Chiusura domenicale: ma i clienti cosa vogliono?

Ogni volta che si parla di chiusura domenicale dei negozi, il dibattito si divide subito.

Da una parte il tema dei lavoratori, dei turni e della qualità della vita.

Dall’altra quello della competitività e del servizio.

Ma nel mezzo c’è una domanda che spesso resta sullo sfondo:

Cosa rappresenta davvero la domenica per il cliente?

Vediamo di fare un analisi dei dati della ricerca pubblicata da YouGov Italia

elaborazione fatta con AI – Chatgpt

La domenica non è il giorno principale della spesa

Contrariamente a quanto si pensa, la domenica non è il giorno più importante per gli acquisti.

Gli italiani continuano a fare la spesa soprattutto:

  • il sabato
  • il venerdì

Solo circa un quinto delle famiglie dichiara di fare abitualmente la spesa di domenica.

Questo significa che non è il giorno che regge il sistema.

Ma non significa nemmeno che sia irrilevante!.

Report tratto dalla ricerca di YouGov

Quando il cliente entra la domenica, compra di più

La domenica ha una caratteristica interessante: meno persone entrano nei negozi, ma chi entra spende di più.

Lo scontrino medio è più alto rispetto alla media della settimana.

Perché?

Probabilmente perché la domenica la spesa non è fatta di corsa.

Spesso la spesa domenicale è più pianificata, più completa, più tranquilla.

Sarebbe interessante valutare se anche la marginalità migliora, visto che è una spesa più “ragionata” e “tranquilla”

Report tratto dalla ricerca di YouGov

La spesa della domenica è spesso una spesa “di famiglia”

Un dato racconta bene questa differenza: la presenza di bambini negli acquisti domenicali è molto più alta rispetto agli altri giorni.

La domenica diventa quasi un momento familiare.

Non solo un atto funzionale, ma un’attività fatta insieme, con più tempo e meno fretta.

Qualche riflessione (in chiave cliente) va fatta anche su questo dato.

E magari costruirne una “offerta” per questa tipologia di Cliente

Per molti clienti è ormai una comodità acquisita

Chi fa la spesa la domenica lo fa soprattutto per due motivi molto semplici:

  • perché ha più tempo libero
  • perché è entrata nella routine settimanale

Non è quindi una scelta ideologica.

È una questione di organizzazione della vita quotidiana.

Per alcune famiglie la domenica è l’unico momento davvero libero della settimana.

Ma non tutti la vogliono

Allo stesso tempo una larga parte degli italiani non fa la spesa la domenica.

Le motivazioni sono altrettanto semplici:

  • preferiscono farla in un altro giorno
  • vogliono dedicare la domenica al riposo
  • non ne sentono il bisogno

Questo significa che il comportamento dei clienti non è uniforme.

Il dato cambia a seconda delle insegne

Forse il dibattito è troppo rigido

Il rischio del dibattito sulla chiusura domenicale è ridurre tutto a due posizioni opposte:

  • sempre aperti
  • sempre chiusi

Ma il comportamento dei clienti è molto più sfumato.

Per alcuni la domenica è un servizio utile.
Per altri non cambia nulla.

La domanda vera potrebbe essere

La vera questione forse non è se i negozi debbano stare aperti o chiusi.

La vera domanda è:

quanto valore percepisce davvero il MIO cliente nella spesa domenicale?

Per alcuni è una comodità.
Per altri è irrilevante.

Capire questo equilibrio sarà probabilmente una delle sfide più interessanti per il retail nei prossimi anni.

SI potrebbero avere comportamenti DIVERSI a seconda dell’insegna, della mission e del rapporto che ogni insegna ha o potrebbe costruire verso i propri Clienti.

L’istituto di ricerca suggerisce che la questione non sia solo un tema etico o sindacale riguardo ai diritti dei lavoratori, ma un fenomeno strategico legato alle nuove dinamiche del consumo: in un mercato “on demand”, la domenica diventa un servizio di fatto incorporato nelle abitudini di acquisto, e i servizi una volta interiorizzati sono difficili da abbandonare semplicemente tramite decreto.

Cosa ne pensa Federdistribuzione

Il presidente Carlo Alberto Buttarelli ha definito l’ipotesi di chiusura:

“antistorica e disastrosa”.

Secondo Federdistribuzione limitare le aperture potrebbe destabilizzare un sistema complesso come quello dei centri commerciali e avere ricadute su occupazione e fatturato.

Alessandro Revello (Dimar – Selex)

Secondo il manager della distribuzione:

la chiusura domenicale sarebbe “difficilmente sostenibile dal punto di vista competitivo”.

Il motivo è semplice: i clienti hanno ormai interiorizzato l’apertura domenicale e molti formati commerciali hanno costruito l’offerta proprio su questa disponibilità.

Il fronte di chi riapre il tema della chiusura

Nel mondo cooperativo e tra alcune imprese del retail si è invece riaperto il confronto sulla possibilità di ridurre le aperture.

Secondo alcuni operatori della distribuzione:

  • la chiusura potrebbe ridurre i costi operativi
  • migliorare la produttività
  • alleggerire l’organizzazione del lavoro

Le motivazioni principali sono molto pragmatiche:

  • più tempo libero
  • organizzazione familiare della settimana
  • routine consolidata.

Chi propone di ridurle

  • costi operativi elevati
  • organizzazione del lavoro più sostenibile
  • possibilità di redistribuire i consumi negli altri giorni

Il dibattito su LinkedIn: cosa dicono i manager del retail sulla chiusura domenicale

Negli ultimi mesi il tema della chiusura domenicale è tornato molto discusso su LinkedIn tra manager della GDO, consulenti retail e professionisti del settore.

