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METRO Italia spesa on line anche per i clienti senza partita iva

Banner Everli- Metro

Everli e METRO Italia annunciano una partnership esclusiva …

Banner del Sito Everli

Everli è un marketplace della spesa online, erede di Supermercato24, ad oggi è l’unica piattaforma per la spesa online che consente di scegliere di acquistare da diverse insegne tra quelle presenti nelle aree dove opera.

L’ordine effettuato online viene affidato a uno Shopper, che si reca al punto vendita per fare la spesa per il cliente, consegnandola a casa o all’indirizzo desiderato all’orario concordato, anche in giornata.

Per reclutare e gestire gli “shopper” è stata creata una Comunità ad HOC siamo in chiaro esempio di “sharing economy” 

Grazie all’esperienza utente semplice e intuitiva e all’ampia gamma di scelta di insegne, prodotti e offerte, Everli riduce le complessità della spesa per i clienti, è in espansione anche perché oggi la spesa fatta da uno shopper è favorita dal desiderio di “frequentare” meno i punti vendita.

Il servizio è attivo 7 giorni su 7.

L’utilizzo di uno shopper (che spesso fa questa attività come secondo lavoro o lavoro occasionale) risulta anche competitivo rispetto alle consegne effettuate con i corrieri ed alla preparazione in store.

L’accordo con Metro

L’accordo permetterà ai clienti e per la prima volta anche ai non possessori di partiva iva, di  ricevere la spesa direttamente a casa agli stessi prezzi del punto vendita.

La partnership, è per ora attiva con 14 punti vendita METRO nelle province di Brescia, Firenze, Milano, Parma, Ravenna, Roma, Torino, Trieste, Varese e Verona, ed ha già reso disponibili sulla piattaforma di Everli oltre 3.000 referenze.

L’offerta è molto vasta e comprende prodotti alimentari, di elettronica e accessori per l’ufficio.

Sono presenti anche le linee a marchio del distributore (MDD), come le linee METRO Chef, METRO Professional, Aro, Columbus, Dolce Vite, Madruzzo.

L’aspetto importante della collaborazione tra Everli e METRO, è rendere disponibile a tutti l’accesso all’assortimento ed alle condizioni commerciali d’ingrosso di METRO.

Ed infatti questo è il principale tema “pubblicizzato” nel lancio dell’iniziativa.

Promo sulla Pagina Facebook di Metro

Questa novità crea un precedente destinato a riflessioni e valutazioni anche da parte dei concorrenti.

Senza dubbio, in questa fase di mobilità difficile per il consumatore, questa iniziativa può essere destabilizzante in alcuni settori.

Aggressive anche le proposte per il lancio del servizio “Utilizza il codice sconto EVERLIMETRO: con una spesa minima di 50€ non paghi le spese di consegna del tuo primo ordine!
Inoltre, ti regaliamo altri 3 buoni per ulteriori consegne gratuite.”

Qui riepilogati i passaggi chiave (semplici) del servizio

  1. Scarica l’app Everli by Supermercato24, scegli METRO e fai la spesa.
    Seleziona l’orario di consegna: potrai ricevere la tua spesa anche in un’ora.

2) Il tuo personal shopper andrà a fare la spesa in METRO al posto tuo, selezionando i prodotti presenti nei nostri Punti Vendita.

3) Riceverai il tuo ordine dove vuoi, all’ora che desideri: ti verrà consegnato fino alla porta di casa o in ufficio, puntuale. Eviterai code in cassa, traffico e borse pesanti.

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E-Commerce Live Streaming: il nuovo modo di vendere online

E-Commerce Live Streaming

Cos’è l’e-commerce in live streaming?

È una tendenza che sta attualmente riscuotendo un grande successo in Cina, e non solo, e che presto potremmo vedere utilizzato anche da marchi e retailer in Europa.

La base per l’e-commerce in live streaming sono  video per mostrare un prodotto, un’ abito o una collezione , trasmessi in diretta su una piattaforma, un social network o un sito web.

