Shock Covid-19 e consumi delle famiglie italiane | Tendenze online

Dal punto di vista delle famiglie non è assimilabile alle recessioni del passato, soprattutto per la profondità della caduta dei consumi, oltre che per la rapidità con la quale essa si è prodotta. 

Il lockdown ha avuto effetti immediati, portando i consumatori a limitare le spese non procrastinabili.

In alcuni casi si tratta di acquisti persi definitivamente (soprattutto nei servizi). Ad esempio, la rinuncia a un viaggio quest’anno nel periodo di Pasqua non verrà recuperata l’anno prossimo raddoppiando il periodo delle vacanze.
— Leggi su tendenzeonline.info/articoli/2020/04/24/shock-covid-19-e-consumi-delle-famiglie-italiane/

… Anche nel prossimo periodo, con i piani di riapertura, il distanziamento sociale e le preoccupazioni inerenti il contagio influiranno suoi consumi, ma sopratutto influirà la capacità di spesa che sarà messa a dura prova da una crisi senza precedenti che ridimensionerà consumi e prospettive

La ristorazione è pronta per riaprire ? Ascoltate questi consigli

Articolo pubblicato su

RetailWatch
https://www.retailwatch.it/2020/04/17/consumatore/la-ristorazione-e-pronta-per-riaprire-ascoltate-questi-consigli/

La ristorazione è sicuramente una categoria fortemente colpita dalla crisi dovuta al covid-19

Sarà tra le ultime attività a ripartire e dovrà applicare rigidi protocolli di sicurezza e distanziamento

Questo ridurrà posti a sedere, complicherà il lavoro e ridurrà le presenze

Un ampliamento delle vendite dovrà avvenire attraverso la consegna a domicilio, l’asporto ed il take away. (Con il consumo in strada)

Tipologia di offerta

Prova ad ampliare la tua offerta con piatti “pensati” per la consegna a domicilio o per il consumo in strada

Organizza al meglio il servizio di asporto, con adeguati contenitori e qualche tocco di personalizzazione

Mostra il tuo lato umano

Dietro ogni ristorante ci sono i suoi collaboratori: tu e il tuo staff siete di fronte alla stessa pandemia dei vostri clienti. Quindi sii sincero, emotivo e umano nei tuoi messaggi con i Clienti, enfatizza il tuo staff e la loro professionalità ed impegno qualitativo per offrire prodotti ed ambiente sicuri

Dialoga con la comunità, partecipa alle iniziative solidali, ed agli eventi comuni, metti a disposizione ciò che avanza in cucina (in accordo con croce rossa o associazioni o utilizzando le App specifiche ad esempio Too good To go ) contribuirai a creare un maggiore senso di comunità e ridurre lo spreco

Consegna a domicilio e prenotazioni

Se non disponi già del tuo servizio di consegna, potresti rivolgerti ad un marketplace di terze parti come UberEats JustEat, Glovo per tale scopo. Oppure creati una App semplice (te ne posso consigliare diverse) per costruirti un listino elettronico e favorire le prenotazioni (anche WhatsApp e WhatsApp Business vanno bene)

Di certo devi cercare di favorire l’acquisto del cibo da parte dei tuoi clienti ed immaginare che consumino “ovunque”

Usa i social

Pubblica i servizi che proponi, spiega come vuoi restare vicino ai tuoi Clienti rispettando distanziamento e sicurezza, crea offerte speciali, coupon pre pagati scontati, incentivi, eventi particolari

Pensa anche a nuovi modi per coinvolgere i tuoi clienti ed il tuo pubblico sui social.

Potresti offrire scorci nella tua sala mentre si pranza o si cena, creare un video del tuo chef che prepara un piatto speciale o meglio adatta un piatto per la consegna a casa .

Racconta la professionalità ed i sacrifici di un tuo collaboratore in tempi così difficili

Chiedi ai tuoi ospiti e clienti di impegnarsi a casa a pubblicare foto e commenti dei piatti ordinati, incentiva le loro recensioni anche domestiche

A tal proposito non dimenticare di impegnarti e offrire incentivi e premi per il loro feedback.

Rispondi ai commenti e sii pro attivo

Aggiorna i tuoi elenchi locali Assicurati che i clienti abbiano informazioni aggiornate sul tuo ristorante su Google My Business, Yelp, Tripadvisor Facebook Instagram e tutte le piattaforme online, compresi l’orario di lavoro e le offerte temporanee. Aggiungi parole chiave come “da asporto” o “porta a porta”, per assicurarti che il tuo ristorante appaia nelle ricerche di tali termini.

