Invio telematico corrispettivi … calma e proroga

Con la fiducia al decreto crescita è stato approvato anche l’emendamento che proroga per sei mesi le sanzioni a tutti coloro che non sono stati in grado di adottare strumenti per l’invio telematico dei corrispettivi (registratore telematico, server RT, ecc.)

Quanto sopra, a patto che entro un mese dalla produzione del corrispettivo, questo venga “reso disponibile” all’Agenzia delle Entrate.

Entro domani attendiamo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, dopo di che, l’Agenzia delle Entrate fornirà i chiarimenti su come si potranno “inviare o rendere disponibile” i dati, in maniera sostitutiva rispetto a quanto previsto ed in attesa di adempiere all’invio con gli strumenti certificati.

L’agenzia delle entrate dovrà anche chiarire i termini della deroga ai controlli, ad esempio se le aziende con più punti vendita potranno (a diversità che nella fase precedente) attivare l’invio diretto in maniera “mista” o se la deroga vale per chiunque o solo x chi ha un ordine in corso (anche di questo il decreto non dice nulla).

Soprattutto l’Agenzia delle Entrate dovrà chiarire il tracciato per l’invio o mettere a disposizione un applicazione web per sopperire manualmente alla comunicazione dei dati

Keep calm tra domani sabato 29 Giugno e la settimana prossima si avranno le risposte e si potrà capire meglio i dettagli di questa proroga

Il Web Assistant human to human

L’idea sviluppata e presentata da Kasanova, è un interessante assistente human to human, per guidare e consigliare il Cliente durante l’acquisto nel loro sito web offrendo sia supporto che una innovativa shopping Experience.

Di cosa si tratta ?

Web Assistant è un personal shopper, ovvero una persona vera, che accompagna il cliente del sito web, nel fare l’acquisto in un negozio reale Kasanova.

L’addetto è fornito di smart glasses, con telecamera incorporata e sistema audio integrato (Epson)

Questo apparato consente al visitatore del sito Web, di vedere il negozio da remoto, attraverso gli occhi del Web Assistant, ovvero della persona che “si muove nel negozio per Lui” e che al contempo interagisce con lui ascoltando le sue richieste vocali, rispondendo alle sue domande, dando consigli, mostrando i prodotti richiesti, fino all’inserimento degli articoli nel carrello per la consegna a domicilio.

Quali sono le differenze con una normale chat?

Ciò che diversifica questo servizio dalle comuni chat è proprio la possibilità di vedere da casa, attraverso il computer, in modalità live, ciò che si sta acquistando.

Di percorrere il punto vendita, di osservare i prodotti in tempo reale.

Inoltre non interagisci con un chatbot ma con una persona.

La telecamera incorporata agli smart glasses ha una qualità delle immagini elevata che offre una interessante esperienza visiva.

Con questo servizio Kasanova prova a portare tutto il negozio in casa del cliente.

Al fondo dell’articolo una presentazione video della soluzione.

Personalmente, durante il test, mi ha solo un po’ angosciato la promozione dedicata ai consumatori più rapidi: chi realizza gli acquisti in 10 minuti usufruirà di uno sconto del 5%, mentre chi sarà talmente veloce da terminarli in 5 disporrà di uno sconto del 10%…

Per ora il servizio è solo da Personal Computers ma presto dovrebbe arrivare la versione smartphone.

Il servizio web assistant è attivo tutta la settimana con i seguenti orari:

  • lunedì, martedì, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 19.30
  • mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.30
  • domenica dalle 10.30 alle 19.30.

Se il personale è tutto occupato … dovrai aspettare il tuo turno (come in negozio 😊)

Video esempio Personal Assistant Kasanova

Le differenze inventariali nel Retail

‪Il 20 Giugno 2019 è stato Pubblicato il Report 2019 delle differenze inventariali in Europa redatto da Crime-Tech per Checkpoint.

Le differenze inventariali costano ai retailer europei oltre 49 miliardi di euro all’anno il dato è riferito alle perdite registrate dalle aziende retail in 11 paesi: Belgio (BE), Germania (DE), Finlandia (FI), Francia (FR),Italia (IT), Olanda (NL), Polonia (PL), Russia (RU), Spagna (ES), Svezia (SE) e Regno Unito (UK).