Le posizioni sono molto diverse.

Ecco alcune delle affermazioni più rappresentative emerse nel dibattito.

“I clienti si abituerebbero in fretta”

Alcuni professionisti del retail sostengono che la chiusura domenicale non sarebbe un problema reale per i consumatori.

Un manager del settore ha scritto:

“In molte parti d’Europa la domenica i supermercati sono chiusi… i clienti si abituano più velocemente di quanto si creda.”

L’idea è che la spesa potrebbe semplicemente redistribuirsi sugli altri giorni della settimana.

“Non è un capriccio dei clienti: è organizzazione della vita”

Altri operatori portano invece l’esperienza concreta delle famiglie con orari complessi.

Un commento molto condiviso sottolinea:

“Il mercato del lavoro oggi è frammentato… per molti la domenica è l’unico giorno per fare la spesa.”

Secondo questa visione la domenica non è una comodità, ma una necessità organizzativa per chi lavora fino a tardi durante la settimana.

“Le aperture domenicali non portano più vendite”

Alcuni manager sottolineano invece un tema economico.

Un dirigente retail ha scritto:

“Le aperture festive non garantiscono più un reale incremento di fatturato ma comportano costi aggiuntivi.”

Secondo questa lettura la domenica sposta semplicemente le vendite da altri giorni senza aumentare i ricavi complessivi.

“Per molti lavoratori è un reddito necessario”

Altri interventi ricordano che lavorare la domenica non è sempre una costrizione.

Un commento sottolinea:

“Chi lavora la domenica lo fa anche per la maggiorazione… per molti è un aiuto per arrivare a fine mese.”

Questo punto introduce un elemento spesso trascurato nel dibattito: la dimensione economica del lavoro festivo.

“La società ormai funziona 24 ore su 24”

Un’altra posizione molto diffusa riguarda il cambiamento del modello sociale.

Un professionista del settore ha scritto:

“La società è ormai organizzata 24 ore su 24… pensare di tornare indietro è illusorio.”

Secondo questa visione, con e-commerce sempre attivo e servizi continui, limitare l’apertura del retail fisico rischierebbe solo di favorire altri canali.

“Chiudere nei centri commerciali è difficile”

Dal punto di vista operativo alcuni manager fanno notare che la domenica è parte integrante del modello dei centri commerciali.

Un commento evidenzia:

“Nei centri commerciali non può essere chiusa la zona distributiva… decadrebbe l’essenza stessa della proposta.”

Qui il problema è strutturale: il weekend è il momento di maggiore affluenza.

Il dibattito resta aperto

Dai commenti dei professionisti del settore emergono tre visioni principali:

Domenica inutile economicamente

  • vendite redistribuite
  • costi del lavoro più alti
  • produttività più bassa

Domenica necessaria per i clienti

  • organizzazione della vita moderna
  • orari di lavoro estesi
  • unico giorno libero per molte famiglie

Domenica inevitabile nel retail moderno

  • e-commerce sempre aperto
  • competizione tra insegne
  • modello dei centri commerciali

In sintesi: il dibattito non è più ideologico come anni fa.
È sempre più una discussione su modello economico, organizzazione del lavoro e comportamento dei clienti.

Ricevo e pubblico da una imprenditrice del retail Donatella Prampolini Manzini

“Io penso che ormai dobbiamo fare i conti con abitudini modificate e che difficilmente si potrà tornare indietro.
Si potrebbe cercare una convergenza su alcune chiusure per tutti, ma poi si aprirebbe il tema delle zone turistiche o culturali (ormai esplose numericamente), col rischio di penalizzare chi si trova in territori limitrofi . Non penso oggi ci siano le condizioni per ridiscutere del tema. Detto questo, io sono tra i consumatori che rifiuta di fare la spesa la domenica e che chiude la domenica i punti vendita piu piccoli in cui non ci sarebbe la possibilità di far fare la rotazione al personale”

Marco Cantone di Digi Italia scrive su LinkedIn

Una regolamentazione uniforme sulla chiusura domenicale eliminerebbe il timore di perdere quote di mercato a favore dei competitor, restituendo dignità sociale al lavoro senza penalizzare il fatturato complessivo. I consumatori si riorganizzerebbero sui sei giorni e si gestirebbero meglio costi e logistica.

Un esempio di chiusura per scelta.

Mercadona in Spagna è uno degli esempi più interessanti di supermercato che sceglie di restare chiuso la domenica, anche se in molte regioni la legge consentirebbe di aprire.

Politica standard

Apertura: lunedì–sabato circa 9:00 – 21:30 Chiusura: domenica e festivi 

Questa è una scelta aziendale deliberata, legata a due principi:

Conciliare meglio lavoro-vita privata per i dipendenti

Modello operativo molto efficiente su 6 giorni

Mercadona ha sempre sostenuto che non serve aprire 7 giorni su 7 per fare fatturato, se il negozio è molto produttivo negli altri giorni.

Eccezioni.

Ci sono alcune aperture domenicali temporanee, ma limitate: zone turistiche in estate orari ridotti (es. 9-15) solo alcuni punti vendita 

Finita la stagione turistica, la catena torna alla chiusura domenicale.

Un dato interessante

Mercadona ha oltre 1.600 supermercati e circa il 26% di quota di mercato in Spagna  ed è diventata leader senza aprire stabilmente la domenica.

Per il retail è un caso molto studiato:

Mercadona dimostra che un supermercato può essere leader anche con un modello “6 giorni”, se ha: alta produttività per metro quadro forte marca privata processi operativi molto efficienti.

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