Questo è il momento di differenziare la tua offerta e il tuo ristorante trovando modi unici di relazionarti con le persone

Sicurezza e regole

Dovrai formare i tuoi collaboratori e tenerli sempre aggiornati in merito alle “regole” previste per la sicurezza e la prevenzione

Fornire tutti gli strumenti e le dotazioni necessarie

Dovrai impegnarti a fare rispettare il distanziamento e le regole ed essere sempre in prima fila per garantire standard di sicurezza per i tuoi collaboratori e per i tuoi clienti

Se proteggi il tuo lavoro proteggi i tuoi clienti e questo verrà premiato

Auchan-Conad/Margherita: 15 negozi e 1.060 persone in Cigs #coronavirus destinati alla chiusura – RetailWatch

Aprile 2020. Qualche osservatore interessato nei giorni scorsi aveva già archiviato la vertenza Auchan-Conad come un risultato importante. Con una lunga lettera del 14 aprile ai Sindacati, al Ministero del lavoro e alle Regioni interessate Conad-Margherita chiede una Cigs straordinaria per l’impatto della Covid #coronavirus per la rete di 15…
— Leggi su www.retailwatch.it/2020/04/15/retail/auchan-conad-margherita-15-negozi-e-1-060-persone-in-cigs-coronavirus-destinati-alla-chiusura/

CONAD riporta la rete AUCHAN SIMPLY sotto il controllo degli imprenditori italiani

Inanzi tutto c’è da esprimere soddisfazione per un operazione che riporta “in Italia” una rete di punti di vendita molto importante.

Non succede spesso che un azienda italiana passata di mano ad imprese straniere torni ad essere italiana (Barilla – Esselunga) e questo fa ben sperare per il futuro del nostro paese e fa onore a chi l’ha compiuta. Inoltre è auspicabile che questo “aumenti” la vendita di prodotti italiani a discapito di prodotti esteri (l’esempio riguarda i prodotti a marchio e gli assortimenti) e maggiori vendite possono solo migliorare la nostra economia.

Infine è auspicabile, che dopo un periodo di riassetto, questo consolidamento di CONAD favorisca un espansione italiana anche in Europa.

Analizzando le dichiarazioni ufficiali di Conad e di AUCHAN (segue il filmato di AUCHAN e il comunicato di Conad) si evince con buona certezza che 46 AUCHAN, 271 Simply e 49 altri punti vendita in fitto di azienda Francising passeranno a Conad. Questo in forza dell’acquisto delle aziende che ne hanno la proprietà ed il controllo.

Poi dovrebbero passare a CONAD circa altri 209 affiliati diretti, ma non è ancora chiaro come saranno gestiti e poi potrebbero passare a CONAD moltissimi altri punti vendita affiliati e/o somministrati con le varie insegne (SMA, SIMPLY, ecc.) che in virtù degli attuali contratti saranno riforniti (almeno da subito) da CONAD e si tratterà di vedere se attraverso le attuali piattaforme (e fino a quando), con le attuali infrastrutture, o come.

Cosa succederà ai MARCHI ed ai prodotti a marchio, non è dato a saperlo. Quale sarà il futuro della centrale nazionale a cui aderiscono

Quanti degli attuali franchising passeranno a Conad, (qualcuno sentito a caldo non avrebbe intenzione di … “diventare Conad”, mentre altri lo sono già diventati ad esempio il Gruppo Rita passato a Conad Adriatico recentemente) non si può prevedere, ma sarà un bel percorso da costruire e seguire.

Ancora più complessa, interessante ed aperta è la partita dei Master franchising ovvero 3A di Asti, Apulia Distribuzione dei fratelli Sgaramella in Puglia, Cedi Etruria in Toscana, Gruppo Di Palo in Campania ed S & G di Trucazzano  in Lombardia.

Un discorso a parte riguarda la Sicilia tenuta fuori da questo Maxi accordo ma che si “vocifera” vada ad un impresa locale (Arena?). In questo senso sono già in atto alcuni trasferimenti di personale per alleggerire gli organici.

Ecco il comunicato AUCHAN RETAIL ITALIA Edgar Bonte

Edgar Bonte, il  capo attuale di Auchan,  (nel filmato) sembra dare tutte le colpe alla crisi del 2011. Ma forse è troppo facile ed i problemi sono certamente più complessi, ed è auspicabile che CONAD sappia bene come affrontarli, avendo una presenza ed una capillarità nel territorio in grado di meglio interpretare ed assecondare i Clienti e le esigenze delle persone ed un organizzazione di imprenditori che spesso hanno saputo fare la differenza nelle singole realtà.

