Il 20 Giugno 2019 è stato Pubblicato il Report 2019 delle differenze inventariali in Europa redatto da Crime-Tech per Checkpoint.
Le differenze inventariali costano ai retailer europei oltre 49 miliardi di euro all’anno il dato è riferito alle perdite registrate dalle aziende retail in 11 paesi: Belgio (BE), Germania (DE), Finlandia (FI), Francia (FR),Italia (IT), Olanda (NL), Polonia (PL), Russia (RU), Spagna (ES), Svezia (SE) e Regno Unito (UK).
Il report nasce da un approccio metodologico innovativo:




Le differenze inventariali nel #Retail in Italia segnano un 1,5% per ammanchi + 0,6% per spese in sicurezza: totale 2,1% del fatturato
Peggio di tutti la GDO a quota 2,6%
Interessante è analizzare i fattori che “influenzano” le differenze inventariali

Come pure è interessante il focus delle principali cause e verificarne i loro trend, dove il comportamento “in cassa” del personale è in crescita (sia per annullo parziale e/o totale degli scontrini) che per comportamenti legati alla “tessera fedeltà” (passaggio della propria tessere e/o di quella di amici e/o parenti in caso di mancanza della tessera del cliente)

I metodi più comuni di taccheggio sono:
• Il grab and run (“Afferra e corri”);
• La rimozione di tag ed etichette antitaccheggio,
• L’uso di booster bag, ovvero borse e borsette schermate che consentono ai prodotti
contrassegnati di non essere rilevati dai sistemi EAS tradizionali;
• Jammers, ovvero tecnologie che, sfruttando frequenze-radio, disturbano i segnali delle
barriere dei sistemi EAS ostacolando il loro funzionamento.
I furti e le frodi commesse dai dipendenti sono la seconda causa di perdite più frequente secondo le aziende del settore retail. Possono assumere varie forme, la più frequente delle quali è il furto/consumo di beni e l’appropriazione indebita di denaro dalla cassa.
Altri schemi più sofisticati di frode interna segnalati come emergenti dalle aziende sono:
• Uso improprio e fraudolento delle carte fedeltà o carte regalo;
• Rimborsi e resi falsi, ad esempio la creazione di un reso di merci fittizio in modo da incassare contanti o differenze di prezzo, a volte eseguito con la collusione di (falsi) clienti;
• Frodi tramite manipolazione dei prezzi, ad esempio con interventi nel sistema IT aziendale che cambino illecitamente i costi delle merci al fine di ottenere sconti per dipendenti o clienti collusi;
Furti ad opera di Fornitori
- Oltre due terzi dei rivenditori ha riscontrato almeno un caso di furto o frode commesso dai fornitori.
- In particolare, oltre il 75% delle aziende ha subito dei furti commessi da fornitori di servizi di logistica, pulizia e servizi di sicurezza.

Per quanto sopra il 77% dei partecipanti effettua l’inventario o semestralmente (40,9%) o annualmente (36,4%).
Infine uno sguardo alle tecnologie messe in campo per contrastare il fenomeno

fonte RSE2019