuttanti ci sono Etsy, Kohl’s, Nordstrom e Nike, con un indice di 81.

Target, Macy’s, Wayfair, Apple e HP Store entrano nella media del settore a 80.

Dell segue a 79 Walmart e Sears sono  al fondo della categoria e-commerce con indici a 74 e 73.

Trader Joe e Wegmans si muovono tra i supermercati

Mentre la soddisfazione dei clienti nei supermercati affonda di un altro 1,3 % a un punteggio ACSI medio di 78, due società fanno passi da gigante: Trader Joe’s e Wegmans.

Trader Joe’s sale dall’1% ad un indice di 86, diventando così il numero uno tra i supermercati e tutti i rivenditori, incluso l’e-commerce. Il miglioramento dell’1 percento di Wegmans gli dà un punteggio ACSI di 85.

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Publix cede il 2% e si assesta con Aldi (invariato) a 84. Costco rimane stabile con un punteggio di 83, ma la maggior parte delle altre grandi catene vacillano. HEB fa scivolare l’1% a 82, e il Sam’s Club (Walmart) scende del 2% a 80.

Whole Foods affonda dal 2% al 79 nonostante l’acquisizione da parte di Amazon.

Walmart continua ad essere in fondo alla classifica, perdendo un altro 1 percento e fermandosi a 72.

L Brands ottiene successo anno dopo anno; ancora leader tra i negozi specializzati

L Brands (Victoria’s Secret, PINK, Bath & Body Works), che ha raggiunto il suo massimo storico l’anno prima, precipita del 4% all’82, ma rimane il leader della categoria.

Ulta Beauty e Sephora fanno il loro debutto ACSI quest’anno. Il primo ha un leggero vantaggio posizionandosi ad 80 rispetto a 79, con Ulta che mostra un vantaggio sia per la qualità che per il valore delle sue offerte di prodotti.

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NOTE:
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Costco è da alcuni operativo anche in Europa: dopo la Gran Bretagna, dove ha oltre 30 punti vendita, e la Spagna, il gigante Usa – secondo gruppo distributivo mondiale, dopo Walmart, con 115 miliardi di dollari di fatturato – ha aperto il suo primo megastore francese a Villebon-su-Yvette (Essonne), a 25 chilometri da Parigi.

Costco è un wholesale club, cioè un ingrosso aperto ai privati, al quale si accede pagando un abbonamento di 36 euro l’anno (cifra dell’anno scorso in Francia).

Il programma “francese” è di 15 aperture entro il 2027, di cui almeno un terzo nei dintorni della capitale.

L’offerta commerciale, mischia le marche industriali alla private label Kirkland Signature, le categorie spaziano molto anche sul non-food: articoli sportivi, informatica, giocattoli, gioielleria e orologeria, libri, prodotti per ufficio, tabacco, cura auto (negli Stati Uniti organizzano viaggi e molteplici servizi).
Da qualche tempo si parla di un interesse di Costco anche per l’Italia.

NRF19: Walmart e l’innovazione tecnologica

NRF19 si è aperto domenica mattina con le risposte di Jeremy King, vicepresidente esecutivo e CTO di Walmart, alle domande di Sara Castellanos, reporter del CIO Journal di The Wall Street Journal.

Jeremy King ha parlato di tutti i temi caldi per il mondo del retail (in chiave tecnologica) blockchain, robot, apprendimento automatico, realtà virtuale, servizi cloud, migliore esperienza del cliente, software open source, connettività del negozio, Black Friday, competizione con Amazon, ecc.

Non ha nascosto la forte attenzione a quanto fatto da Amazon con Amazon Go ed il suo personale interesse alla computer vision.

Nell’intervista King ha raccontato di Walmart come di un gigante non solo nelle vendite al dettaglio, ma anche nell’innovazione tecnologica e nella trasformazione dall’interno verso l’esterno dei suoi processi.

Secondo IDC, Walmart è il terzo più grande spender IT in tutto il mondo, dietro solo Amazon e Alphabet.

Nell’ultimo anno, il team tecnologico di Walmart è cresciuto di circa 1.700 persone “e tenteremo di aggiungere altri 2.000 persone alla mia organizzazione“, ha detto King.

La divisione tecnologica dell’azienda sta attualmente assumendo un “Principal Data Scientist / COMPUTER VISION Engineer”, secondo un programma di lavoro che è iniziato ad ottobre.

“La divisione tecnologia di Walmart spiega King, è alla ricerca di ingegneri che vogliamo unirsi al nostro team che ha come obiettivo la realizzazione di funzionalità di computer vision in grado di aumentare i ricavi, ridurre i costi e promuovere un’esperienza di acquisto differenziata per 200 milioni di clienti alla settimana”.