Conad si troverà quindi ad affrontare contemporaneamente sia la ristrutturazione annunciata del  consorzio a quattro cooperative: Conad Nordovest, Conad Nordest, Conad Sudovest e Conad Sudest ed ad armonizzare il modello cooperativo di Conad con il modello aperto sul franchising e chiuso nella gestione centralizzata dei diretti Auchan e Simply, modello che dovrà essere rivisto ed adeguato con i fattori vincenti dell’esperienza Conad.

Chi sono in apprensione sono i sindacati dei lavoratori che temono perdite di posti di lavoro, per questo le prime informazioni ed indiscrezioni si avranno a seguito dell’incontro convocato presso il ministero dello Sviluppo Economico per il prossimo 28 maggio, e nel quale il sindacato chiederà di chiarire tempi, modalità e condizioni sia della cessione nel suo complesso che del trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’auspicio è che un organizzazione che mette al centro le persone possa gestire al meglio questo passaggio.

Concludo condividendo quanto detto da Francesco Pugliese Amministratore Delegato Conad “Oggi per Conad è un grande giorno. Vogliamo portare davvero valore alle aziende italiane e ai nostri clienti. Siamo soddisfatti e pronti a iniziare un percorso di crescita che conferma la qualità del nostro sistema e del nostro lavoro”

Auchan CONAD 2019-05-14 10.15.03

Per chi vuole approfondire un po’ gli aspetti specifici consiglio dal Blog di Giuseppe Caprotti: Auchan cronaca di un disastro annunciato in Italia vende a Conad

 

CONAD conferma l’acquisizione di gran parte della rete Auchan Retail Italia

Oggi la conferma che Conad (fonti varie tra cui Sole 24 ore), ha chiuso un accordo con Auchan Retail Italia per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia.

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Entrerà in Conad una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, disposti sul territorio italiano in modo complementare alla rete Conad.

Non sono compresi in questo accordo i supermercati gestiti da Auchan Retail in Sicilia e i drugstore Lillapois.

L’accordo prevede anche che i centri commerciali in cui sono situati i punti vendita di Auchan Retail Italia continueranno ad essere gestiti dalla società Ceetrus, che prosegue la propria attività in Italia.
L’acquisizione sarà condotta da Conad con il supporto di WRM Group, società specializzata nel real estate commerciale.

«Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad. Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani», ha dichiarato Francesco Pugliese, AD di Conad. fonte Ansa  

Adesso attendiamo le reazioni del mercato e degli alleati di Auchan Italia

Auchan cede 46 Iper a Conad … primo passo di una forte ristrutturazione

La notizia circola da un po’ di tempo, ma ora è cominciata la prima fase di dismissioni per AUCHAN Retail Italia.

Il primo passo vede AUCHAN Italia cedere 46 superstore dislocati sul territorio italiano alla cooperativa CONAD.

L’operazione, vedrà anche il coinvolgimento del finanziere italiano, Raffaele Mincione che prenderà il controllo della parte immobiliare di Auchan Italia.

Un’operazione che ha un controvalore complessivo oscillante tra i 600 e i 700 milioni di euro e che, cambierà i pesi nel settore GDO, in Italia.

Con questa acquisizione, Conad consoliderà’ ancora di più’ la sua presenza sul mercato nazionale e in particolare al Nord Italia, dove era più debole.

Conad ha chiuso il 2018 con un fatturato consolidato di 13,4 miliardi (+3% rispetto al 2017), raggiungendo una quota di mercato del 12,9% (e’ leader nel settore dei supermercati, 22,4%), con questa acquisizione scalzerà dalla vetta del fatturato complessivo, l’eterna rivale Coop Italia, leader da sempre con una quota di mercato del 14,2% .

Auchan Italia, lo scorso anno, ha generato ricavi per 2,24 miliardi (-2% rispetto al 2017), la gran parte dei quali (52%) nel Nord Italia. Ed è proprio nelle regioni settentrionali che voleva rafforzarsi Conad.

Auchan è presente in Italia anche con 260 negozi e più di un migliaio di negozi in franchising, ed ora molti temono la vendita del resto del gruppo.

Il pensiero va alla protesta proclamata a ridosso delle festività di Pasqua, del 25 aprile e del 1 maggio da Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs che chiedevano all’azienda AUCHAN di rompere il muro di silenzio che circonda le sorti di Simply che da mesi risulta “sul mercato” e si rincorrono voci di presunte e misteriose trattative con altri gruppi, proprio a partire da Conad, per la cessione di parti o della totalità della rete vendita.