Questo modo di “presentare e vendere” è diventato molto popolare con la crisi dovuta dal COVID-19.

L’aumento degli acquisti online e il bisogno progressivo che i Clienti hanno di riprendere il contatto umano sta favorendo questa nuova modalità.

L’e-commerce in live streaming è un modo per replicare digitalmente l’esperienza di acquisto in un negozio fisico.

Anche in Italia molti negozi di abbigliamento ed aziende di servizi hanno cominciato a sperimentare questa modalità di vendita.

  • segue esempio Abbigliamento Corso 54 a Loano.

Diverse piattaforme social, come Snapchat e TikTok, sperimentano da tempo la possibilità di vendita attraverso contenuti e video. 

Nemmeno Amazon è immune agli effetti dell’e-commerce in live streaming: Amazon Live offre video in cui diversi “venditori” spiegano i prodotti in vendita sulla piattaforma, dagli accessori per la palestra, ai microfoni, ai cosmetici.

(Amazon Live nel link un esempio di LIVE promo per il TRATTAMENTO FAI DA TE PER IL TRATTAMENTO NATURALE DELL’IPERPIGMENTAZIONE DEI CAPELLI)

E se lo fa Amazon qualcosa mi dice che è una strada da percorrere per il futuro.

L’impatto dei video sulle vendite online

Di solito si sottolinea l’importanza delle fotografie dei prodotti per l’e-commerce, e naturalmente, le foto sono un fattore chiave per vendere online. Tuttavia i video consentono al Cliente di vedere il prodotto più da vicino, di visualizzarlo in un contesto o guardarlo indossato.

Questa modalità è particolarmente importante per prodotti complessi, molto piccoli o che si indirizzano ad una specifica clientela ( esempio taglie curvy).

Proprio perchè nell’acquisto on-line le cose non possono essere toccate, la modalità video indiretta permette di vedere l’oggetto in maniera diversa, di interagire con il “venditore” e soddisfare dubbi e domande.

Secondo un sondaggio statunitense la maggioranza di clienti dell’e-commerce si aspetta di vedere una media di 6 fotografie e 3 video per prodotto prima di decidere di acquistare. 

Inoltre, il 66% dei Clienti (Link alla fonte) che desiderano trovare informazioni sui prodotti preferisce guardare un breve video.

L’esempio di Alibaba

Ed ora vediamo un esempio di utilizzo pubblicato da Alibaba.

Potresti aver sentito parlare della popolarità del live streaming in Cina, soprattutto quando si tratta di shopping. I fondatori della società di moda con sede a New York And Luxe Inc. spiegano come utilizzano la tecnologia Taobao Live per presentare nuovi prodotti dagli Stati Uniti e dall'Europa ai consumatori cinesi. 

Articolo pubblicato da Retail Watch https://www.retailwatch.it/2020/10/21/brand-prodotti/ce-un-nuovo-modo-di-vendere-online-l-e-commerce-live-streaming/

Consulta anche /https://www.giuseppecaprotti.it/agricoltura-e-vendite-on-line-il-potenziale-attraverso-il-modello-cinese/

Granarolo lancia il proprio eCommerce in ottica anti-spreco ormai siamo al D2C

Home Page eCommerce Granarolo

Granarolo lancia il suo eComnerce B2C (per ora 501 comuni coperti)

Direi che ormai si parla di D2C ovvero di Direct to consumer ovvero ormai i produttori sviluppano propri canali di distribuzione

Canali diretti che possono essere negozi, ECommerce, social media …

Diciamo che dopo il fashion presto anche nel largo consumo i principali Brand si relazioneranno direttamente con i consumatori.

Per quanto attiene all’eCommerce il Covid-19 ha accelerato l’interesse per questo canale e crescono le iniziative orientate alla vendita on line.

Le categorie che sono cresciute di più con la vendita diretta ai consumatori sono integratori, pulizia casa, petcare/pedfood, detersivi lava e cura tessuti.

