Auchan cede 46 Iper a Conad … primo passo di una forte ristrutturazione

La notizia circola da un po’ di tempo, ma ora è cominciata la prima fase di dismissioni per AUCHAN Retail Italia.

Il primo passo vede AUCHAN Italia cedere 46 superstore dislocati sul territorio italiano alla cooperativa CONAD.

L’operazione, vedrà anche il coinvolgimento del finanziere italiano, Raffaele Mincione che prenderà il controllo della parte immobiliare di Auchan Italia.

Un’operazione che ha un controvalore complessivo oscillante tra i 600 e i 700 milioni di euro e che, cambierà i pesi nel settore GDO, in Italia.

Con questa acquisizione, Conad consoliderà’ ancora di più’ la sua presenza sul mercato nazionale e in particolare al Nord Italia, dove era più debole.

Conad ha chiuso il 2018 con un fatturato consolidato di 13,4 miliardi (+3% rispetto al 2017), raggiungendo una quota di mercato del 12,9% (e’ leader nel settore dei supermercati, 22,4%), con questa acquisizione scalzerà dalla vetta del fatturato complessivo, l’eterna rivale Coop Italia, leader da sempre con una quota di mercato del 14,2% .

Auchan Italia, lo scorso anno, ha generato ricavi per 2,24 miliardi (-2% rispetto al 2017), la gran parte dei quali (52%) nel Nord Italia. Ed è proprio nelle regioni settentrionali che voleva rafforzarsi Conad.

Auchan è presente in Italia anche con 260 negozi e più di un migliaio di negozi in franchising, ed ora molti temono la vendita del resto del gruppo.

Il pensiero va alla protesta proclamata a ridosso delle festività di Pasqua, del 25 aprile e del 1 maggio da Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs che chiedevano all’azienda AUCHAN di rompere il muro di silenzio che circonda le sorti di Simply che da mesi risulta “sul mercato” e si rincorrono voci di presunte e misteriose trattative con altri gruppi, proprio a partire da Conad, per la cessione di parti o della totalità della rete vendita.

Anche in Sicilia a fine Aprile i sindacati avevano dichiarato sciopero perché non ci sono risposte da parte dell’azienda alle insistenti voci di cessione della rete nell’isola.

In fondo è plausibile che Auchan sia interessata a cedere parte degli asset italiani fonte di perdite continue nonostante le numerose ristrutturazioni di strutture e marchio e punti a mantenere quelli sani (Decathlon, Leroy Merlin, Bricocenter, Bricoman, Norauto, Kiabi e Pimkie … ).

In tutto questo si aprirà anche una dinamica legata alla Supercentrale di acquisto Auchan Italia ed alle varie centrali italiane che gli sono associate …

In primo luogo ci sono i Master Franchisee  3A di Asti, Apulia Distribuzione dei fratelli Sgaramella in Puglia, Cedi Etruria in Toscana … questi resteranno o dovranno guardarsi intorno ? Non si tratta di realtà di poco conto.

3A di Asti. ad esempio, ha già dovuto pagare la “fuga” di due delle sue imprese maggiori verso PAM (Arimondo, e Borello )

Poi ci sono CRAI Supermercati che (guarda caso) a fine 2018 ha creato una centrale acquisti (Gruppo Levante) riunendo in essa anche il Gruppo D.iT (Sigma, Coal e Sisa), che sono oggi sotto Auchan, ovvero hanno i suoi contratti, ma di fatto si sono dati una dimensione minima per vivere di vita propria secondo cosa succederà … (sarà sufficiente?).

Infine C3 … che non potrà stare a guardare e che sicuramente è già oggetto di interesse da parte di altre Centrali Acquisti.

A tracciare il futuro di tutti questi sarà sicuramente AUCHAN Italia e le scelte finali che farà. Resterà o … abbandonerà l’Italia ?

 

Retail i dati dei principali gruppi Italiani

Contesto nazionale

Reatil
Prosegue l’analisi del mercato Retail con le specifiche italiane

Il fatturato aggregato dei maggiori operatori della Gdo italiana, rappresentativi del 72% del mercato della Gdo alimentare nazionale, è aumentato nel 2016 del 2,5%, passando da 56,7 a 58,1 mld, ovvero lieve aumento della concentrazione delle vendite.

Il record di crescita spetta ai discount: Lidl Italia (+8%) ed Eurospin Italia (+6,8%) distanziando Esselunga (+4,4%).