Il lavoro si svolgerà presso il centro di innovazione tecnologica di Walmart appositamente nato per la ricerca basata su Computer Vision e Machine learning e che il vice direttore della modernizzazione tecnologica Chris Enslin, ha annunciato alla conferenza Blueprint di VentureBeat.

Il forte interesse all’innovazione si percepisce anche dalla presenza di esperti Walmart un po’ ovunque si parli o ci sia tecnologia innovativa ed oggi, ultimo giorno di fiera, girando per gli stand mi è capitato d’incontrare persone di Walmart in Pricer (proprio a parlare di rilevamento degli articoli a scaffale con telecamere e A.I.) Google e Microsoft …

Tornando a King, domenica ha raccontato che negli ultimi due anni Walmart ha diviso la sua organizzazione tecnologica in due ovvero CTO e CIO

L’idea è stata quella di focalizzare una parte dell’organizzazione tecnologica sul lato interno del business e l’altra parte sul lato esterno ovvero il mercato retail.

“I clienti, ovviamente, non hanno la percezione della differenza tra Walmart.com e un negozio Walmart”

L’integrazione ha reso tutto più facile non solo da un punto di vista organizzativo, ma ha reso tangibile il fatto che siamo concentrati sui nostri clienti…

A proposito di omnichannel, ad esempio, King ha sottolineato come un cliente che utilizza Walmart Pay in-store, deve, nello stesso modo, utilizzarla su Walmart.com.

Ma, in azienda si ha anche una vista unica sia per i team di e-commerce che per i team in-store.

King ha parlato del successo dell’azienda in termini di risoluzione dei problemi del cliente; ad esempio, il lancio di resi per articoli di terzi venduti attraverso il proprio marketplace online.

Questo è stato “integrato completamente nel negozio”, in modo che i clienti possano far spedire i prodotti da noi o ricevere un’etichetta stampata per farlo da soli.

Walmart ha investito molto nel Machine Learning cogliendo buoni risultati, ad esempio, nei processi di riordino.

Infine, Walmart sperimenta la realtà virtuale, ha internet ad alta velocità in 80 negozi e c’è un nuovo sistema di robot per lo scarico della merce, che contribuisce a scarica le casse e aiuta a ordinare gli oggetti sui pallet per ottenere che arrivino sugli scaffali più rapidamente.

Ciò funziona in combinazione con un robot che scansiona gli scaffali e si accorge quando la disponibilità di merce è bassa ed avverte affinché possa essere fatto immediatamente il rifornimento.

“Parlo sempre con la gente, che mi da un sacco di idee è di fronte a grandi idee chiedo … Ora, come la adatto a 5.000 negozi?'”

Infine King ha sottolineato che Walmart nel 2017 e nel 2018, ha testato un programma denominato “Scan & Go” in 125 negozi.

Il programma consente ai clienti di utilizzare uno smartphone o un dispositivo portatile per scannerizzare gli articoli senza andare in cassa.

King, in questa sede, ha annunciato che questo programma è stato abbandonato, per poca adozione da parte dei clienti ed errori del sistema.

Una bella finestra su un leader non solo commerciale ma anche tecnologico …

NRF 2019 – Trend retail

Comincia l’ultimo giorno di NRF2019 che conferma tutti i trend che sono emersi negli ultimi tempi.

Nell’ultimo anno Amazon ha destato molta attenzione, tra l’altro, per le tecnologie di acquisto senza cassieri messe in funzione nei suoi negozi Amazon Go.

Questa modalità (checkout senza controlli) è di fatto già stata accettata come standard per le future esperienze di vendita al dettaglio, e si sviluppano molteplici tecnologie e soluzioni tendenti a tale risultato ( vedi TAP to Go, Casino per citarne alcuni) ed in NRF2019 ad esempio NCR presenta un suo prototipo di identificazione dei prodotti con telecamere avente lo stesso obiettivo.

Diversi gli stand che propongono sensori e telecamere (ancora in fase di perfezionamento) per l’identificazione dei comportamenti di acquisto e/o degli acquisti. (Farò post specifico sull’argomento)

Che sia la Shopping Experience centrale negli investimenti lo sottolinea anche l’accordo Microsoft e Walmart per l’utilizzo di Microsoft Azure e AI per aiutare Walmart a migliorare le esperienze in negozio. (In altro post parleremo anche del discorso fatto da Walmart domenica in apertura NRF2019)

In risposta a MicroSoft, SAP e Google Cloud hanno creato una partnership strategica simile che altri rivenditori potrebbero potenzialmente sfruttare, evidenziando che l’intero settore retail sta cercando di sfruttare le nuove tecnologie per migliorare e reinventare le esperienze di shopping al dettaglio per i propri clienti.