Tornando a Granarolo sono interessanti le suddivisioni ed aggregazioni dell’assortimento declinate alla destinazione d’uso “Giusto Assortimento” “Giusto prezzo” “Giusto formato” “Giusto in tempo” “Giusto per sfizio” … fino a “Giusta occasione”

SPACCIO GRANAROLO, I MARKET DEL FRESCO DI GRANAROLO

Gli spacci Granarolo si trovano a Bologna, Castelfranco Emilia e Gioia del Colle.

Si tratta di “Market del Fresco” Granarolo.

È un market del fresco a libero servizio nato per i dipendenti Granarolo ma dove anche i consumatori privati e gli operatori del settore Ho.Re.Ca. hanno la possibilità di trovare a prezzi convenienti un ampio assortimento di prodotti tra cui quelli del portafoglio Granarolo (latte, yogurt, formaggi freschi e stagionati anche DOP, salumi, pasta confezionata all’uovo e di semola e molti altri ancora, a marchio Granarolo, Yomo, Pettinicchio, Podda, Amalattea, Pinzani, Croce di Magara, Gennari e Pastificio Granarolo) e altri importanti marchi, con una selezione di salumi, prodotti da forno (pane, pizza, piadine e dolci), piatti pronti, insalate, bevande e succhi di frutta che varierà secondo la stagionalità, oltre alla presenza di un corner dedicato al canale Ho.Re.Ca., con prodotti e formati specifici per i professionisti della ristorazione.

I punti vendita Granarolo sono stati concepiti in chiave di sostenibilità per ridurre gli sprechi di prodotto a data corta e per consentire ai consumatori un risparmio sul prezzo a scaffale.

E il Retail ?

Sempre più realistico è pensare a far crescere le marche dei distributori … non è vero mister Mario Gasbarrino 😊

— Leggi su www.mark-up.it/granarolo-lancia-il-proprio-ecommerce-anti-spreco/amp/

Interno di uno Spaccio Granarolo

Chi consegnerà tutti i pacchi che ordiniamo ?

A tutti piace ricevere pacchi a casa.

La logistica “dell’ultimo miglio” è la sfida del futuro

Nel 2020 invieremo oltre 100 miliardi di pacchi e il numero potrebbe raddoppiare entro il 2030.

Chi consegnerà tutti quei pacchi e come? 

In questo filmato The Next Normal esplora le novità della consegna dei pacchi dell’ultimo miglio.

Un video stimolante

Droni, droidi e altro ancora

Ludwig Hausmann: ci sono molte macchine di cui si parla. Ci sono droni. Ci sono droidi: piccoli robot che camminano per le strade. Quindi potrebbero esserci degli armadietti per i pacchi, non quelli fissi (Locker), ma montati su veicoli autonomi e che circolano 24 ore su 24, 7 giorni su 7 in aree residenziali.

John Murnane: Penso che vedremo i droni. Forse non droni che volano da un magazzino in periferia, sopra la città e fino a casa. Ma penso che vedremo, un camion che si fermerà con dieci droni che escono e consegnano in ciascuna delle sedi di un quartiere, solo per ottenere un economia di scala nella consegna.

Ludwig Hausmann: In Cina, la gente parla di tunnel in cui i pacchi saranno “sparati” nel seminterrato di grandi condomini …

Consegna dai negozi locali

Neelesh Mundra: posso immaginare la consegna offline dal negozio locale. Quel negozio diventa quindi l’agente di consegna per quella particolare località. Il bello è che l’efficienza è molto elevata perché quel proprietario di negozi conosce individualmente le persone nella località, quindi la possibilità che un tentativo di consegna sia un fallimento è quasi nulla. (Pensa quanti bar e locali già fanno un simile servizio “non strutturato” e remunerato e che potrebbe diventare una parte della loro attività … )

Ludwig Hausmann: abiliti gli stock che sono là fuori nel negozio e li rendi disponibili per lo shopping online e la consegni dello stesso giorno … Questo è qualcosa a cui pensare, una soluzione per cui si ha un doppio approvvigionamento, sia dai centri di distribuzione che dai negozi locali, ma in modo economico, consolidato

Florian Neuhaus: potrei pensare alla stampa 3D, giusto? Se potessi produrre localmente, a casa tua, tutto ciò di cui hai bisogno, cambierebbe l’intero panorama della consegna dell’ultimo miglio. Ora, le previsioni attuali, sono che è possibile stampare in 3D fino al 30 percento o al 35 percento degli articoli. Ma … forse potremmo andare oltre. E questo cambierebbe tutto.