Anche in Sicilia a fine Aprile i sindacati avevano dichiarato sciopero perché non ci sono risposte da parte dell’azienda alle insistenti voci di cessione della rete nell’isola.

In fondo è plausibile che Auchan sia interessata a cedere parte degli asset italiani fonte di perdite continue nonostante le numerose ristrutturazioni di strutture e marchio e punti a mantenere quelli sani (Decathlon, Leroy Merlin, Bricocenter, Bricoman, Norauto, Kiabi e Pimkie … ).

In tutto questo si aprirà anche una dinamica legata alla Supercentrale di acquisto Auchan Italia ed alle varie centrali italiane che gli sono associate …

In primo luogo ci sono i Master Franchisee  3A di Asti, Apulia Distribuzione dei fratelli Sgaramella in Puglia, Cedi Etruria in Toscana … questi resteranno o dovranno guardarsi intorno ? Non si tratta di realtà di poco conto.

3A di Asti. ad esempio, ha già dovuto pagare la “fuga” di due delle sue imprese maggiori verso PAM (Arimondo, e Borello )

Poi ci sono CRAI Supermercati che (guarda caso) a fine 2018 ha creato una centrale acquisti (Gruppo Levante) riunendo in essa anche il Gruppo D.iT (Sigma, Coal e Sisa), che sono oggi sotto Auchan, ovvero hanno i suoi contratti, ma di fatto si sono dati una dimensione minima per vivere di vita propria secondo cosa succederà … (sarà sufficiente?).

Infine C3 … che non potrà stare a guardare e che sicuramente è già oggetto di interesse da parte di altre Centrali Acquisti.

A tracciare il futuro di tutti questi sarà sicuramente AUCHAN Italia e le scelte finali che farà. Resterà o … abbandonerà l’Italia ?

 

Fujitsu EMEIA si riorganizza e lascia l’Italia

Fujitsu registra in EMEIA Markets (Europe,Middle East, India and Africa) un calo di marginalità ed ha messo a punto un piano per allineare il proprio business alle attuali tendenze di mercato che vanno verso i servizi e le soluzioni a valore aggiunto.

Il piano prevede di non avere più una presenza diretta in 19 Paesi (tra cui l’Italia) e tagliare circa 1100 dipendenti, delegando le attività ad organizzazioni indirette.

Questo in sintesi quanto emerge dal documento di Fujitsu inerente una profonda riorganizzazione della sua struttura EMEIA

In Italia significa che sono a rischio circa 190 tecnici e impiegati che lavorano nella progettazione, installazione e manutenzione di prodotti che vanno dai climatizzatori fino ai software e ai sistemi informatici. (Fonte sindacale)

La decisione, anticipata nei mesi scorsi ai rappresentanti del Comitato europeo è confermata nel comunicato ufficiale pubblicato in questi giorni

La presenza diretta di Fujitsu verrà concentrata nei Paesi considerati adatti a supportare la crescita, mentre negli altri avverrà una uscita graduale con passaggio al modello operativo indiretto, basato sulla rivendita di prodotti attraverso partner. ”

È l’ennesima dimostrazione che in assenza di una strategia industriale del sistema Paese – osserva Christian Gambarelli dirigente sindacale – le multinazionali, anche quelle tecnologiche come Fujitsu, scelgono di andarsene perché ritengono che il mercato italiano non sia più affidabile e credibile. È tempo che si costituisca un tavolo generale di crisi per il rilancio degli investimenti e per salvaguardare la presenza delle grandi società e delle professionalità del nostro Paese».

Il processo di riorganizzazione inizierà ad aprile e procederà gradualmente per fasi, con il management impegnato a concordare un piano di uscita al momento tutto da definire.

Lo scorso dicembre, su pressione dei sindacati, si era già svolto un incontro interlocutorio al ministero dello Sviluppo economico: ora è stato proclamato lo stato di agitazione ed è stata chiesta l’immediata attivazione del tavolo di crisi al ministero.

Allineare il business alle attuali tendenze” in sostanza Fujitsu intende trasformarsi in una “services-oriented company” e concentrarsi in particolare sulla crescita del business in questo senso.