Vediamo allora quelli che potrebbero essere i trend principali secondo quanto emerge da NRF2019

Analytics e AI

La tendenza di archiviare ed analizzare tutti i dati possibili, raccogliendoli da ogni touch point ed integrandoli cresce sempre di più come cresce la costruzione di modelli AI sempre più evoluti.

Dall’utilizzo dei dati contestuali delle conversazioni di chatbot per creare chatbot ancora più intelligenti, all’apprendimento automatico generato dai sensori nella sezione di prodotti refrigerati del negozio di vicinato (per migliorare lo stoccaggio just-in-time di merci).

L’analisi in tempo reale con strumenti sempre più intelligenti e Smart, accoppiata con il potere del l’intelligenza artificiale è un tema enorme in NRF quest’anno.

I limiti per la maggior parte dei retailers saranno la loro capacità di raccogliere, elaborare, analizzare e agire sulla massa di dati a loro disposizione.

Questo è esattamente il motivo per cui i grandi player del cloud come Google, Microsoft, IBM e Amazon sono tutti in prima fila (anche come stand) ed al centro delle proposte di quest’anno.

Sono tutti lì per offrire il loro supporto e le loro tecnologie per aiutare ad abilitare l’intelligenza artificiale attraverso le loro rispettive soluzioni Cloud.

IoT

Siamo sempre a parlare di IOT.

Ormai sensori e i dati che creano sono fondamentali per migliorare sia la catena di fornitura al dettaglio che le esperienze di acquisto.

l’IoT è anche uno dei catalizzatori chiave per rendere le soluzioni di Analytics e di AI applicabili al mondo reale.

L’IoT è fondamentale per l’innovazione dell’esperienza del cliente

Uno degli annunci IoT dell’NRF di quest’anno è la partnership tra Kroger e Microsoft per due negozi pilota in Ohio e Washington dove sperimenteranno un nuovo concetto di RaaS (“Retail as a Service,” ) Utilizzeranno un sistema di scaffalature EDGE che combina l’IoT e diverse tecnologie per ridefinire l’esperienza di acquisto. (Anche di questo farò un post specifico)

Realtà aumentata e virtuale

La realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR) hanno diverse interpretazioni e diversi giudizi da parte degli operatori, mentre alcuni sono convinti del loro potenziale di trasformazione, (un italia penso alle sperimentazioni di Coop in tal senso) altri notano l’incapacità di entrambe le tecnologie di guidare una reale innovazione fuori dalle aree di nicchia come i giochi e le applicazioni industriali.

Dal mio punto di vista, tuttavia, nel Retail queste tecnologie sono destinate ad offrire grandi opportunità, diventando sempre più Smart e arricchite nei contenuti.

Personalizzare le scarpe, vedere come saranno i tuoi capelli, o vedere come apparirà un divano nel tuo salotto sono i tipici casi che AR e VR possono offrire.

L’opportunità di migliorare le esperienze dei clienti e creare valore senza massicci investimenti è sicuramente un opportunità per molti retailers

Omnichannel e Mobile:

Queste sono due tendenze che confluiscono e si supportano a vicenda.

Si parla di Omnichannel da anni, ma il lavoro da fare è ancora molto

Se guardiamo la realtà italiana le esperienze al dettaglio e di e-commerce sono state ancora un po ‘sconnesse.

L’idea di avere un unica modalità d’interfaccia con il consumatore, in tutti i touch point aziendali è ancora … lontana.

Costruire un sistema di esperienza del cliente end-to-end senza soluzione di continuità con software e processi tra loro molto diversi è un’impresa titanica.

Le tecnologie e le best practice si stanno evolvendo rapidamente e credo che il 2019 ci avvicinerà significativamente ai tipi di esperienze omnicanale senza soluzione di continuità che i rivenditori come Starbucks stanno proponendo.

Blockchain

C’è e c’è sempre e va menzionata

L’utilizzo nel quale più aziende investono è sicuramente quello della tracciabilità dei prodotti freschi

Un’idea che ha attirato già molti mesi fa la mia attenzione è stata il progetto di Carrefour e in questi giorni sto cercando di approfondire una partnership tra BLOCKv, CataBoom e Intel per utilizzare Blockchain e oggetti digitali gamificati per migliorare le esperienze di vendita al dettaglio.

La sintesi ? Tutte queste tecnologie continueranno a svilupparsi ed a convergere con unico obiettivo “trasformare ed arricchire l’esperienza di acquisto”.