Risultati immagini per droni per consegne
Risultati immagini per droni per consegne



Amazon aprirà un supermercato “tradizionale” nel 2020

Non apparterrà ne alla tipologia Amazon Go ne a quella di Whole Foods

Il primo dei “nuovi negozi alimentari” aprirà a Los Angeles, e avrà le casse “normali”. Sul sito della ricerca di personale di Amazon è già iniziata la selezione del personale. Quattro le figure professionali ricercate.

Nell’annuncio di ricerca del personale, Amazon dice chiaramente “unisciti a noi mentre lanciamo un nuovo negozio di alimentari Amazon a Woodland Hills. Siamo appassionati nel creare un’esperienza di acquisto che i clienti apprezzeranno... “

Così il colosso dell’e-commerce ritorna a “pensare” e “creare” soluzioni “tradizionali” rivolte al settore della grande distribuzione organizzata dopo l’operazione Whole Foods la catena di alimentari acquistata da Amazon due anni fa, e Amazon Go, i negozi dove si può entrare e uscire senza passare dalle casse perché il sistema di sensori e telecamere ed Alexa si occupano di “conteggiare” quello che i Clienti “acquistano”.

Jeff Bezos si prepara quindi a lanciare una terza catena di negozi a partire dal 2020 a Woodland Hills, un municipio di Los Angeles.

Possibile location Amazon

La notizia (confermata dall’inserzione citata all’inizio del post, che descrive come Amazon ricerchi persone che lavorino “nel primo negozio di alimentari di Amazon con sede a Woodland Hills) riguarda il fatto che sarà un marchio distinto da quello di Whole Foods e avrà una serie di casse da supermercato tradizionali (si parla chiaramente di compiti gestionali di cassa tradizionali).

Whole Foods ha una posizione salutista e attenta alla qualità del cibo, Amazon Go si rivolge ad una spesa “rapida” ed “essenziale” (quasi solo da consumo immediato) è evidente che Amazon sta ipotizzando di ampliare la sua offerta anche agli altri consumatori ed agli altri modi di fare acquisti con un punto vendita più tradizionale e con assortimenti che vadano oltre l’offerta”salutistica” di Whole Foods.

Cresce l’e-commerce ma chi fa questo di mestiere continua a ricercare anche punti di vendita e di contatto fisici. (Anche quest’anno a Milano Amazon aprirà il “loft” per il black Friday)

Il Web Assistant human to human

L’idea sviluppata e presentata da Kasanova, è un interessante assistente human to human, per guidare e consigliare il Cliente durante l’acquisto nel loro sito web offrendo sia supporto che una innovativa shopping Experience.

Di cosa si tratta ?

Web Assistant è un personal shopper, ovvero una persona vera, che accompagna il cliente del sito web, nel fare l’acquisto in un negozio reale Kasanova.

L’addetto è fornito di smart glasses, con telecamera incorporata e sistema audio integrato (Epson)

Questo apparato consente al visitatore del sito Web, di vedere il negozio da remoto, attraverso gli occhi del Web Assistant, ovvero della persona che “si muove nel negozio per Lui” e che al contempo interagisce con lui ascoltando le sue richieste vocali, rispondendo alle sue domande, dando consigli, mostrando i prodotti richiesti, fino all’inserimento degli articoli nel carrello per la consegna a domicilio.

Quali sono le differenze con una normale chat?

Ciò che diversifica questo servizio dalle comuni chat è proprio la possibilità di vedere da casa, attraverso il computer, in modalità live, ciò che si sta acquistando.

Di percorrere il punto vendita, di osservare i prodotti in tempo reale.