Sono in regresso gli operatori francesi con Carrefour che cede lo 0,9% e Auchan SMA il 3,3% e il Gruppo Pam che cala dell’1,9%.

I gruppi cooperativi Coop (cooperativa di consumatori) e Conad (cooperativa di dettaglianti), entrambi aderenti alla Lega coop, segnano ricavi aggregati (relativi alle principali società del Gruppo) pari, rispettivamente, a 11,2 e a 8,1 miliardi. Nel caso di Conad, si tratta prevalentemente di vendite all’ingrosso ….

L’aggregato Selex ha realizzato ricavi per 8,9 miliardi.

L’intera rete di vendita di Coop, Conad e Selex ha conseguito nel 2016 fatturati al lordo di IVA, pari rispettivamente a 14,5, 12,4 e 10,4 miliardi di euro.

Esselunga resta il primo operatore individuale con vendite nette pari a 7,5 mld,
seguita da Carrefour a 4,9 mld che precede di poco Eurospin a 4,7 mld; Lidl Italia a 4 mld ha raggiunto gli stessi livelli di Auchan-SMA che segna una forte riduzione dai 5,1 mld del 2012.

Più contenuta la dimensione di Iper – Unes (2,6 mld) e del Gruppo Pam (oltre 2,3 mld).

La presenza nell’ e-commerce appare ancora limitata e poco documentata: essa rappresenta per Esselunga il 2,1% del fatturato (158 milioni di euro) contro il 4%-5% dei principali player internazionali, tra i quali la francese Casino è al 5%, la statunitense Target al 4,4% e la olandesebelga Ahold Delhaize al 4%.

Esselunga si conferma il gruppo più efficiente nel 2016 con oltre 16 mila euro di vendite per metro quadro.

Tra i restanti operatori le Coop segnano vendite al mq pari a 6,7 mila euro, seguite da Iper – Unes a 6 mila euro (dato 2015) e Conad a 5,8 mila euro.

La redditività industriale (ebit margin, rapporto tra margine operativo netto e fatturato) pone Esselunga al vertice della classifica del 2016 con il 6%, seguita da Eurospin (5,6%) e Lidl Italia (3,7%) che precede di poco Iper – Unes (3,4%).

Su livelli intermedi si collocano Selex (2,9%) e Conad (2,5%),seguiti dal Gruppo Pam (0,9%). Hanno riportato margini negativi Carrefour (-0,5%), le Coop (-0,9%) e
Auchan-SMA (-3,7%).

Hanno chiuso il 2016 con una perdita netta i gruppi francesi (Roe di Carrefour a
-22,6% e di Auchan-SMA a -5,5%) e le Coop (-0,1%).

Il maggiore Roe è ottenuto da Lidl Italia (23,2%) e da Eurospin (20,9%), davanti a Esselunga (12,9%), Iper-Unes (12,4%) e Conad (10,6%). Più contenuto il risultato di Selex (Roe al 7%) e modesto quello del Gruppo Pam (2,2%).

In cinque anni (2012-2016) l’aggregato delle maggiori “Coop” ha cumulato utili per 90 milioni, provenienti da proventi finanziari netti per 1.405 milioni, margini industriali negativi per 130 milioni e proventi non ricorrenti per 197 milioni, a fronte di svalutazioni finanziarie per 1.006 milioni e imposte per 376 milioni. I finanziamenti da soci sono in diminuzione del 5%, da 10,7 miliardi nel 2015 a 10,2 miliardi nel 2016. Il portafoglio degli investimenti finanziari è pari a 10,5 miliardi, composto da
titoli non immobilizzati per 6,3 mld (-9,1% sul 2015; di cui il 77% in titoli di Stato e obbligazioni), partecipazioni per 2,3 miliardi e titoli immobilizzati per 1,9 miliardi. Le disponibilità di cassa ammontano a 2,1 miliardi.

Il sistema delle otto maggiori cooperative territoriali di dettaglianti a
marchio “Conadha cumulato negli ultimi cinque anni utili per 796 milioni, ovvero 8,8 volte quanto realizzato dalle maggiori Coop, rivenienti da margini industriali per 931 milioni di euro, proventi  finanziari per 25 milioni, proventi non ricorrenti per 28 milioni e imposte per 188 milioni. Le disponibilità di cassa ammontano a 864 milioni.

– fonte area studi Mediobanca