A quanto pare non tutte le nazioni europee sono terreno fertile per questa crescita, e Fujitsu resterà solo in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera.
Non che in queste nazioni andrà tutto comunque bene. Anche qui, secondo diverse fonti, Fujitsu provvederà a contenere i costi riducendo il personale. La divisione Global Service Delivery non sarà coinvolta dalla riorganizzazione ed è attraverso questa che Fujitsu intende seguire i clienti internazionali.
Tra le nazioni “declassate” a non interessanti c’è in primo luogo l’Italia, ma anche Arabia Saudita, Repubblica Ceca, Grecia, Israele, Sudafrica e Turchia. L’azienda sottolinea tra l’altro che nella regione già l’80 percento dei prodotti venduti transita attraverso il canale dei partner.

https://www.fujitsu.com/emeia/about/resources/news/press-releases/2019/emeai-20190304-fujitsu-focuses-on-services-oriented-growth.html

Chiusure domenicali dei negozi … limitazioni per la grande distribuzione

I due partiti di governo, dopo dichiarazioni e trattative tra loro, hanno trovato un intesa sulla chiusura domenicale ed hanno presentato in commissione alla Camera il testo di base della proposta di legge in materia

Apertura domenicale 26 domeniche l’anno e 4 giorni tra quelli festivi … con esclusione per negozi di vicinato e centri storici.

Quindi, su tutto il territorio nazionale siamo alla possibilità di apertura una domenica su due per la grande distribuzione … 26 domeniche su 52.

Quattro le festività su dodici.

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Un compromesso che scongiura proposte peggiori ma che comunque va contro la tendenza alla liberalizzazione e riduce il servizio per i consumatori e strizza l’occhio al negozio di vicinato e del centro storico.

Per le zone turistiche, ovvero le località di montagna o marine, le regioni potranno decidere come distribuire o concentrare le 26 domeniche (ovvero le località turistiche saranno turistiche per metà anno … almeno in termini di servizi commerciali)

Ad esempio per una località marina le aperture potrebbero essere quelle dei 6 mesi estivi, da aprile fino a settembre, con beati saluti ai clienti dei restanti periodi (ovviamente fatta esclusione le deroghe).

Deroga anche per i centri storici e per i negozi di vicinato, cioè fuori dal centro storico. Ci sarà la possibilità di apertura per tutte le domeniche eccetto le festività.

Nei comuni fino a 10mila abitanti saranno aperti i negozi fino a 150 metri quadri.

Nei comuni con più di 10mila abitanti saranno aperti i negozi fino a 250 metri quadri.

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Saranno invece sempre aperte le rivendite di generi di monopolio, gli esercizi interni ai campeggi, ai villaggi e ai complessi turistici, gli esercizi di vendita al dettaglio situati nelle aree di servizio lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, marittime ed aeroportuali, le rivendite di giornali, le gelaterie e gastronomie, le rosticcerie e le pasticcerie, gli esercizi specializzati nella vendita di bevande, fiori, piante e articoli da giardinaggio, mobili, libri, dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette, opere d’arte, oggetti d’antiquariato, stampe, cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale, e anche le stazioni di servizio autostradali e le sale cinematografiche.

In caso di violazione delle nuove norme sono previste sanzioni amministrative che possono andare da 10mila a 60mila euro, con la possibilità di raddoppiare la multa in caso di recidiva.

I proventi delle multe saranno destinati al contrasto dell’abusivismo commerciale e ad azioni di promozione del decoro urbano.

Va tenuto presente che lo shopping domenicale, rappresenta il 10-20% delle vendite totali e per alcuni Centri Commerciali questo valore è molto superiore.

Le precedenti proposte di regolamentazione degli orari di apertura dei negozi avrebbero potuto provocare una perdita di vendite di circa 18,5 miliardi di euro (21,1 miliardi di dollari) per le reti di vendita al dettaglio (stime associazioni di categoria).

In un periodo di stagnazione come quello attuale, questo tipo di misura potrebbe portare ad un ulteriore minore spesa per consumi d’impulso e di vendite da parte dei Centri Commerciali, con quindi una maggiore disoccupazione, non so quanto compensabile dai negozi di vicinato.

Per molti è anche un grande regalo per Amazon e per i rivenditori online aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Staremo a vedere il percorso di questa proposta di legge in commissione…

Qui potete trovare i primi commenti al provvedimento https://www.mark-up.it/aperture-festive-26-domeniche-su-52-e-la-proposta-base-in-commissione/amp/?__twitter_impression=true

Per Giorgio Santambrogio è “un ritorno al medioevo”

https://www.linkedin.com/pulse/un-inconcepibile-ritorno-al-medioevo-giorgio-santambrogio

2 febbraio 2019 sospeso iter del provvedimento

“Prendiamoci il tempo che serve perché è un tema non di poco conto che andrà a impattare sullo stile di vita degli italiani. Del resto, è da cinque anni che si tenta di rimettere mano alla questione”.

con queste parole il relatore in commissione Attività produttive alla Camera del disegno di legge sulle chiusure domenicali informa che l’iter di approvazione è sospeso e si torna a sentire i diretti interessati …