Inoltre non interagisci con un chatbot ma con una persona.

La telecamera incorporata agli smart glasses ha una qualità delle immagini elevata che offre una interessante esperienza visiva.

Con questo servizio Kasanova prova a portare tutto il negozio in casa del cliente.

Al fondo dell’articolo una presentazione video della soluzione.

Personalmente, durante il test, mi ha solo un po’ angosciato la promozione dedicata ai consumatori più rapidi: chi realizza gli acquisti in 10 minuti usufruirà di uno sconto del 5%, mentre chi sarà talmente veloce da terminarli in 5 disporrà di uno sconto del 10%…

Per ora il servizio è solo da Personal Computers ma presto dovrebbe arrivare la versione smartphone.

Il servizio web assistant è attivo tutta la settimana con i seguenti orari:

  • lunedì, martedì, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 19.30
  • mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.30
  • domenica dalle 10.30 alle 19.30.

Se il personale è tutto occupato … dovrai aspettare il tuo turno (come in negozio 😊)

Video esempio Personal Assistant Kasanova

Rent The Runway ovvero come noleggiare i vestiti onlinei

Rent the Runway è un’azienda che attraverso un sito offre la possibilità di noleggiare vestiti per ogni occasione, in base al proprio abbonamento e di restituirli successivamente. Un servizio nato soprattutto per un pubblico femminile, che è diventato virale in alcune grandi città ed ha trovato anche imitazioni in giro per il mondo.

In questi giorni Rent the Runway ha ricevuto un nuovo round di finanziamenti di $ 125 milioni, segno che i fondi d’investimento credono nel futuro di questo business.

Rent the Runway ha ormai dieci anni e recentemente sta cercando di espandere la propria attività inserendo nel noleggio anche gli accessori. Ha inoltre annunciato una partnership con West Elm che consentirà agli abbonati di noleggiare “pacchetti” di cuscini, plaid e trapunte per i loro salotti e camere da letto.

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Il servizio di Rent the Runway è pensato soprattutto per un target femminile e funziona in base a diversi abbonamenti: con 89 dollari al mese si possono noleggiare quattro abiti per 30 giorni (c’è oggi un Trial a 69 dollari), mentre pagandone 159 dollari non si hanno limiti di tempo e di cambi (anche per questo piano c’è una promo per due mesi attualmente attiva sul sito). È stata inserita anche la possibilità di affittare un singolo capo per 4 o 8 giorni a partire da 30 dollari. Il buon successo del business ha portato anche all’apertura di store fisici in cui è possibile provare i vestiti prima di noleggiarli.

STORES : Chicago ; NYC Flagship ; San Francisco ; Topanga ; Washington DC ;

Gli abiti restituiti vengono controllati, rammendati, puliti e disinfettati questo li rende riutilizzabili a lungo.

Nel Regno Unito l’idea è stata copiata da Girl Meets Dress, sito lanciato nel 2009 da una ex Pr nel mondo della moda. Il servizio è simile a Rent The Runway: in pratica si scelgono online i vestiti per un massimo di tre capi, si prenotato gli abiti per un periodo che va da due a sette giorni. Una volta ricevuti e provati, se vanno bene, vengono utilizzati e poi restituiti: la società fa pagare soltanto il servizio per l’abbigliamento effettivamente indossato, mentre il vestito che non viene usato può essere rispedito indietro senza alcun costo.

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Anche in Italia esiste un servizio simile, creato nel 2014 da Drexcode, una boutique online di abiti griffati. In questo caso viene anche data la possibilità di prenotare una prova in anticipo del capo con un incentivo nel prezzo.

RENT DREXCODE

Milano invece nello store DressYouCan di corso di Porta Ticinese si possono provare i vestiti e affittarli per un’occasione speciale per tre giorni.