Il report nasce da un approccio metodologico innovativo:

Immagine1.png
approccio metodologico
Immagine2.png
differenze inventariali per settore
Immagine4.png
Retail-Security-in-Europe-2019-Infografiche-IT.jpg

Le differenze inventariali nel #Retail in Italia segnano un 1,5% per ammanchi + 0,6% per spese in sicurezza: totale 2,1% del fatturato

Peggio di tutti la GDO a quota 2,6%

Interessante è analizzare i fattori che “influenzano” le differenze inventariali

Retail-Security-in-Europe-2019-Infografiche-IT 4.jpg

Come pure è interessante il focus delle principali cause e verificarne i loro trend, dove il comportamento “in cassa” del personale è in crescita (sia per annullo parziale e/o totale degli scontrini) che per comportamenti legati alla “tessera fedeltà” (passaggio della propria tessere e/o di quella di amici e/o parenti in caso di mancanza della tessera del cliente)

Retail-Security-in-Europe-2019-Infografiche-IT 2.jpg

I metodi più comuni di taccheggio sono:

• Il grab and run (“Afferra e corri”);

• La rimozione di tag ed etichette antitaccheggio,

• L’uso di booster bag, ovvero borse e borsette schermate che consentono ai prodotti
contrassegnati di non essere rilevati dai sistemi EAS tradizionali;

• Jammers, ovvero tecnologie che, sfruttando frequenze-radio, disturbano i segnali delle
barriere dei sistemi EAS ostacolando il loro funzionamento.

I furti e le frodi commesse dai dipendenti sono la seconda causa di perdite più frequente secondo le aziende del settore retail. Possono assumere varie forme, la più frequente delle quali è il furto/consumo di beni e l’appropriazione indebita di denaro dalla cassa.

Altri schemi più sofisticati di frode interna segnalati come emergenti dalle aziende sono:

• Uso improprio e fraudolento delle carte fedeltà o carte regalo;

• Rimborsi e resi falsi, ad esempio la creazione di un reso di merci fittizio in modo da incassare contanti o differenze di prezzo, a volte eseguito con la collusione di (falsi) clienti;

• Frodi tramite manipolazione dei prezzi, ad esempio con interventi nel sistema IT aziendale che cambino illecitamente i costi delle merci al fine di ottenere sconti per dipendenti o clienti collusi;

Furti ad opera di Fornitori

  • Oltre due terzi dei rivenditori ha riscontrato almeno un caso di furto o frode commesso dai fornitori.
  • In particolare, oltre il 75% delle aziende ha subito dei furti commessi da fornitori di servizi di logistica, pulizia e servizi di sicurezza.
Retail-Security-in-Europe-2019-Infografiche-IT 3.jpg

Per quanto sopra il 77% dei partecipanti effettua l’inventario o semestralmente (40,9%) o annualmente (36,4%).

Infine uno sguardo alle tecnologie messe in campo per contrastare il fenomeno

Immagine 5.png

fonte RSE2019





Corrispettivi elettronici … mancano gli strumenti telematici

A 16 giorni dall’inizio dell’obbligo dell’invio telematico dei corrispettivi la situazione di oggettiva difficoltà, derivante dal fatto che i produttori di registratori e stampanti di cassa omologati non sono in grado di soddisfare, entro il 1° luglio, tutte le domande provenienti da chi è soggetto all’obbligo della trasmissione dei corrispettivi è un dato di fatto.

Dopo l’incontro di lunedì 10 giugno 2019 nella quale alcuni sindacati di categoria e Comufficio hanno richiesto un rinvio della scadenza, l’attività parlamentare si è limitata a proporre una moratoria delle sanzioni di un mese “In sede di conversione in legge del decreto “crescita” (DL 34/2019), con un emendamento è stato proposto di introdurre una moratoria di un mese per la prima trasmissione dei dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, a condizione che ciò non determini conseguenze sulla liquidazione dell’IVA relativa al periodo».

Una moratoria delle sanzioni non sembra una soluzione sufficiente, a meno che, la proroga di sei mesi permetta una modalità “alternativa” di “invio” entro un mese dei corrispettivi …

Attendiamo sviluppi 😊

Ricordo che le sanzioni non sono piccole (art. 2 comma 6 del Dlgs 127/2015 che richiama gli articoli 6 e 12 del Dlgs 471/97) Ovvero «una sanzione pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non correttamente documentato» e «una sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da 3 giorni ad un mese qualora siano state contestate nel corso di un quinquennio quattro distinte violazioni».

Quanto sopra ravvisando che se si «continua a documentare le proprie operazioni con i vecchi registratori di cassa” ci sarebbe «un ostacolo all’attività di controllo dell’amministrazione»…