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Jennifer Hyman and Jennifer Fleiss Co-founders, Rent the Runway

“Con un armadio illimitato, le donne possono esprimersi più liberamente e vestirsi per le incredibili vite che conducono, sia che si tratti di un look speciale per un grande evento o di abiti rotanti per tutti i giorni. Crediamo che il noleggio sia il futuro del vestirsi e stiamo solo iniziando …”  Jennifer Hyman and Jennifer Fleiss  Co-founders, Rent the Runway

… L’idea di “mettere a disposizione un armadio illimitato”, far provare gli abiti in uno store, permettere di renderli dopo l’uso (un singolo uso o un periodo …), gestire un guardaroba in affitto e scegliere abiti particolari per una serata creeranno nuovi stili di vita e di consumo … Andrea Roagna  

aggiornamento 4 luglio 2019 articolo pubblicato su repubblica sull’argomento

Trader Joe’s e Costco superano Amazon nella soddisfazione del cliente

Il 26 febbraio 2019 è stato pubblicato l’American Customer Satisfaction Index, che intervista 300.000 clienti ogni anno per misurare la soddisfazione dei clienti in merito alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti da 400 aziende in 46 settori.

ACSI

Scende la soddisfazione complessiva dei clienti per il commercio al dettaglio, l’indice è in calo per il secondo anno consecutivo, scivolando dello 0,9% ed assestandosi ad un punteggio di 77,4 su una scala da 0 a 100,  (American Customer Satisfaction Index ACSI ®  – Rapporto vendite 2018 -2019).

Gli ultimi risultati del commercio al dettaglio statunitense secondo ACSI sono chiari: la soddisfazione del cliente è al di sotto della norma.

Tra le sei categorie, in cui è diviso il commercio al dettaglio, le stazioni di servizio sono le più colpite, con un calo del 2,6 percento assestandosi ad un punteggio ACSI di 74 su 100.

Sebbene i clienti preferiscano lo shopping online a tutti gli altri tipi di vendita al dettaglio, anche l’e-commerce mostra segni di cedimento, scendendo del 2,4 percento nell’ultimo anno.

“C’è un crollo nella soddisfazione del cliente in ogni categoria del settore retail”, afferma David Van Ammann, Managing Director presso l’ACSI.

Questo diffuso deterioramento della soddisfazione dei clienti al dettaglio è dovuto, almeno in parte, al deterioramento del servizio clienti.

Con una bassa disoccupazione tipicamente accompagnata da un maggiore turnover dei dipendenti, i Retailer devono trovare e formare nuovi dipendenti e affrontare la mancanza di personale, mettendo a dura prova il servizio clienti.

“Cose come la cortesia e la disponibilità del personale del negozio, il supporto del call center e persino la disponibilità di merce sugli scaffali hanno visto peggiorare il servizio dei retail nell’ultimo anno.”

Costco, non Amazon, governa il regno di internet retail

Costco

Internet rimane il metodo preferito di acquisto per i consumatori americani nonostante il calo del 2,4 percento dell’indice complessivo ACSI assestatosi ad una media di 80.

Costco è il nuovo leader dell’e-commerce e prende posto di Amazon con 83 punti sulla scala ACSI.

Costco si impone grazie al successo del suo marchio Kirkland che offre prodotti di qualità a un prezzo inferiore a quelli di mercato.

Da notare il livello di incidenza del private Brand complessivo di Costco.

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Dopo aver occupato il primo posto dal 2010, Amazon si ritira al secondo perdendo il 4% ed assestandosi all’82. Anche la crescita della sua attività al dettaglio risulta rallenta dopo l’acquisizione di Whole Foods.

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Amazon è in linea con la flessione di altri rivenditori online, eBay (in calo dell’1%), Overstock (in calo dell’1%) e Newegg (in calo del 4%), tutti scivolano ad un indice di 80. Meglio solo i piccoli che mediamente crescono dell 1%.

Insieme a Costco, per la prima volta ci sono 20 altre aziende nella categoria di vendita al dettaglio nell’indice e-commerce di ACSI. Tra le aziende debuttanti ci sono Etsy, Kohl’s, Nordstrom e Nike, con un indice di 81.

Target, Macy’s, Wayfair, Apple e HP Store entrano nella media del settore a 80.

Dell segue a 79 Walmart e Sears sono  al fondo della categoria e-commerce con indici a 74 e 73.

Trader Joe e Wegmans si muovono tra i supermercati

Mentre la soddisfazione dei clienti nei supermercati affonda di un altro 1,3 % a un punteggio ACSI medio di 78, due società fanno passi da gigante: Trader Joe’s e Wegmans.

Trader Joe’s sale dall’1% ad un indice di 86, diventando così il numero uno tra i supermercati e tutti i rivenditori, incluso l’e-commerce. Il miglioramento dell’1 percento di Wegmans gli dà un punteggio ACSI di 85.

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Publix cede il 2% e si assesta con Aldi (invariato) a 84. Costco rimane stabile con un punteggio di 83, ma la maggior parte delle altre grandi catene vacillano. HEB fa scivolare l’1% a 82, e il Sam’s Club (Walmart) scende del 2% a 80.

Whole Foods affonda dal 2% al 79 nonostante l’acquisizione da parte di Amazon.

Walmart continua ad essere in fondo alla classifica, perdendo un altro 1 percento e fermandosi a 72.

L Brands ottiene successo anno dopo anno; ancora leader tra i negozi specializzati

L Brands (Victoria’s Secret, PINK, Bath & Body Works), che ha raggiunto il suo massimo storico l’anno prima, precipita del 4% all’82, ma rimane il leader della categoria.

Ulta Beauty e Sephora fanno il loro debutto ACSI quest’anno. Il primo ha un leggero vantaggio posizionandosi ad 80 rispetto a 79, con Ulta che mostra un vantaggio sia per la qualità che per il valore delle sue offerte di prodotti.

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NOTE:
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Costco è da alcuni operativo anche in Europa: dopo la Gran Bretagna, dove ha oltre 30 punti vendita, e la Spagna, il gigante Usa – secondo gruppo distributivo mondiale, dopo Walmart, con 115 miliardi di dollari di fatturato – ha aperto il suo primo megastore francese a Villebon-su-Yvette (Essonne), a 25 chilometri da Parigi.

Costco è un wholesale club, cioè un ingrosso aperto ai privati, al quale si accede pagando un abbonamento di 36 euro l’anno (cifra dell’anno scorso in Francia).

Il programma “francese” è di 15 aperture entro il 2027, di cui almeno un terzo nei dintorni della capitale.

L’offerta commerciale, mischia le marche industriali alla private label Kirkland Signature, le categorie spaziano molto anche sul non-food: articoli sportivi, informatica, giocattoli, gioielleria e orologeria, libri, prodotti per ufficio, tabacco, cura auto (negli Stati Uniti organizzano viaggi e molteplici servizi).
Da qualche tempo si parla di un interesse di Costco anche per l’Italia.

Carrefour soddisfacenti i risultati 2018

Carrefour ha da poco reso disponibili i dati definitivi dell’anno 2018, definiti da loro soddisfacenti ed in linea con le aspettative, anzi con indicazioni chiare di miglioramenti che permettono di aumentare gli obiettivi del piano strategico 2018 -2022.

img_3847Le vendite del Gruppo crescono dell’1,4% a parità della rete, accelerando nel secondo semestre (+ 2,0% in H2 vs + 0,7% in H1)

I proventi operativi (ROI) ricorrenti arrivano a 1.905 milioni di euro, corrispondenti a 1.938 milioni di euro pre-IAS 29 a 93 milioni di euro (+ 4,6%) a cambi costanti rispetto al 2017 ROI di riferimento.

L’ utile netto rettificato è di 802 milioni di euro, in aumento rispetto ai 773 milioni di euro registrati nel 2017.

Miglioramento anche del flusso di cassa, escluse le voci straordinarie, a € 1,088 milioni (rispetto ai € 950 milioni registrati nel 2017)

Le linee guida della sfida alla trasformazione lanciate nel 2018 con obiettivo diventare leader nel retail alimentare entro il 2022 danno tutte ottimi segnali di ritorno.

Azioni concrete in corso

Costruzione di un modello di crescita basato su un rapido rinnovamento della proposta commerciale in negozio supportata da partnership, rapida diffusione dell’offerta omnicanale ed espansione dei format in crescita.

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Cultura dell’efficienza operativa e della disciplina finanziaria attraverso anche una trasformazione approfondita dell’organizzazione, alleanze di acquisto, industrializzazione dei processi ed ottimizzazione dei costi, infine selettività potenziata e produttività degli investimenti.

Visti i risultati si farà un approfondimento delle iniziative in corso nel 2019, con una revisione verso l’alto di diversi obiettivi del piano Carrefour 2022

I correttivi presentati riguardano la costruzione di un modello di crescita con semplificazione degli assortimenti (riduzione del -15% nel 2020 rispetto al -10% precedentemente ipotizzato), riduzione globale dell’area vendite di 400.000 metri quadrati e accelerazione nell’espansione dei format di convenienza (3000 aperture vs 2.000 precedentemente previste) entro il 2022.

Enfasi è data al rafforzamento della cultura dell’efficienza operativa e della disciplina finanziaria: obiettivo di risparmio sui costi aumentato a 2,8 miliardi di euro (rispetto a 2,0 miliardi di euro) su base annuale nel 2020.

Carrefour act

Alexandre Bompard, Chairman e Chief Executive Officer, ha dichiarato: “Abbiamo lanciato una trasformazione senza precedenti nel 2018. I nostri incoraggianti risultati ci consentono ora di rivedere al rialzo gli obiettivi per 2022. Continuiamo a rivitalizzare la nostra politica commerciale, con una forte spinta a favore del potere d’acquisto e della qualità del cibo. Stiamo adattando i nostri formati, in particolare gli ipermercati, e accelerando l’implementazione dei nostri format in crescita e lavorando per un’offerta omnicanale. Continuiamo a migliorare la nostra efficienza operativa. Per Carrefour, il 2019 sarà un anno in cui approfondiremo le iniziative del piano 2022, per servire meglio i nostri clienti “.

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Nel 2019 Amazon Prime avrà piu del 50% delle famiglie americane abbonate al suo servizio

Stando alle previsioni di eMarketer nel 2019, il 51,3% delle famiglie statunitensi saranno membri di Amazon Prime, ovvero circa 5,2 milioni di famiglie in più rispetto all’anno scorso.

Amazon Prime nel mondo aveva 95 milioni di abbonati ad Amazon Prime a giugno 2018 e mediamente 197 milioni di visitatori mensili  (dato del 2017) al suo sito.

Amazon Prime2.png

La crescita di Prime negli Stati Uniti sarà alimentata da famiglie a basso reddito e dai consumatori attratti dalle nuove offerte della piattaforma (Prime Video, Photo Prime, Prime Music, Twitch Prime, Prime Reading, Amazon Family, ecc.).

“I nuovi membri PRIME sono attratti dalla continua espansione delle categorie di prodotti offerti come Prime , come generi alimentari, abbigliamento e dalle nuove opzioni per il consumo dei media, come libri e videogiochi”, ha dichiarato Martín Utreras, vicepresidente delle previsioni di eMarketer.

Importanti sono anche le opzioni di pagamento mensile del servizio che servono a migliorarne la dilazione.

Tutto lo sforzo di Amazon verso i Clienti PRIME si spiega con la constatazione che i Clienti  Prime spendono in media 1.400 $ all’anno su Amazon contro i 600 $ dei Clienti non-Prime , secondo uno studio del CIRP di ottobre 2018.

 

Amazon Prime

 

Amazon detiene il 43% del mercato on-line negli Usa, secondo il quotidiano Le Monde e durante il Black Friday (e il Turkey 5, cinque giorni di vendite per Thanksgiving..) ha  consegnato 180 milioni di prodotti, negli USA.

Un terzo dei primi 50 articoli di queste vendite erano a marchio privato Amazon (tra i quali l’assistente Alexa). Questo ultimo dato la dice lunga sull’importanza anche per Amazon dei prodotti a Marchio.